Attacchi di panico e università

Inviata da Giuseppe il 3 ott 2018 11 Risposte  · Attacchi di panico

Salve,
Sono un ragazzo di 24 anni. Subito dopo il primo anno di università ho cominciato a soffrire di attacchi di panico, quando ho scelto di stabilirmi nella città universitaria ma erano brevi, anche se terribili. Ho risolto ritornando a casa e sostenendo la maggior parte degli esami da non frequentante. Gli esami non mi hanno mai creato ansia, nulla che non riuscissi a tenere sotto controllo almeno.Alla fine sono riuscito a laurearmi in Lettere Classiche e anche con il massimo dei voti.
Io ho sempre adorato studiare, ma dopo l'inizio dell'università questa passione si è spenta sempre più. Non mi piace l'ambiente, le persone che ci sono, il modo in cui viene erogato l'insegnamento. Ho scelto comunque di iscrivermi ad un corso magistrale in filologia. Non mi attirava particolarmente ma era l'unico adatto al mio percorso e ovviamente con una laurea triennale in lettere non potevo fare nulla. Sono riuscito a frequentare i primi due giorni ma ieri ero all'ospedale per un feroce attacco di panico. E' stata un'esperienza terrificante mai provata prima.. il mio corpo si è irrigidito a tal punto da farmi perdere quasi conoscenza.
Ora sono terrorizzato. L'idea di ritornare all'università mi congela, quella di confessare ai miei genitori le mie paure ancora di più. Loro non credo sarebbero d'accordo. Sono sempre stato una persona che eccelleva in tutti gli studi ma adesso mi sento inadatto, non all'altezza degli altri colleghi, dei professori e l'idea che un giorno dovrei insegnare non mi attira più, per niente. Anche ieri dopo essermi ripreso i miei mi hanno detto " non preoccuparti se salti un giorno l'università. Ci tornerai presto". Frase che mi ha ucciso. La mia vita universitaria è stressante visto che sono un pendolare e che non riesco a separarmi dalla mia città. L'idea di stressarmi così tanto per un obbiettivo che non mi interessa più mi distrugge. Ma la gente che mi conosce pensa che io sia una sorta di genio e che la mia vita sia studiare. In eterno. Forse quando ero al liceo la cosa mi stava bene ma adesso non più. Anzi detesto la gente che parla con me solo per chiedermi come va l'università. Ciò che vorrei ora è una vita semplice, nella mia piccola cittadina...svegliarmi la mattina per andare ad un lavoro tranquillo anche se non legato al mio percorso di studi. Pensavo di poter dare lezioni private e cercarmi qualche altro lavoretto, abbandonando l'università. Con i soldi che guadagnerei vorrei iniziare un percorso terapeutico che non posso affrontare se sono all'università a causa delle spese. E non voglio assolutamente pesare economicamente sui miei visto che già vivo ancora con loro. Cosa dovrei fare? Ora sono a casa con una improvvisa febbre leggera. L'università inizia di nuovo lunedì ma non sono sicuro di riuscire a farcela.

genitori

Miglior risposta

Gentile Giuseppe, in questo momento non si riconosce completamente nel ruolo che gli altri le attribuiscono e ciò alimenta un senso di costrizione che facilita l'insorgenza degli attacchi di panico. Provi a valutare quello che sta succedendo come un segnale del suo corpo per fermarsi un attimo e sciogliere alcuni "nodi". Il piano di intraprendere una psicoterapia mi sembra un passo importante per il miglioramento della sua vita.

Dr.ssa Graziella Pisano, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Frattamaggiore ( NA)

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Buongiorno Giuseppe, non è possibile in questa sede spiegare la causa del Suo disturbo che amplifica gli effetti in modo ingravescente.
Capisco la sua sofferenza e ritengo che Lei merita una migliore qualità della vita.
Si faccia aiutare!
Saluti S.Z.

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8 OTT 2018

Anonimo

Buon giorno Giuseppe, i cosiddetti attachi di panico sono un sintomo, normalmente associato ad sottostante stato depressivo, più o meno profondo, che traspare nella Tua lettera. Vi sono alcune manovre possibili per cercare di contenerli e, posssibilmente, superarli quandi Ti assalgono. Ma il punto è che sono appunto un sintomo, e certo converrai che è necessario risolverne le cause profonde.
Per questo, e particolarmente nel Tuo caso è veramente necessario un percorso psicoterapeutico. Non è possibile in questa sede, e senza uno o più colloqui prelminari, avere un quadro il più completo possibile che consente di prospettarTi il miglior percorso terapeutico.
Ma penso che sia urgente per Te, per la Tua vita, perchè non sia più in balia di forze che agiscono al di là della coscenza.
Non sò dove abiti, ma in ogni caso, sono a Tua disposizione, se lo ritieni.
Un caro saluto
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

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8 OTT 2018

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Buongiorno Giuseppe
Sono colpita dal suo scritto. Due mondi, due realtà opposte. Una vita tranquilla, semplice, anche modesta ma vicina a casa, l’altra fonte di panico totale… ‘il mio corpo si è irrigidito a tal punto da farmi perdere quasi conoscenza’. Ciò che alle persone che le chiedono come va l’Università appare invidiabile per lei è fonte di paura e sofferenza. Direi che normale sia per lei pensare di evitare del tutto questa possibilità e trovare pace e serenità nel luogo in cui vive.
Tuttavia da terapeuta mi sorge spontanea la domanda…. Cosa accade di tanto terrificante…. O cosa mai è potuto accadere di tanto terrificante a lei o alla sua famiglia per portare il suo corpo a generare un’esperienza così dolorosa quale quella che lei racconta pur di farla ritornare al più presto vicino ai suoi familiari?
A volte le ragioni sono nascoste nel nostro inconscio. A volte fanno parte della nostra storia personale. A volte le radici di un’esperienza vanno ricercate nel passato della nostra famiglia. Quello che posso dirle è che un motivo per il quale lei vive il panico esiste.
Laura Gaido Psicologa e Costellatrice Familiare

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8 OTT 2018

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Gentile Giuseppe,
sembra che ciò che più di tutto scatena i tuoi attacchi di panico è l'allontanarti dalla tua casa e dalla tua città, fosse anche solo come pendolare per andare all'Università e tornare.
Occorre pertanto approfondire qual'è l'origine di questa ansia acuta e cosa temi ti possa accadere durante gli spostamenti e/o nell'ambiente universitario.
Ovviamente la soluzione non può essere quella di non uscire più di casa nè quella di nascondere tutto ai tuoi genitori e questo errore già fatto deve essere corretto per cui ti invito a parlarne con loro per chiedere sostegno senza doverti per questo vergognare.
D'altra parte, ritengo che il disamore per lo studio e l'idea sbagliata di abbandonare l'Università è la conseguenza delle tue paure che devono essere affrontate e superate tramite un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale che ti consiglio di intraprendere quanto prima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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7 OTT 2018

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Gent.le Giuseppe, premesso che essere il più possibile esaustivi, da parte di noi professionisti in uno spazio così piccolo quanto da parte di chi espone, è un' impresa ardua, io cercherò di aiutarla in quello che posso. La prima domanda che mi è venuta in mente leggendo il suo esposto è: "cosa ha proiettato Giuseppe sulla scelta del suo percorso di studi?" "Quali aspettative?" "Aspettative sue o del suo ambiente familiare". Inoltre perché dice "non ho mai avuto difficoltà con gli esami forse perché ruuscivo a tenere tutto sotto controllo". Ecco, cosa deve tenere sotto controllo? Quali aspetti di sé o dell'ambiente esterno deve tenere sotto controllo? "Perché questa difficoltà da parte sua di distaccarsi dal suo luogo natio?" Perché mostra questa ansia di distacco?"
In conclusione posso dirle che il passaggio dall'essere studente, dov'è tutto, in qualche modo," costruito" (vedasi i percorsi di studio di un esame) e il dover costruire mobilità dentro di noi altre abilità e competenze. Molto spesso la percezione che noi abbiamo a naso di noi stessi influenza la propria evoluzione.
Pertanto il mio consiglio è: si prenda un tempo per riflettere sullo spunto offerto annalizzando ulteriormente sé stesso nella prospettiva di approfondire meglio con un percorso terapeutico più specifico.

Cordialmente, Arcangela AnnaRita Savino

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5 OTT 2018

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28 Risposte

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Gentile Giuseppe, provi a comunicare la propria intenzione di seguire un percorso di psicoterapia ai suoi genitori. Il contributo potrà poi sempr rimborsarlo quando lavorerà.

Le occorre una valutazione professionale dell'enduro crisi e un progetto condiviso per affrontarle.

Saluti,
Dott.re Lorenzetto Claudio

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5 OTT 2018

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185 Risposte

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Gentilissimo, la consulenza strategica breve la aiuterà a risolvere il problema alla radice, lei si merita di essere sereno e di fare ciò che desidera, non solo ciò che la paura gli consente.
Un cordiale saluto.
Alessandra Monticone

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5 OTT 2018

Logo Monticone Alessandra Monticone Alessandra

171 Risposte

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Buongiorno Giuseppe,
affrontare la vita universitaria può essere molto gravoso ed è legittimo che lei sperimenti sentimenti di stress e disagio.
Le consiglierei di richiedere una consulenza psicologica, online o presso un professionista della sua zona, per ricevere supporto in questa delicata fase della sua vita.
Cordialmente,
Dr. Gianmaria Lunetta

Psicologo Clinico a Torino

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5 OTT 2018

Logo Dr. Gianmaria Lunetta Dr. Gianmaria Lunetta

249 Risposte

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Buonasera Giuseppe,

Capisco la situazione ed il suo timore, tuttavia l'unico modo per affrontare la situazione è quello di iniziare una terapia, online o da un professionista della sua zona. Come dice lei, la sua vita essendo pendolare è stressante e sarebbe importante approfondire l'ansia che prova quando è fuori dalla sua città. Non pensi che abbandonare l'università sia la soluzione giusta, anzi, il problema verrà solo temporaneamente fermato, ma ritornerà in altri contesti ed avrà perso e rimandato la possibilità di concludere un percorso che ha intrapreso.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

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4 OTT 2018

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Gentile Giuseppe hai descritto molto bene ciò che hai vissuto nella giornata di ieri e dire che sei terrorizzato adesso è una possibile e naturale conseguenza di quello che ti è capitato, ancora molto recente. La risposta dei tuoi genitori contribuisce a metterti pressione su qualcosa che adesso tu invece vuoi allontanare. Dici che ti è sempre piaciuto studiare ma da dopo l'inizio dell'università qualcosa sta cominciando a cambiare nelle tue scelte professionali e ti vedresti meglio nella tua cittadina, la crescita comporta anche modificazioni di scelte. Inoltre parli di come ti descrivono gli altri ma ciò che più importa è come tu ti vedi, da una parte ci sono le credenze dei tuoi genitori e della gente in generale, dall'altra parte ci sei tu con le tue nuove esigenze. Gli attacchi di panico possono rappresentare un campanello d'allarme che indica qualcosa di importante, sicuramente un percorso terapeutico ti potrebbe aiutare a trovare un modo per realizzare ciò che senti più giusto per te.
Ti auguro il meglio,
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Colozza

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4 OTT 2018

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