Ansia di avere attacchi di ansia e di tornare indietro

Inviata da Anca · 15 mar 2019 Ansia

Buongiorno, il mio nome è Anca e ho 29 anni. Nel 2015 ho perso una persona cara a causa di una malattia molto grave. Dopo il funerale pensavo di riprendermi, poco tempo dopo ho anche ricevuto una proposta di lavoro che mi sembrava meravigliosa. Insomma, pensavo di essermi ripresa bene e che tutto poteva andare solo che meglio da quel punto in pòi. Avevo un fidanzato meraviglioso che è stato sempre vicino a me e alla mia famiglia (non per niente adesso è anche mio marito). Tornando al "problema" : dopo circa sei mesi dalla scomparsa di mia zia, mi sono sentita male al lavoro (ho vomitato). Da lì è partita un'ansia incontrollabile, che mi limitava in ogni cosa : facevo fatica persino ad alzarmi dalla sedia per andare a fare una pausa con i colleghi al lavoro, non riuscivo andare a cena con gli amici per paura di vomitare, non volevo uscire con altre persone e mi sembrava che nessuno mi poteva capire. Siccome questo è successo 3 anni fa, col tempo mi sono ripresa e , anche se qualche volta l'ansia si faceva sentire, mi sono sempre proposta di andare avanti e di fare lo stesso le cose di prima anche se con tanta difficoltà. Nel periodo più intenso, sono anche stata diciamo "costretta" a fare un viaggio di lavoro, durante il quale sono stata malissimo, non sono mai andata a cena e mi sentivo molto male a causa di quest'ansia che non passava. Da lì ho sviluppato la paura di viaggiare, soprattuto per il lavoro. Nel frattempo ho fatto altri viaggi, sia personali che di lavoro, ma sempre stando male (non come quella volta) ma diciamo che ho sempre avuto un pò di paura. A gennaio di quest'anno (2019) mi è capitato di avere qualche episodio di ansia affinchè sono crollata : una sera sono scoppiata a piangere sul divano e quando è entrato mio marito la situazione è peggiorata, credo di aver avuto un attaco di panico (mi sentivo di perdere il controllo, pensavo di essere pazza, mi passavano un milione di scenari negativi per la testa : se impazzisco? se uccido qualcuno? etc.). Il giorno dopo sono andata dal medico di base e mi ha prescritto lo xanax, e sono andata avanti così per un mese. Sono andata in viaggio di nozze (anche se dopo quella crisi volevo cancellare tutto) e pian piano mi sono ripresa. La cosa strana è che questa volta l'ho sentita diversa. Con più consapevolezza. 3 anni fa davo la colpa ad una gastrite, ho fatto tanti esami, non avevo nulla di grave. Ora mi sono preoccupata di più, perchè non è solo una cosa fisica, è psicologica (in fondo l'ho sempre saputo) e quindi ho la paura che questi episodi si ripresentino e che siano più forti di me. Ho paura che solo ingannando la mente che va tutto bene non funziona più. Cerco sempre di stabilizzarmi quando sento che torna, però ho paura che mi stanchi. Nel frattempo ho letto anche tanti articoli su questo sito, ho capito tante cose : che bisogna riconoscere il perchè di tutto questo, qual'è la causa, e non vedere l'ansia come un nemico ma capirla. Sto leggendo dei libri su come gestirla ma non so se è la scelta giusta. Ora, per esempio, dopo una settimana in cui stavo veramente bene, mi è tornato il senso di ansia ieri sera e non mi faceva dormire. Cerco di pensare a cose positive ma non sempre riesco. Ho paura di non essere in grado di superarla, però d'altronde l'unica soluzione è questa : superarla davvero. Insomma, volevo soltanto chiedere un consiglio e una spinta per credere di più nella mia "guarigione". Ovviamente ho l'intezione di andare da uno psicoterapeuta, perchè sono più aspetti che vorrei chiarire, ma per adesso l'ansia tende a paralizzarmi. Principalmente ho paura che l'ansia si ripresenti nel mio percorso verso la guarigione. Vi ringrazio. Anca.

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Miglior risposta 15 MAR 2019

Gentile Anca,
mi sembra abbia acquisito con il tempo maggiore chiarezza, i sintomi fisici rappresentano malesseri psicologici. L'ansia tende ad essere recidiva e cronicizzarsi senza cura e terapia, d'altra parte lei si è documentata ed ha acquisito consapevolezza della situazione.
Per evitare un ansia limitante nelle attività quotidiane è opportuno intervenire perlomeno iniziando un percorso psicologico. Il professionista valuterà se necessario un apporto farmacologico mirato al trattamento dell'ansia.
La motivazione al trattamento è la vera spinta al cambiamento. Faccia un atto di coraggio e creda in se stessa, sono sicura che ha le risorse per superare questa situazione.
I miei migliori auguri
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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