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C'è una possibilità' di riconquistare mia moglie??

Inviata da roberto il 4 feb 2016 Terapia di coppia

Gentili dottori,
15 mesi fa mia moglie mi lascia col dirmi che non mi ama più, che è stanca di me, e che non sono mai stato presente!
Forse l'ultima cosa è un po' veritiera in quanto abbiamo avuto una bambina che oggi ha 4 anni e li ho trascurati un po'!
Andiamo per via legale, e io incomincio a soffrire, a non accettare questa sua scelta, vivo di tribolazioni continue, cado in un labirinto di morte che ci sono voluti 13 mesi per elaborare il lutto e che ancora ne porto i segni.
Mia moglie mette un muto tra di noi per 15 mesi, nessun contatto, quei pochi contatti solo per mia figlia.
A dicembre ci vediamo all'asilo di mia figlia e per richiesta voluta dalla bimba mi ritrovo a casa con loro..
Parliamo tanto la sera fino a tardi, io l'abbraccio fortemente, lei si lascia abbracciare mi accarezza la schiena e incomincia a piangere nel dirmi che non ha nessuno, che è sola con la bimba.
Da quel giorno ci siamo visti spesso, mangiamo spesso assieme, ma solo per la bimba, lei mi dice spesso di non illudermi.
Una settima fa, gli dico che i miei sentimenti sono ancora vivi, gli racconto quello che ho passato...lei chiude gli occhi e piange,
Mi vede cambiato, in meglio, mi vede un padre amorevole, mi confida alcuni problemi e io gli dico che l'aiuto, di non preoccuparsi!
L'abbraccio e lei si lascia abbracciare...
Mi chiedo che possibilità ho di un suo ritorno?? Mi vede come amico?? Mi sta usando? Mi vuole solo bene??
Siamo stati fidanzati e conviventi per 7 anni e 7 anni di matrimonio con un totale di 14 anni della nostra vita!

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Caro Roberto,
poni delle domande, alla fine del tuo post, che richiedono molta cautela.
Sia tu che tua moglie, avete vissuto una esperienza traumatica dentro la quale vi è stato un turbinio di emozioni non positive tra cui frustrazione e rabbia, che hanno lasciato delle ferite ancora sanguinanti.
Fortunatamente, mi sembra di capire che finora entrambi non vi siete buttati su un'altra relazione, cosa che avrebbe certamente complicato le cose aumentando la rabbia.
Penso che tu, a prescindere da ciò che accadrà, dovresti farti aiutare in psicoterapia a comprendere in profondità i motivi che ti hanno portato, negli anni precedenti, ad essere poco presente per moglie e figlia , sottovalutando la gravità di questa cosa.
Sono convinto che, se farai ciò tua moglie lo apprezzerà e ti considererà più credibile perché davvero lo diventerai.
Se vorrai aiutare economicamente tua moglie al di là di ciò che le è eventualmente dovuto, abbi chiaro che non devi farlo per acquisire una sorta di credito per condizionarla nella sua decisione di poter tornare insieme : questo sarebbe un grave errore!
Mostrati attento e premuroso nei confronti suoi e della bambina ma senza esagerare perché anche questo potrebbe essere considerato da lei come una forzatura.
Porta pazienza e intraprendi il percorso di terapia che ti ho consigliato.
Se accoglierai questi suggerimenti, penso che avrai buone possibilità di riunire la famiglia ed è ciò che ti auguro.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Roberto,
La sua lettera è molto accorata è traspaiono molte emozioni positive e negative. Mancano però molti particolari che rendono difficile poterle dare una risposta concreta. Ad esempio mi viene da chiederle come si svolgeva prima la relazione con sua moglie? Per lei è stato davvero un fulminine a ciel sereno la richiesta di separazione? La sua affermazione "vivo di tribolazioni continue, cado in un labirinto di morte che ci sono voluti 13 mesi per elaborare il lutto e che ancora ne porto i segni" nasconde un mondo che andrebbe indagato accuratamente sia in termini emotivi che in termini cognitivi. Questi ed altri temi occorrerebbe approfondire in una possibile terapia, magari di coppia (qualora sua moglie manifestasse l'intenzione di iniziare un percorso del genere, da quello che riporta sembra che stia vivendo un periodo di forte instabilità) che possa portarvi a un diverso livello comunicativo e relazionale. Tutto questo è fattibile solo dopo aver parlato apertamente con sua moglie, non solo dei suoi sentimenti ma anche e sopratutto delle sue intenzioni a proposito della vostra coppia e manifestando il sincero interesse di volersi migliorare sia come marito che come padre. In questo modo a mio avviso ci possono essere dei buoni presupposti per continuare il vostro percorso insieme, ripensando e ristrutturando la relazione sotto una nuova ottica.
Con l'augurio di esserle stata d'aiuto le lascio un caro saluto e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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Gentile Roberto,
sento la sua sofferenza nelle parole che scrive,
sento anche molta onestà nel riconoscimento del proprio grado di responsabilità nella rottura della sua storia (scrive che forse è vero che l'ha trascurata un pochino):
Ritengo fondamentale l'accettazione e l'assunzione del grado di responsabilità e penso che lei debba partire da questo per iniziare a trovare nuove modalità con lei e ..con sua moglie
In bocca a lupo
Anellina De Ponte

De Ponte Anellina Psicologo a Nola

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Caro Roberto
è bella la storia fino qui (ti sembrerà strano ma a me sembra bella!).
Posso provare a spiegarene i motivi: di bello c'è che tu hai tanto sofferto ma questa sofferenza non è stata sterile (almeno sembra) ti ha fatto comprendere quanto importante fosse per te la tua famiglia, tua moglie e tua figlia che hai trscurato e che avevano bisogno di te.
E' bello che tua moglie abbia mostrato coerenza e si sia allontanata da te tenendo le distanze; vuol dire che ha carattere.
E' bello il vostro riavvicinamento e il vostro sentirsi uniti come genitori; questa è anche una conquista importantissima che dovrà essere mantenuta anche qualora voi due non riusciate a ritornare insieme ricordati che essere padre e genitore di vostra figlia è un fatto certo per tutta la vita, quindi non sprecare amicizia e solidarietà con lei comunque dovessero andare le cose.
Nella domanda chiedi se potrai riconquistare tua moglie... èh...dunque: sei, in questo punto di affettuosità e riavvicinamenti ancora neutri ..però significativi.
Non forzare le cose e mantieniti su un piano di grande disponibilità, mostra amore e rispetto per mamma e figlia; penso tu possa manifestare i tuoi sentimenti ma rispettosissimamente e, intimamente convinto, non tentare di manipolare le cose in alcun modo.
Solo così facendo potrai essere credibile e allora lei, con i suoi tempi, forse vorrà tornare con te.
Io te lo auguro
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Roberto,
La sua lettera è molto accorata è traspaiono molte emozioni positive e negative. Mancano però di molti particolari che rendono difficile poterle dare una risposta concreta. Ad esempio mi viene da chiederle come si svolgeva prima la relazione con sua moglie? Per lei è stato davvero un fulminine a ciel sereno la richiesta di separazione? La sua affermazione "vivo di tribolazioni continue, cado in un labirinto di morte che ci sono voluti 13 mesi per elaborare il lutto e che ancora ne porto i segni" nasconde un mondo che andrebbe indagato accuratamente sia in termini emotivi che in termini cognitivi. Questi ed altri temi occorrerebbe approfondire in una possibile terapia magari di coppia (qualora sua moglie manifestasse l'intenzione di iniziare un percorso del genere, da quello che riporta sembra che stia vivendo un periodo di forti incertezze e aspetti solo una sua presa di posizione con nuove prospettive risolutive per andare avanti) che possa portarvi a un diverso livello comunicativo e relazionale. Tutto questo è fattibile solo dopo aver parlato apertamente con sua moglie, non solo dei suoi sentimenti ma anche e sopratutto delle sue intenzioni a proposito della vostra coppia e manifestando il sincero interesse a volersi migliorare sia come marito che come padre. In questo modo a mio avviso ci possono essere dei buoni propositi per continuare il vostro percorso insieme, ripensando e ristrutturando la relazione sotto una nuova ottica.
Con l'augurio di esserle stata d'aiuto le lascio un caro saluto e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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Gentile Roberto,
La sua lettera è molto accorata è traspaiono molte emozioni positive e negative. Mancano però molti particolari che rendono difficile poterle dare una risposta concreta. Ad esempio mi viene da chiederle come si svolgeva prima la relazione con sua moglie? Per lei è stato davvero un fulminine a ciel sereno la richiesta di separazione? La sua affermazione "vivo di tribolazioni continue, cado in un labirinto di morte che ci sono voluti 13 mesi per elaborare il lutto e che ancora ne porto i segni" nasconde un mondo che andrebbe indagato accuratamente sia in termini emotivi che in termini cognitivi. Questi ed altri temi occorrerebbe approfondire in una possibile terapia, magari di coppia (qualora sua moglie manifestasse l'intenzione di iniziare un percorso del genere, da quello che scrive di lei sembra che stia attraversando un periodo di incertezza e aspetti solo una sua effettiva presa di consapevolezza della situazione per poi affrontarla adeguatamente) che possa portarvi a un diverso livello comunicativo e relazionale. Tutto questo è fattibile solo dopo aver parlato apertamente con sua moglie, non solo dei suoi sentimenti ma anche e sopratutto delle sue intenzioni a proposito della vostra coppia e manifestando il sincero interesse a volersi migliorare sia come marito che come padre. Solo così a mio avviso ci possono essere dei buoni presupposti per continuare il vostro percorso insieme, ristrutturato in una nuova prospettiva possibile.
Con l'augurio di esserle stata d'aiuto le lascio un caro saluto e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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Caro signore,

Credo che la sua situazione, seppur dolorosa e comprensibilmente difficile, sia frutto di decisioni di vita, sue e della sua ex moglie, che per il momento lasciano poco spazio all'immaginazione.

Mi spiego meglio; la sua (ex) moglie ha deciso di chiudere il vostro matrimonio per ragioni che lei dice di poter anche comprendere (una sua assenza e trascuratezza nei confronti di lei e di vostra figlia), e lei ha "accettato" questa decisione, all'epoca. E il vostro matrimonio, con i travagli del caso, si è effettivamente chiuso. Chiaramente nel momento in cui si smette di essere coppia coniugale non si smette di essere coppia genitoriale, e molte volte neppure di volersi bene come persone, per il passato e le scelte fatte insieme (come una figlia fritto del vostro amore); e quindi la vostra bambina e i suoi interessi vi hanno portato a non lasciarvi senza più vedervi, ma anzi vi hanno condotto ad una convivenza senza aspetti sentimentali, fatta di occasioni di incontro, dialoghi, confidenza, lacrime e come dice lei anche abbracci.

Il punto però qui, è che lei non dice di amare sua (ex) moglie e "volerla riconquistare" perché ha compreso di aver sbagliato, o sente nel cuore un amore grande per lei, etc etc.. ma si ferma al domandarsi se "è possibile" riconquistarla, se lei la vede come un amico, la usa, etc...

Dall'altra parte la signora dal canto suo le ha detto no, esplicitamente e chiaramente più volte, di non voler tornare ad amarla e a costituire con lei una coppia, ma di voler portare avanti con lei un discorso di FAMIGLIA, insieme a vostra figlia, da ex con buoni rapporti intelligenti e sereni, ma nulla più.

Questa la fotografia della situazione da lei delineata. Questo, forse, l'equivoco di fondo.

Apparentemente non si tratta di dover "riconquistare" il cuore della signora, o di scegliere viceversa di mettersi il cuore in pace; in realtà si tratta apparentemente di più, di capire se la signora ha spazio nella sua vita per amarla ancora.

Aldilà della signora e di ciò che prova, che nessuno di noi può sapere e che chiaramente offre come unico elemento un rifiuto netto di tornare ad essere coppia (poi può avere millevsentimentindentei di s'e ed averli sopiti oppure non provare effettivamente più amore per lei), il vero motivo di riflessione lei debe compierlo con se stesso.

Lei ama sua moglie veramente, sarebbe disposto a tornare per essere un marito diverso che ha capito i suoi errori, o "sta pensando se può riconquistarla" perché la signora ls sembra diversamente disposta rispetto a quando vi siete lasciati? Sta pensando ai 7 anni di questo e quello, o alla vita futura che vorrebbe ricostruire con lei e coste figlia? Queste a mio avviso le domande chisve. E non se sua moglie è ben disposta o meno.
Nel momento in cui avrà chiarezza dentro di se allora potrà agire per riconquistarla o scegliere di restare al suo posto, ma tutto questo deve partire da lei. Da una sua Franca esigenza e dalla convinzione di avere un forte desiderio di questo (indipendentemente dal rifiuto che potrebbe derivarne). Le nostre azikn, si ricordi, possono e devono essere motivate da noi stessi, non dall'idea che ci starà gli altri abbiano; altrimenti saremo sempre schiavi, se qualcosa va bene o male, di chi ha deciso per noi.

De Andrè scriveva "continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai"; questo il punto. Rifletta su questo, se non le riesce da solo, e non trova sufficiente chiarezza dentro di se, si rivolta ad uno specialista, psicologa/a e psicoterapeuta, che possa attraverso alcuni colloqui a capire ciò che dentro lei prova e sente veramente, per poi valutare come agire nella realtà.

Spero di essere stata utile, saluti,

Dott.ssa Elena Bellia
Psicologa & Psicoterapeuta
Savona provincia e Genova città

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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Caro Roberto,
una volta su una rivista lessi una citazione che diceva "l'amore e' come un fiammifero, una volta spento non si riaccende piu'". Purtroppo e' vero, la mente, una volta "scartata" una persona come figura affettiva, non l'accetta piu'.
Al posto suo, io cercherei di imparare ad accettare la perdita ed a soffrire meno e meno a lungo.
Ma per questo ha bisogno di una guida competente e professionale.
Amici, conoscenti e famiglia possono non farla sentire solo, ma niente di piu'.
Coraggio.
Dott.ssa Papadia

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Gentile Roberto, è difficile dare una risposta alla tua domanda. Sicuramente tra di voi c'è ancora un legame molto profondo, dei sentimenti molto forti ma è difficile capire se si tratta di amore o semplice affetto. Io però fossi in te non mollerei, la vostra storia forse non è conclusa del tutto, ma serve del tempo per vedere come si potranno evolvere le cose... In bocca al lupo!!!

Dott.ssa Cinzia Marzero Psicoterapeuta
Moncalieri - Villastellone

Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta Psicologo a Moncalieri

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