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Attacchi di panico e perdita dell'autostima

Inviata da Niki il 19 ago 2015 Attacchi di panico

Buongiorno,

ho attacchi di panico, ultimamente frequenti, e dato che impediscono di condurre normalmente la vita indipendente, sto perdendo l'autostima e faccio fatica a concentrarmi e lavorare.
Ho analizzato le cause della situazione e ce ne sono due principali, di cui posso risolvere solo una, e questo mi fa soffrire.
Vediamo le cause. Vivo in America Latina e il mio fidanzato in Europa. Stava per trasferirsi lui da me all'inizio dell'anno prossimo e conducevo una normale vita senza soffrire troppo la sua mancanza. A giugno ho scoperto di essere incinta e questo ho stravolto il mondo, anche perché mi ha detto che o vado a vivere da lui, o accetto l'aborto. Tra le litigate, la rabbia, le chiamate agli amici, il tentativo di mollarlo e decidere io che fare, ho accettato a fine giugno l'idea di mollare i miei sogni e progetti, non messi bene in piedi, perché ha ragione che avendo lui il lavoro fisso ed essendo io libera professionista, non posso continuare a vivere da sola e lui non è pronto per trasferirsi. A luglio ho avuto l'aborto spontaneo, con poi un'ulteriore raschiamento e una grave reazione all'anestesia del primo intervento e sono stata male altre due settimane. Ho iniziato a sentirmi sola e spaventata perché avevo bisogno del suo supporto fisicamente, e non c'era, e ho avuto i primi attacchi del panico. Gli ho proposto di fare una pausa di una settimana in cui non ci scrivevamo ogni giorno, e sono riuscita a fare le cose normalmente senza attacchi. Poi abbiamo deciso di rimanere insieme e gli attacchi sono tornati. Nell'ottica di essere sola e non poter contare su nessuno, mi sento bene e faccio ciò che devo fare. Nell'ottica di essere coppia ho bisogno del suo supporto, ora, dopo che non l'ho avuto quando ero nel pericolo vero.

A causa degli attacchi di panico faccio fatica a concentrarmi, programmare le giornate, riprendere i progetti, divertirmi lavorando. Perdendo sicurezza e autostima, avendo speso tanti soldi per i medici e facendo fatica a ricredere nei progetti lavorativi, spendendo soldi senza guadagnarli, in effetti gli attacchi si verificano al bancomat, alla cassa al supermercato, mi tremano le mani quando tengo soldi, perché nella mente ora ho paura di fallire. Questa è la prima ragione. La seconda è che non sopporto più i messaggini ogni giorno perché i baci virtuali non servono a niente e all'ospedale ero sola, mentre dal mio uomo m'aspetterei forza, supporto, abbracci veri, che qua non potrà darmi per almeno un paio anni perché dovrò fargli da cicerone io.

Quindi voglio sia vivere con lui al più presto sia avere soddisfazioni lavorative. Da lui non le avrei e perderei 3 anni di vita e tanti soldi investiti nel progetto di andare via laddove sto bene, ma ho iniziato a star troppo male sola. Aspettarlo per ancora un anno mi mortifica e non sono sicura che avrebbe successo qua. Se lo voglio nel ruolo del capofamiglia devo andare a vivere da lui, e per fine anno ce la potrei fare, rinunciando al sogno di tutta la vita e al successo prospettato.

Quindi o soffro ogni giorno perché non ce la faccio più a sopportare la distanza e non dormo quasi; o soffro perché perdo soldi, sforzi, prospettive, e l'eterna estate, andando ad essere completamente dipendente da lui, in Germania, che non mi era mai piaciuta, mentre lui sta tranquillo con casa di proprietà e se dovesse succedere qualcosa io rimarrei col culo per terra e lui no. Ho questi dubbi che mi mandano in panico, ma non è possibile eliminare una delle due sofferenze. Dovrei trasferirmi io perché ce la farei prima? Dovrei aspettarlo soffrendo e non essendo sicura che avrà successo qua?

Devo fare la scelta per fermare gli attacchi del panico? Il dubbio mi sta ammazzando, e se vado avanti ad ammazzarmi così veramente rischio di perdere l'autostima e la grinta che sono necessarie per il mio lavoro.

Scusate, mi sono dilungata, ma secondo me è importante spiegare i vari aspetti del caso, perché prima avevo ansie (non panico) che eliminavo eliminando le cause, ma dopo la storia dell'aborto è come se qualcosa si fosse rotto in me e ho bisogno che sia lui il forte della situazione, e come facciamo a distanza? Per ora non gli ho detto che sto pensando per il nostro bene di trasferirmi io, perché ne sarebbe felice, io non so se sarei felice io e pagherei troppo questo tentativo. O devo lasciarlo, dimenticare tutto, e tornare ad amare solo il lavoro e me stessa? Questo funzionerebbe, ma anche l'amore non è mica da buttare via, a più di 30 anni.

Che devo fare? Voglio tornare a sorridere e divertirmi vivendo.
Grazie mille.

P.s. andrò anche dallo psicologo qua ma il mio spagnolo non è così perfetto da spiegare tutte le sfumature del caso, quindi gradirei un aiuto dall'Italia.

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Gentile Niki,
nel suo racconto, più di una volta, lei ha rimarcato che quando ha dovuto stare da sola contando su se stessa e riuscendo ad organizzarsi per le cose da fare non aveva attacchi di panico ed aveva più autostima con ripercussione positiva anche sul lavoro ( che mi sembra una cosa importante da salvaguardare ) mentre quando è stata col suo fidanzato sopportando la complicazione non piccola di un rapporto a distanza e l'impossibilità di una normale convivenza sono aumentate le ansie e gli attacchi di panico.
Senza dubbio l'aborto in cui è incappata è un trauma che può lasciare segni profondi ma bisogna sempre trovare un lato positivo in ogni cosa negativa per cui la invito a considerare che lei è ancora una donna che può disporre della sua vita senza vincoli.
Personalmente credo che i suoi dubbi sulla consistenza e sulla tenuta di questa relazione siano legittimi e che lei dovrebbe, come ha fatto in precedenza, contare innanzitutto su se stessa e sulla sua autostima.
Siccome poi per nessuno è piacevole la solitudine, è bene cercare un partner che però deve essere una possibilità per stare meglio e non per complicarsi la vita.
In tutto questo un percorso di psicoterapia è senz'altro da consigliare e se proprio lei non ha modo di migliorare il suo spagnolo o trovare lì uno psicologo che parli la nostra lingua, come extrema ratio, pur di avere un sostegno, può provare anche una terapia online via skype come suggeriscono alcuni miei colleghi.
I migliori auguri di ogni bene.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno):

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Utente
complessivamente il suo problema si potrebbe riassumere, a mio parere, come una estrema difficoltà a risolvere un dilemma: rimango sola (e senza la protezione di un legame) ma più autonoma, libera e sicura nelle mie risorse o scelgo la via del legame che mi garantisce la protezione e la sicurezza ma mi priva della libertà e dell'autostima?
Gli attacchi di panico rappresentano un prezioso segnale da ascoltare, da decifrare e che forse indicano proprio la presenza in lei di questo dilemma difficile da sciogliere tra libertà e protezione, in cui l'autostima sarebbe presente solo se lei si priva di un legame affettivo. L'aborto certamente potrebbe aver ostacolato ancora di più la possibilità di lasciarsi andare ad un rapporto, di fidarsi di qualcuno; a questo proposito l'attacco di panico potrebbe avere la funzione di indicare indirettamente un bisogno di attaccamento ma la contemporaneamente i timori associati ad esso.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Gentile Niki, Lei ha sicuramente grandi risorse personali ed è già riuscita da sola ad identificare le aree dalle quali potrebbero originare i suoi problemi. Ora però bisognerebbe andare un po' più in profondità.
Ad esempio, potrebbe lavorare sul fatto che gli attacchi di panico potrebbero essere legati non tanto ai problemi legati alla distanza fisica con il suo compagno, quanto piuttosto alla sensazione di abbandono. Lei sembrerebbe essere una persona che tende a ricercare un determinato grado di controllo sugli eventi della sua vita, con aspettative molto definite.
Il meccanismo che potrebbe essersi modificato a causa del trauma relativo all'aborto potrebbe essere la fiducia. Sugli altri non abbiamo un controllo, quindi è solo la fiducia a permetterci di essere sereni in un rapporto.
È quindi difficile prendere decisioni importanti se si è modificato il grado di fiducia che aveva verso il suo compagno.
L'altro punto da approfondire sarebbe il significato che in questo momento sta dando al denaro.
Per quanto riguarda le sedute via Skype, le linee guida in Italia non contemplano la psicoterapia. L'intervento, quindi, sarebbe quello delle consulenze psicologiche. Nel suo caso, viste le sue risorse, potrebbero essere già sufficienti.
Cordialmente. Dott.ssa Anna Patrizia Guarino - Psicologa, Roma.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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Cara Niki,
gli attacchi di panico che descrive sono una manifestazione di forte ansia. L'ansia è un emozione importante che allerta e permette di utilizzare le proprie risorse per pianificare e prevedere le conseguenze.

Nellla situazione attuale, così poco definita, lei non intravvede alternative dall'esito certo e questo attiva il suo organismo fino a procurarle gli attacchi.

Come riconosce lei stessa, l'aborto ha frantumato qualcosa e da quel momento le cose sono peggiorate. L'aborto è un lutto doloroso e spesso poco riconosciuto, in cui vita e morte si incontrano. Questo tipo di lutto può richiedere del tempo per essere elaborato ed è bene non lo faccia sola, tanto più ora, in cui sente più acutamente la solitudine.

Le suggerisco, se ha dei dubbi sulla possibilità di comunicare efficacemente in spagnolo, di rivolgersi ad uno psicologo italiano per un sostegno online, via skype.

Resto a disposizione per approfondimenti.

Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella


Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Carissima Niki,
la sofferenza e' tanta, l'aborto che ha dovuto affrontare e' stata davvero un'esperienza importante, pesante, che l'ha messa a dura prova.
La scelta di effettuare un percorso psicologico e' sicuramente una buona idea, si prenda del tempo per comprendere quali sono i suoi desideri e cosa desidera veramente per se stessa.
Provi a cercare un terapeuta che parli italiano nella zona dove risiede, se la sua ricerca non avesse successi può pensare di effettuare una terapia on line via Skype, non è esattamente come recarsi di persona da un terapeuta ma comunque è un buon mezzo di sostegno.

A disposizione.

In bocca al lupo e un caro saluto.
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Gentile Niki,
dal testo che scrive emergono diversi temi importanti su cui poter lavorare in un percorso di psicoterapia. L'ansia e il panico sono segnali che lei si sta dando e che le indicano che qualcosa nella sua vita e del suo funzionamento personale va cambiato. Con l'aiuto di un esperto potrà individuarli. Il panico e l'ansia non sono "nemici", sono segnali da usare per star bene, anche perché parte di se stessa.
Considerato la grande sofferenza che descrive mi sento anche di consigliarle di prendere in considerazione un trattamento farmacologico adeguato, consultando un medico psichiatra, che possa aiutarla per contenere i sintomi qualora risultino molto invalidanti.
I miei auguri di ogni bene.

Dr.ssa Fabiola Santicchio

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