Non so più se amo il mio fidanzato-bambino?

Inviata da Marianna il 21 ott 2014 Terapia di coppia

Gentili dottori,
scrivo qui per il bisogno di sfogarmi e di capire. Sto male, sto soffrendo e soprattutto non so se amo ancora il mio fidanzato.
A tratti mi pare di odiarlo.
Ho venticinque anni, sto con lui da tre. Si può dire che sia stato colpo di fulmine reciproco; ma la storia d'amore da favola è durata lo spazio di quattro mesi, poi sono subentrati i problemi. La maggior parte di questi sono ricollegabili a lui.
Preciso che la nostra è una storia a distanza, dove ci si vede circa una volta alla settimana. Questo però non è mai stato particolarmente pesante. Perché sì, lui ha avuto dei problemi, ma io ci sono sempre stata per lui. Gli sono sempre stata accanto al punto da rinunciare a dare esami per un certo periodo, in modo da potermi dedicare a lui.
I suoi problemi sono in parte famigliari (un rapporto conflittuale con una madre opprimente e ansiosa, malata o presunta tale...), in parte lavorativi. Io non gli ho mai fatto mancare il mio supporto, peraltro occupandomi di lui e facendo le sue veci. La lettera di presentazione per cercare un nuovo lavoro, i curricula, le ricerche su internet, il sostegno anche finanziario (nel mio piccolo!)... tutte opera mia.
Ebbene, non mi sento di aver mai ricevuto molto da lui. Più che altro, in seguito all'ennesima magagna in cui si è ritrovato, abbiamo avuto un litigio molto violento.
Gli ho detto chiaramente che non intendo andare a vivere con lui, fino a che non inizierà a comportarsi da persona matura e responsabile. Perché lui, a tutte le sventure che gli capitano (ma poi, gli capiteranno o se le cerca?!), risponde lavandosene le mani, o piangendo, o facendomi pesare le cose. Dice sempre che non è colpa sua. Insomma, non è mai colpa sua!
Ho cominciato a distaccarmi. Lui di questo se ne è accorto, ma non fa nulla, se non trattarmi male. Male come un bambino che risponde alle sgridate per dire...
Da qualche mese a questa parte ho preso le distanze. Ho cominciato a non raggiungerlo se si comporta male. A non fare tutto quello che vuole e pretende da me.
Non sempre ha funzionato. Oddio, qualche piccolo miglioramento s'è registrato. Per esempio ora cura maggiormente le sue cose, ma l'ultimo litigio ha infranto tutto.
Lui è irresponsabile su cose importanti, molto importanti (questioni giudiziarie). E io sono stufa di fargli le cose come se fosse mio figlio! Nessuno pensa a me!
Sto scrivendo la mia tesi e lui se ne frega. Ho vissuto un momento di crisi in cui non sapevo cosa fare del mio futuro e lui si è messo di nuovo in testa di cambiare lavoro, non dedicandomi un secondo che fosse uno, anzi, pretendendo che pensassi a lui!
Si accorge solo del sesso che è venuto meno, perché io non ho più voglia, anche a causa di problemi vari di vaginismo che sto affrontando da sola, comparsi negli ultimi mesi.
La comunicazione fra noi non va bene. Lui tende a rispondermi male, a urlarmi addosso (cosa che ha appreso da sua madre, visto che fa così con lui...). Io, che tendenzialmente sono una persona tranquilla, sbotto. Mi fa diventare isterica. In un litigio, e mi vergogno quasi a dirlo, ho dato di matto per gli insulti che mi stava rivolgendo, tanto che l'ho preso a sberle. L'ho colpito e volevo fargli male, molto male. Sentivo di odiarlo, devo averglielo anche detto.
Pensavo di aver superato questa cosa, mortificante anche per me. In realtà me la porto dentro, perché sono diventata insofferente a lui e ai suoi dannatissimi problemi.
Faccio fatica a dirgli ti amo ultimamente.
Eppure io sento ancora di volergli bene, ci tengo a lui. Vorrei solo che crescesse e che pensasse a me per una volta.
Sudo freddo al solo pensiero che intenda seriamente andare a convivere ora.
In questi mesi di crisi mi sono presa una cotta per il mio relatore. Cotta che ho avuto modo di elaborare razionalmente, come bisogno di una figura maschile matura, colta e intelligente.
Tutto ciò che il mio fidanzato al momento non rappresenta per me.
E io non so cosa fare...

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Buongiorno Marianna
ho letto con attenzione e subito le dico che: qui ci sono molte cose che non vanno.
Mi sembra che questa relazione abbia esaurito il suo potenziale e credo che sia difficile poter tornare indietro. Dico questo non per la lite o le liti ultime che ci sono state e pure traumatiche, ma proprio per la relazione stessa che vede lei in veste di Partner Mamma e Tutor del suo ragazzo e vede lui in una grande difficoltà personale nel crescere ed essere responsabile di se stesso e della sua vita ...(figuriamoci di un altro o di una eventuale famiglia!). In un contesto di questo tipo non può esistere progettualità e forme di "costruire" insieme.
Questo "colpo di fulmine" ha portato tanta tensione e ha scaricato la primitiva attrazione in una pericolosa elettricità distruttiva, il polo positivo e il polo negativo non hanno avuto bilanciamento.
Occorre che lei capisca che entrambe avete sbagliato e quello che succede ora è il risultato di questi errori.
Lei si è "buttata" verso di lui in queste forme di accudimento, (addirittura trascurando i suoi doveri universitari) pensando di fare bene e ha finito per deresponsabilizzare del tutto lui che, ovviamente trovava nel suo sostegno una situazione di estremo comodo.
Lui è così: immaturo e deve ancora crescere e crescerà, se vorrà, quando sarà chiaro il fatto che nessuno lo toglierà dai guai.
A proposito di guai penso lo sarebbe davvero se la storia (che peraltro è già degenerata, pur vedendovi 1 volta a settimana ) dovesse stabilizzarsi in una vita insieme!!!
Marianna, davvero fossi in lei mi concentrerei molto sulla sua vita e sul raggiungere suoi obiettivi, si laurei e poi all'amore ci penserà dopo, con calma, recuperata una sicurezza e un suo equilibrio interiore....e impari dall'esperienza ..mai più fare da mammina a un uomo!
Sono stata molto franca, mi sono sentita di farlo dato che lei ha chiesto un parere!
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buongiorno, la invito a riflettere sulla sua decisione di fare la mamma del suo compagno e le suggerisco di non usare le problematiche, peraltro probabilmente gravi, del suo compagno. Bonizzoni

Psicologi Low Cost Psicologo a Milano

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Cara Marianna,
ti aspettavi un uomo e ti sei ritrovata un bambino! Ciò ha fatto sì che scattassero in te meccanismi di accudimento che hanno sbilanciato il vostro rapporto. E quindi si spiegano le tue difficoltà sessuali e la tua infatuazione verso un Uomo, una "figura maschile matura, colta e intelligente", caratteristiche che non trovi nel tuo ragazzo.
Prova a guardare bene dentro di te per capire cosa ti tiene legata a lui e chiedi aiuto ad un professionista per uscire da questa condizione di malessere.
Saluti,
Dott.ssa Cristina Pavia
Bologna
o amore

Dott.ssa Cristina Pavia Psicologo a Bologna

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Cara Mariana, sta descrivendo una relazione molto sbilanciata in termini di soddisfazione di bisogni, accudimento, aiuto. Forse c'è una difficoltà da parte sua a chiedere, a esprimere le sue necessità. Parli con uno psicologo, approfondisca cosa dentro di lei la tiene ancorata ad una relazione che la fa stare così male.
Saluti
Maria Rita Milesi

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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Cara Marianna,
Se lo ritenete potreste rivolgervi ad un terapeuta di coppia. Se invece volesse un percorso più personale, potrebbe rivolgersi ad un terapeuta esperto in sessuologia, che potrebbe aiutarla anche per il suo vaginismo.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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