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Amo il mio ragazzo ma il sesso non va e non so più che fare

Inviata da Anonima il 13 apr 2017 Sessualità

Salve,
come ho scritto nell'oggetto della mia richiesta amo profondamente il mio ragazzo, sogno di avere una famiglia con lui, di stare con lui il resto della mia vita. Tuttavia lui ha già dall'inizio della nostra relazione (1 anno) chiari problemicon il sesso. A volte soffre di eiaculazione precoce, a volte perde eccitamento ed erezione e questo è molto frustrante per entrambi. Abbiamo parlato tanto di questo problema forse anche troppo, ci siamo rivolti anche ad uno psicologo e abbiamo iniziato una terapia di coppia. Dopo alcuni incontri con il terapeuta il mio partner sembra essere più rilassato e le cose funzionano meglio, ma non sempre è così. Non riusciamo ad ottenere risultati duraturi, magari va meglio un paio di volte poi per alcuni mesi è bloccato di nuovo, poi va meglio di nuovo. All'inizio ero più forte e paziente ma ora a volte crollo, mi vengono degli attacchi di disperazione, piango, ho paura che le cose non miglioreranno, che ci siano dietro problemi che il mio partner non vuole rivelare neanche di fronte al terapeuta. Lui non riesce a darmi spiegazioni di perché le cose non funzionino, dice di amarmi profondamente e io gli credo, vedo che si sforza molto per farmi sentire felice e appagata. Quando gli chiedo o il terapeuta gli chiede cosa abbia in testa nel momento in cui perde l'erezione lui dice che non lo sa, che pensa a me a quanto sono bella, e ripete che non sa cosa gli succeda quando perde l'erezione.
Dopo che con il terapeuta abbiamo parlato direttametne del problema ora sono alcune sessioni che il terapeuta devia volontariamente il discorso su altri argomenti riguardanti la coppia, supponga stia cercando di indagare a fondo se ci possano essere altri fattori che influiscono, ma sinceramente a volte ho l'impressione che stiamo perdendo di vista l'obiettivo e quando non vedo risultati mi sento scoraggiata... So che le mie reazioni non fanno bene neanche al mio ragazzo. Ogni volta che mi vede piangere so che lo ferisco profondamente e lo blocco ancora di più... ma non so più cosa fare. Ho parlato di questo con il terapeuta ma lui dice che devo avere pazienza, che dobbiamo avere pazienza, che le cose non possono cambiare da un giorno all'altro. Lo psicologo sostiene che il problema sia di ordine psicologico perché si manifesta a volte sì a volte no. Io vorrei che il mio ragazzo visitasse anche un andrologo o un urologo, ma per il momento lui non vuole. credo che abbia paura di scoprire che non sarà mai in grado di risolvere il suo problema. Non so più cosa fare, se cambiare terapeuta, se continuare ad insistere con il mio ragazzo al consulto di un andrologo. Non so se dovrei io iniziare una terapia individuale con un altro psicologo per cercare di trovare la forza di pazientare. O forse dovrei lasciare tutto così, ma in tal caso come posso farmi forza senza far soffrire il mio partner ancora di più?

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Gentile Anonima,
sembra che la psicoterapia di coppia sia iniziata recentemente ed approvo la sua ipotesi di iniziare contemporaneamente anche una terapia individuale dal momento che lei mostra eccessiva apprensione nei confronti di questo problema che richiede del tempo per essere indagato e trattato.
Sembra anche che il suo ragazzo fin dall'inizio della vostra relazione (che dura da un anno) abbia manifestato dei disagi nell'area della sessualità e ciò potrebbe trovare spiegazione in esperienze ed eventi del suo passato.
Di sicuro, la grande apprensione che lei mostra per questo aspetto della vostra relazione non giova al suo ragazzo perchè aumenta il carico della sua ansia.
Il consiglio è di andare avanti nella terapia di coppia ed approfondire anche le sue problematiche individuali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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gentile ragazza,
penso abbiate diritto almeno ad una previsione di massima sui tempi del trattamento da parte dello psicologo e a delle indicazioni sulla necessità/opportunità di continuare una terapia di coppia o differenziare con terapie individuali.
Ritengo che un controllo andrologico non possa essere nocivo, ma ogni consiglio in tal senso, anche per eventuali terapie e per i loro effetti, andrebbe dato dal medico di base.
Cambiare approccio psicoterapeutico potrebbe essere indicato.
La Terapia Strategica Breve, ad es, ha risolto molti casi simili con successo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Anonima, come prima cosa mi sento di sottolineare gli sforzi che entrambi state facendo per migliorare la vostra sessualità. L'esservi rivolti ad un professionista e l'averne parlato tra di voi sicuramente sono aspetti positivi così come il fatto che non sono evidenti altre difficoltà nel vostro rapporto. Effettivamente ritengo che sia vero che ci sia qualcosa alla base di una difficoltà nella sfera sessuale soprattutto se, come riporti, non vi è un'assoluta impossibilità ad avere rapporti completi. Per questo motivo verrebbe da escludere un problema organico sebbene consigli sempre una visita da un andrologo. Il terapeuta che vi sta seguendo sicuramente sta operando in modo corretto e con delle ipotesi alla base. E' vero anche che esistono percorsi specifici e professionisti sessuologi che oltre a farvi capire le cause sottostanti permettano di risolvere le difficoltà nell'immediato.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Psicologa e Consulente Sessuale
Arluno (MI)

Dott.ssa Daniela Vinci Psicologo a Arluno

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Buonasera Anonima, per come ha descritto l'intervento che sta facendo il collega, io sono d'accordo con lui. Tenendo a mente che le problematiche sex, tolti i problemi organici, sono un sintomo che ci sia qualcosa (a livello individuale o di coppia) che bisogna approfondire, come ha detto lei, il collega si sta muovendo proprio su questo piano: cercare, nella relazione, la sensibilità che non permette al suo partner di stare tranquillo. Attenzione, tuttavia: questo non significa incolpare qualcuno. Ma cercare di capire se, ad es., nel "non detto" della relazione ci sia qualcosa che condizioni l'emotività del suo compagno. In ogni caso, e posso intuire le sue difficoltà, questo è un momento di difficoltà della coppia che si sta esprimendo con rigidità emotiva di uno dei due, ma non è detto che questa ricerca della causa non sia utile anche all'altro. Insomma, cerchi, per quanto possibile, di non vedere questa "crisi" solo come appartenente al suo partner ma (ed il collega si sta orientando verso questo, mi sembra) come una causa appartenente a tutta la coppia. Certo, sarebbe da capire anche se, ad es., queste difficoltà il suo partner le ha avute anche in passato o si sono presentate solo ora. Da ultimo, dunque, la inviterei (visto il sentimento che la lega al suo compagno) ad avere un atteggiamento ancora più comprensivo e di pazienza e di avere fiducia nel collega perché mi sembra stia lavorando in modo coerente. In questo campo i cambiamenti hanno un loro tempo. Ciò che è maggiormente importante, a mio parere, è che vi siate dati subito da fare a cercare una soluzione, senza accettare ciò che stava avvenendo. Con un atteggiamento simile, è "solo" una questione di tempo, lavoro clinico col collega e lavoro di coppia.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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