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Come affrontare l'ansia in un bambino?

Inviata da concetta Di Maggio il 6 ott 2016 Psicologia infantile

Buongiorno,
ho un figlio di 6 anni e mezzo che ha iniziato la prima elementare da circa 15 giorni ma fa una gran fatica la mattina a lasciarmi andare via, ha una gran ansia, vomita e piange disperatamente quando è ora di salutarmi. Ha frequentato i tre anni di materna, l'approccio il primo anno è stato uguale e purtroppo non aiutato molto da una maestra che fortunatamente è stata trasferita e le cose sono migliorate dopo. Le attuali maestre sono molto disponibili e anche loro si sono accorte del suo disagio, anche se mi hanno assicurato che durante le lezioni è un bambino attento, sveglio e integrato con il resto dei compagni. Grazie

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Cara Concetta, dal tuo racconto sembrerebbe che tuo figlio presenti un'ansia da separazione eccessiva per la sua età e alla quale si associano sintomi che generano sofferenza in entrambi. Spesso, quest'ansia è connessa a pensieri negativi che possono riguardare la madre ("se le succedesse qualcosa di brutto quando non sono con lei?") o il bambino ("se mi sentissi male quando mamma non c'è? Se non tornasse a prendermi? etc...). Questi pensieri si generano e si rafforzano nel contesto in cui il bambino vive, sentendo storie o frasi che egli interpreta a modo suo e, che una volta inserite nella sua mente, guidano le sue reazioni e le sue relazioni (soprattutto quelle con la madre: figura di accudimento necessaria e indispensabile). Gli studi e l'esperienza sui casi trattati mi suggeriscono che un bambino che ascolta una madre stanca dire "Non ce la faccio più qualche volta me ne vado", "Se fai il monello ti lascio qui o ti faccio portare via dal lupo" potrebbe sviluppare una "paura dell'abbandono"; allo stesso tempo un bambino che percepisce una propria vulnerabilità fisica, può voler richiedere la presenza della madre in modo che questa sia disponibile se egli dovesse stare male; se percepice, invece, una vulnerabilità della madre potrebbe voler non allontanarsi da lei per essere presente qualora dovesse stare male. Questi sono solo alcuni esempi. Solo il bambino può dirci cosa accade nella sua mente e a che cosa gli serve questo "non volerla allontanare da se'". Allo stesso tempo anche le modalità con cui la madre si relaziona col bambino al momento della separazione influenzano il comportamento di questo ultimo. Se la madre quando va via si gira tante volte a guardarlo, per controllare le sue reazioni, gli trasmette insicurezza; se utilizza frasi del tipo "Non ti preoccupare starai bene qui" può incrementare maggiormente l'ansia in lui, perché il bambino si chiederà "se la mamma dice non ti preoccupare, allora vuol dire che c'è qualcosa di cui dovrei preoccuparmi". Pertanto, le consiglio di rivolgersi ad uno specialista, al fine di mettere luce a tutto questo e per trovare insieme strategie funzionali sia per il bambino sia per i genitori, al fine di affrontare serenamente le separazioni. Cordialmente.

Dott.ssa Simona B. Morabito Psicologo a Reggio Calabria

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Gentile Concetta,
che suo figlio riesca ad esternare la propria ansia è, comunque, una buona cosa. Il fatto che, a quanto lei riporta, il piccolo la manifesti per un periodo circoscritto di tempo, successivo alla separazione, fa pensare che il problema sia, appunto, il distacco.
Cosa succede quando a portarlo a scuola è qualcun altro? E' capitato? Potrebbe, forse, essere un'opzione per valutare la selettività o generalizzazione del comportamento, cioè per comprendere se il suo stare male è legato alla separazione dalla propria mamma o,in generale, alla separazione da qualsiasi figura di riferimento.
Mi aggiorni, se le va.

Cordiali saluti,
dott.ssa Lisa Procuranti

Dott.ssa Lisa Procuranti Psicologo a Carrara

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Gentile Concetta,
questa difficoltà di staccarsi da lei è oggi il punto debole di suo figlio, è possibile per lei assumere un atteggiamento di accettazione di suo figlio anche con questa sua debolezza? Se il bimbo percepisce questo atteggiamento da parte degli adulti vicino a lui riuscirà a superare.
Cordialmente,
dott.ssa Laura Prosdocimo

Dott.ssa Laura Prosdocimo Psicologo a Pordenone

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Gentile Concetta,
sono d'accordo anch'io con i colleghi sul fatto che la capacità del suo bambino di trovare interesse nelle lezioni e costruire relazioni con i compagni, sono elementi che mettono in luce le risorse del suo bambino. Se quindi mantiene un comportamento sereno, mostrando fiducia nelle maestre e nell'ambiente nel quale lascia suo figlio, questo disagio nel distacco rientrerà a breve. Se, invece, permane, provi a consultarsi con uno psicologo. La saluto cordialmente.
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell'infanzia. Trentino

Anonimo-154581 Psicologo a Pergine Valsugana

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Cara Concetta,
L'ingresso nella scuola elementare è sempre un passaggio delicato e molto importante. Il vomito potrebbe essere utilizzato dal tuo bimbo per scaricare la tensione che sente in questo periodo. È sicuramente positivo il fatto che riesce poi ad interessarsi agli stimoli proposti e integrarsi agli altri pari. Continua a sostenerlo comprendendo il suo stato di disagio e se il bambino si sentirà riconosciuto nei suoi sentimenti ritroverà il suo essere spontaneo completamente.
Sinceri saluti
Dott.ssa Alessandra Xaxa Psicologa Augusta (Sr)

Dott.ssa Alessandra Xaxa Psicologo a Vittoria

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Gentile Concetta,
È molto positivo che suo figlio durante la frequenza a scuola riesca a superare il suo disagio, partecipi alle lezioni e interagisca con i compagni. Tuttavia penso che sarebbe utile un confronto con uno psicologo per cercare insieme di comprendere meglio le motivazioni che stanno alla base della grossa fatica nel distacco da lei.
Cordiali saluti
Dott. Alessandra Moranzoni, Varese

Dott.ssa Alessandra Moranzoni Psicologo a Varese

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Gentile Concetta,
è evidente che il bambino, quando viene introdotto in un ambiente nuovo, fa un pò fatica ad adattarsi reagendo a questa situazione con il riacutizzarsi dell'ansia da separazione.
Il fatto però che dopo un pò, come ha testimoniato la maestra, si rasserena e partecipa con interesse e attenzione alle attività scolastiche è un indice positivo che lascia ben sperare nella risoluzione spontanea di questo comportamento in tempi brevi.
Le suggerisco di non mostrarsi preoccupata e di parlargli valorizzando le cose della scuola e lodandolo per il fatto che è bravo e attento a scuola.
E' anche opportuno rassicurarlo spesso ricordandogli l'orario in cui lo andrà a riprendere a scuola e informandolo in anticipo se qualche volta non può farlo e deve delegare qualche altro familiare che sia noto alla maestra precedentemente avvertita.
Qualora questa ansia da separazione non receda gradualmente nell'arco di 3 - 4 settimane, è preferibile approfondire il tema con un terapeuta dell'età evolutiva.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Concetta
Come hai sottolineato tu stessa, il tuo bambino ha difficoltà a gestire l'ingresso in una nuova scuola ( vedi anche scuola materna) ed a gestire l'ansia che ne deriva. Il mio consiglio è di affidarti ad uno psicologo che aiuti non solo tuo figlio, ma anche voi genitori, a fronteggiare questa situazione con strategie più efficaci e funzionali. L'ansia in un bambino non è poi un elemento così insolito: le strategie che sembrano funzionare meglio in queste situazioni sono quelle che prediligono un approccio integrato cognitivo-comportamentale, sono certo che non avrai problemi a reperire nella tua zona un professionista che adotti questo indirizzo e che sappia aiutarti a risolvere il problema in via permanente.

Un saluto

Dott. Fabio Biviglia
Psicologo

Dott. Fabio Biviglia Psicologo a Foligno

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