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Ansia,aiuto mi sento impazzire

Inviata da Emanuela Caffi il 24 set 2019 Ansia

Sono una ragazza di 19 anni e vivo in Puglia. Qualche mese fa ho affrontato la maturità,studiavo giorno e notte incessantemente per ottenere il massimo..fin quando ho iniziato ad avere attacchi d’ansia,con successivi malesseri fisici quali vomito,mal di pancia,insonnia. Alla fine ho ottenuto un 98,quindi non a pieno ciò volevo. Ho una relazione con un ragazzo della mia stessa città ma un anno più grande di me che ha dovuto quindi iniziare l’università un anno prima. Lui è molto ambizioso,ha grandi obbiettivi di vita e non necessariamente in Italia. Così stavamo insieme già da 3 anni quando è andato a studiare al nord,mentre io finivo qui il quinto liceo. È stato un anno tremendo per me,che sentivo tantissimo la sua mancanza,sono molto innamorata di lui e beh credo anche lui di me. Così avevo preso in considerazione di iniziare anche io finito quest’anno l’università al nord,in una città a solo un’ora dalla sua,sia per poter essere molto più vicina a lui sia perché quel corso mi piaceva moltissimo come la città: Ho provato i test di ingresso ma risulto in giallo,cioè potrei essere ripescata in questi giorni. Inutile dirvi che nella settimana del test ho avuto attacchi d’ansia quando pensavo che non sarei passata e sempre ansia quando credevo di essere passata e pensavo a lasciare la mia famiglia in Puglia. Adesso potrei ancora aspettare il risultato del test,ma sto già cercando casa e sono in procinto di immatricolarmi all’università di Bari(che ha facoltà aperta)che dista un’ora e mezza-due dalla mia città,dalla mia famiglia. Sto per compiere questa scelta perché non mi sento pronta ad andare lontano,a pensarmi in una città da sola,senza la mia famiglia,sto male. Adesso qual è il problema? Il problema è che sono giorni che soffro di attacchi d’ansia perché anche a trasferirmi a Bari ho paura;ho paura di stare da sola,di vivere in una nuova casa,di aver sbagliato tutto,di mandare allo sfascio la mia relazione di 4 anni...a volte penso che le nostre strade da adesso non si incontreranno mai,che avremo due vite parallele,che ci vedremo tra mesi...che neanche finita la nostra carriera universitaria potremo rincontrarci perché magari lui vorrà continuare a vivere chissà dove ed io invece no. Temo che ciò che studio non mi piacerà,che andrò fuori corso perché non sono eccellente...mi sento continuamente inferiore e tutto e tutti. Vorrei poter star meglio,ma puntualmente l’ansia e il malessere fisico prendono il sopravvento. Non riesco più a vivere bene,vorrei per me un nuovo inizio ma vedo solo solitudine..forse perché non pratico sport,non ho una comitiva fissa di amiche e non mi piaccio fisicamente. Non so più come affrontare le più piccole problematiche,anche ad esempio prendere un autobus per tornare a casa il fine settimana da Bari. Ho bisogno di aiuto,prima non ero così,prima di affrontare la maturità non andava così,è come se un attacco d’ansia chiamasse un altro attacco d’ansia. Ho ansia per il futuro in generale..di come andrà la mia vita,mi sento persa. Grazie davvero a chi vorrà aiutarmi.

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Cara Emanuela,
l'ansia è un sentimento di disagio, preoccupazione e insicurezza che, da quel che leggo, sembra essere collegata all'incertezza circa il suo futuro. Finire le scuole superiori ed intraprendere un nuovo percorso di vita (universitario in questo caso) comporta una piena riorganizzazione mentale e strutturale della propria esistenza. E' normale avere "timore" di commettere scelte sbagliate, ma non bisogna vivere con la paura di fare errori. Credo che la sue scelte (università a numero aperto invece di tentare quella a numero chiuso, università vicino casa invece che quella del nord) siano state accurate e gestite al meglio per mantenersi in un senso di stabilità avendo ancora la famiglia il più vicino possibile. Non si angosci circa il suo futuro perché nessuno può prevederlo. Di certo non può guardare il futuro con gli occhi del presente, ma con gli occhi di un percorso che man mano si formerà davanti a lei.
Riguardo alla sua relazione, è molto importante che lei abbia scelto senza esser stata condizionata dalla precedente scelta del suo ragazzo, in quanto il percorso di vita deve essere perseguito per ciò che si desidera veramente e non in base a scelte altrui. Di sicuro ci saranno molto possibilità di vedersi, se lo si vuole veramente. Non è la lontananza che interrompe un sentimento.
Per gestire lo stato d'ansia può rivolgersi ad un professionista che la guiderà nell'acquisire nuove abilità per poter fronteggiare questi pensieri di angoscia e insicurezza. Ritrovi la serenità e guardi ai momenti nel breve termine.

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito

Dott. Emmanuele Rosito Psicologo a Guglionesi

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Buongiorno, credo che un po’ di chiarezza sia necessaria.
Iniziamo con il fare un distinguo tra paura (fobia) e ansia.
Le due cose non sono sovrapponibili poichè non sono la stessa cosa.
La paura è una percezione che scatena un’emozione che a sua volta innesca una reazione psicofisiologica di tale percezione-emozione. L’ansia è appunto la risposta psicofisiologia alla paura. L’ansia come attivazione dell’organismo, sino ad un certo livello permette di fronteggiare la paura, superato questo livello soglia, che per ognuno è diverso, si trasforma in perdita di controllo delle proprie reazione e può condurre al panico.
Quindi l’ansia è una reazione alla paura e nel caso divenga troppo elevata può trasformarsi nella causa della paura stessa. Questa interazione circolare tra paura, ansia e perdita di controllo è tipica delle fobie generalizzate. Dunque solitamente il disturbo parte da una piccola fobia ad es paura di non superare un esame (monofobia), questo produce ansia, nel tentativo di gestire l’ansia si cerca di controllarla ma poichè il controllo fisiologico è impossibile si accresce gradualmente l’idea di impotenza e sfiducia nelle proprie capacità che gradualmente aggrava l’entità della fobia. Dunque è la persona stessa che costruisce la propria trappola psicologica attraverso una graduale sequenza di tentativi fallimentari di controllare e gestire le proprie paure che portano inevitabilmente ad accrescere la sensazione di incapacità.
Il fatto che ansia e fobia non sono la stessa cosa sta anche nel fatto che una fobia non può essere estinta solo lavorando sull’ansia anzi, inibire le reazioni fisiologiche alla paura con sedativi ad esempio, è come ingessare completamente una persona e poi sottoporlo a stimoli spaventosi impedendogli di difendersi e ciò non farà altro che accrescergli la paura è la sensazione di impotenza. Di conseguenza è necessario effettuare il processo inverso ossia risolvere il disturbo fobico per ridurre le reazioni d’ansia.
Spero di esserle stata di aiuto.
Un caro soluto
Dott.ssa Olivia Frontoni

Dott.ssa Olivia Frontoni Psicologo a Roma

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Gentile Emanuela,
è evidente che lei sta attraversando attualmente una fase di confusione e caos in cui si agitano molte ansie alimentate da un suo basso livello di autostima che è alla base di tutto.
Se lei è decisa ad intraprendere un percorso di studi universitari che necessariamente la porterà a stare lontano da casa, dovrà affrontare delle difficoltà sia stando a Bari non molto lontano dalla sua famiglia sia stando in una Università del Nord non molto lontana dal suo fidanzato ed allora la scelta (che lei sembra aver già fatto) dipende da quale affetto è per lei prioritario.
In ogni caso, il problema principale da affrontare e risolvere è il suo basso livello di autostima e per questo occorre un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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