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Ripetute crisi nervose bambino di 3 anni e mezzo.

Inviata da Vale · 12 dic 2017 Psicologia sociale e legale

Buonasera, mio figlio ha 3 anni e mezzo, è sempre stato un bambino vivace ma anche ribelle. Ultimamente però la cosa si è accennata. Oltre i normali capricci ci sono giorni in cui ha forti manifestazioni di rabbia. Era l'inizio del mese di novembre quando giocando con una macchinina si è innervosito e questo giocattolo è finito addosso alla tv, sapeva che poteva rompersi perché se ne era già rotta una accidentalmente durante il mese di luglio e durante i nostri discorsi tra adulti capitava spesso di dire "speriamo che questa tv dura di più". Venerdì scorso eravamo dai miei per l'Immacolata e c'era anche il mio nipotino di 2 anni (oltre che il mio secondo figlio di 10 mesi). Mio figlio ha giocato con il cuginetto ma dopo qualche ora ha iniziato a nascondere i giocattoli e all'improvviso ha preso a schiaffi il nonno (adora mio padre). Forse gelosia perché quel giorno il cuginetto usava i suoi giochi e chiedeva giustamente attenzioni al nonno. Abbiamo cercato di calmarlo e rassicurarlo ma come sempre quando si innervosisce ha scagliato vari oggetti per casa. Oggi lo avevo appena ripreso dall'asilo e mi chiede di entrare a casa dei nonni (vivono nell'appartamento sotto il nostro), acconsento e lui riringrazia felice. Giocava con un camioncino quando inizia a staccare le ruote e farle rotolare per la cucina, gliel'ho permesso, non stava facendo niente di sbagliato. Poco dopo però ha iniziato a lanciarle contro il soffitto ed è intervenuto mio padre dicendo "gioca pure Alessio ma attento a non mandarle verso la televisione". Per tutta risposta lui ha preso la mira e le ha buttate proprio lì! Quando gli ho chiesto "ma Alessio perché? Nonno ti aveva appena detto di stare attento" ha cercato di darmi uno schiaffo. Credo che episodi così vicini tra loro rappresentino un problema, ed io non so come prenderlo quando fa così, se cerco di calmarlo con le buone continua a cercare di picchiarmi (me o qualcuno vicino) se lo metto in punizione si innervosisce ancora di più. Poi miracolosamente arriva il momento in cui si trasforma, anche se 2.secondi prima stava buttando di tutto torna il bambino tranquillo di sempre. A scuola le maestre mi confermano che si comporta benissimo, qualche capriccio se vuole un gioco che sta usando un altro bambino a volte capita ma mai niente di esagerato. Unico problema riscontrato a scuola è che ha ancora difficoltà a parlare e sa esprimere bene pochi concetti (non sa spiegare il perché è arrabbiato oppure triste, ma sa raccontare che è felice perché ha giocato col suo amichetto ad esempio) ma di questo ne ero già a conoscenza e ho già preso appuntamento da una logopedista. Forse il disturbo nel linguaggio e la sua rabbia sono collegati? Premetto che a casa siamo una famiglia tranquilla, io sto a casa con i bambini mentre mio marito lavora fino alle 18.30 e raramente litighiamo, mai urla o violenza comunque, quindi non credo che dipenda da un ambiente familiare instabile.

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Miglior risposta 15 DIC 2017

Gentile Vale, a 3 anni e mezzo sono normalissime delle crisi di rabbia, soprattutto se il bambino non è ancora riuscito ad esprimersi attraverso il linguaggio. Un percorso logopedico può essere utile post favorire quest'ultimo ma potrebbe essere utile anche c un confronto con una psicologa dell'infanzia per avere qualche indicazione su come gestire e prevenire queste crisi. Se ha piacere sono a disposizione per una consulenza.
Saluti
dott.ssa Serena Costa psicologa dell'infanzia

Anonimo-154581 Psicologo a Pergine Valsugana

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14 DIC 2017

Gentile Vale,
Sono pienamente d'accordo con le mie colleghe, lavorando con bambini e/o ragazzi posso immaginare la difficoltà e la frustrazione nel gestire gli attacchi di rabbia di suo figlio, con la consapevolezza di essere una mamma presente, e allo stesso tempo le difficoltà di suo figlio nell'esprimere le proprie emozioni. Le consiglio un percorso psicologico per il bambino.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Elisa Garofalo

Dott.ssa Elisa Garofalo Psicologo a Calcinaia

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13 DIC 2017

Buongiorno Vale,
probabilmente, come lei ha intuito, esiste un nesso tra la difficoltà ad esprimere le proprie emozioni da parte di suo figlio e le sue crisi di rabbia improvvise, soprattuttto in situazioni di scarsa tolleranza alla frustrazione o divieti.
Le consiglio di intraprendere, accanto alla logopedia, un percorso di supporto psicologico per suo figlio, con lo scopo di aiutarlo ad identificare ed esprimere le sue emozioni con forme più adeguate ad età e contesto.
Cordiali saluti
Francesca Soddu

Dott.ssa Francesca Soddu Psicologo a Como

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13 DIC 2017

Buongiorno Vale,
Da come lei scrive suo figlio a crisi di rabbia e ha difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni (una cosa molto difficile per gli adulti, pensi per i bambini) oltre un lavoro con la logopedista potrebbe essere utile un percorso con una psicologa che potrebbe effettuare un lavoro sulle emozioni e sulla capacità di autocontrollo dei propri stati emotivi.
Ció che potrebbe fare a casa é cercare di osservare quale evento, parola suscita questa sua crisi di rabbia per cercare di prevenire questi sfoghi di rabbia.
Per qualsiasi cosa resto a sua disposizione
Buona giornata
Luciani Ilaria, psicologa

Anonimo-169344 Psicologo a Martinsicuro

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13 DIC 2017

Gentile Vale,
immagino la difficoltà che questa situazione porta con sé e la frustrazione per non sapere cosa fare. Non ho una risposta certa e/o una soluzione da darle, ma si può provare a fare qualche supposizione. Come lei sa e vede nel suo bambino, per i piccoli è difficile esprimere emozioni e sentimenti, soprattutto a parole. Non si tratta di una difficoltà solo per il suo bambino. Usare le parole per esprimere cosa passa per la testa é complicato per gli adulti, figuriamoci per i bimbi.
È importante provare a capire cosa accade in quelle specifiche circostanze. Cosa è successo appena prima o è stato detto, fatto.. Bisognerebbe cercare di capire se ci sono situazioni concomitanti che tornano. In ogni caso, per allentare la vostra tensione e per aiutare voi e il suo bambino a capire che succede, può chiedere una consulenza psicologica familiare. In questo modo si può intervenire prima che la situazione si cronicizzi e cercare una modalità congeniale per superare la difficoltà.

Cordialmente

Dott.ssa Raso Rossana (Aosta)

Dott.ssa Rossana Raso Psicologo a Aosta

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