3 anni crisi isteriche

Inviata da Elisabeth · 10 nov 2016 Psicologia infantile

Salve, sono esasperata ormai. Mio figlio, a gennaio compirà 3 anni, e sempre stato "lagnoso, nervoso e testardo" ma ultimamente, sarà per l'inizio della materna e la maggior stanchezza, è ingestibile, ha delle vere e proprio crisi isteriche. Urla,piange, sbatte i piedi... e sopratutto è un continuo cambio idea.
"voglio il pantalone" stai per metterlo "non voglio" lo allontani e lo rivuole, cerchi di metterlo e lo caccia di nuovo... può capitare per tutto, un giocattolo, un qualcosa da mangiare, una cosa da fare...
quando si arrabbia è come se chiudesse orecchie e cervello non ascolta, ripete sempre la stessa cosa ad esempio se vuole la mano...
la mano, la mano, la mano -si mamma ora te la dà smetti di piangere però- la mano, la mano, la mano .... continuando a piangere...
Ho provato tutto, ad essecondarlo, a sgridarlo, minacciarlo, sculacciarlo, punizione.... nulla sembra avere effetto e ultimamente è tutto accentuato dalla mia di stanchezza e rabbia, sbotto subito e diventa una gara a chi urla di più. Ma vi giuro che sopratutto il "voglio-non voglio" è estenuante... spero riuscirete a darmi qualche consiglio utile ad arginare la cosa.
grazie.

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Miglior risposta 12 NOV 2016

Gentile Elisabeth,
Suo figlio tramite il suo comportamento manifesta semplicemente le sue emozioni (che ancora non sa canalizzare ed esprimere diversamente) e i suoi pensieri che parimenti non esprimeme ancora a pieno con le parole, pertanto è il suo modo principale di comunicare. Certo è che la modalità come da lei descritta è abbastanza accentuata e necessiterebbe di un contenimento da parte sua: innanzitutto non dare eccessiva attenzione alle "crisi" che manifesta, nel senso che quando fa così deve cercare assolutamente di non punirlo né tanto meno sgridarlo, ma semplicemente ignorarlo in modo da mandargli il messaggio che questi comportamenti non sono positivi e che per ottenere quello vuole ci sono altri modi più funzionali per ottenerlo (glielo insegnerà lei è appena farà qualcosa di positivo lei gli darà subito un premio, qualcosa che a lui piace particolarmente, così da creare in lui un sistema di regole comportamentali adeguati). Sono scesa molto nel dettaglio perché la situazione mi è sembrata gestibile anche senza un intervento terapeutico immediato. In ogni caso se avesse difficoltá a mettere in pratica quanto detto oppure non andasse a buon fine per tanti motivi che qui non possiamo valutare, prenda in considerazione un percorso terapeutico che coinvolga anche voi familiari, che vi accompagni nella gestione del bambino e della sua educazione.
Cordialmente.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa, esperta in psicodiagnosi e psicoterapia cognitivo-comportamentale a Napoli.

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

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11 NOV 2016

Gentile Elisabeth,

da quanto scrive emerge l'esasperazione raggiunta da lei e da suo figlio, una dinamica che porta ad un crescendo di tensione e rabbia.
A questo punto, le suggerisco di rivolgersi ad un collega della sua zona allo scopo di comprendere il significato di questi comportamenti di suo figlio che potrebbero nascondere correlazioni con il contesto familiare, con le dinamiche tra i genitori e con ognuno dei genitori. Un supporto esterno potrebbe aiutarla a cogliere aspetti e criticità difficili da comprendere quando ci si trova immersi nelle relazioni parentali.
Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Testa - Como

Barbara Testa Psicologo a Cernobbio

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11 NOV 2016

Gentile Elisabeth,
nella sua richiesta è palpabile la fatica, la preoccupazione, il nervosismo e le difficoltà nella genitorialità con suo figlio. Infatti l'inizio è "salve, sono esasperata".Le fatiche che lei riporta qui sono sue ed è su queste che si deve lavorare. Pensi all'opportunità di avere lei uno spazio dove riportare l'attuale relazione difficile con il bambino, i suoi vissuti, le sue paure ed ansie e, insieme ad un professionista "aggiustare un po' il tiro".Non si faccia frullare in testa pensieri "allora sono una cattiva madre", lei è una madre capace, e capace di comprendere che c'è qualcosa che sta andando storto e questa è un'ottima risorsa per lei e suo figlio. Ed è anche lei che, se deciderà d'investirci, sarà capace di ritrovare con suo figlio una relazione che sia di coinvolgimento e soddisfazione per entrambi.

Studio dott. Gramaglia
Via Assisi 6, Torino

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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10 NOV 2016

Gentile amica, penso che la cosa dovrebbe essere indagata bene. Un bambino che ha un disagio oltre ad essere un problema per i suoi genitori è un problema anche per se, per i compagni di scuola, gli insegnanti, ecc. Questo disagio deve essere compreso, per farlo bisogna che il bimbo segua qualche incontro eventualmente con uno psicologo, che può aiutarvi a gestire la cosa, dopo aver ascoltato e valutato il bambino e la sua situazione familiare. Perché non dimentichiamoci, che bimbi così piccoli spesso assorbono le problematiche della famiglia.
Sono a vostra disposizione eventualmente.
Saluti.
Dott.essa Barbara de Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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