Bambino di 2 anni con crisi isteriche

Inviata da Chiara · 16 lug 2015 Psicologia infantile

Salve.. sono una mamma di un bambino di 2 anni..
Mio figlio ha un carattere un po particolare..
Siamo sempre stati legati.. l'ho allattato fino ai suoi 20 mesi e direi che l'interruzione dell'allattamento è stato abbastanza difficile e sofferto.. ma è riuscito a dimenticare per fortuna.. il problema è che il suo carattere è cambiato.. ha delle crisi isteriche molto violente.. soprattutto nei miei confronti.. arriv al punto di mordere in modo cosi violento da provocarmi delle ferite.. ho provato a metterlo in castigo.. ma nulla sembra funzionare..con l'arrivo dell'estate cominciammo ad andare al mare ogni giorno.. e in quelle settimane s trasformò in un angioletto.. obbediente.. non piangeva per nessun motivo..ma non appena rimasi a casa per altr motivi lui ricominciò ad essere isterico.. questo significa che non posso lasciarlo a casa?.. che ha bisogno di uscire ogni santo giorno??.. molto stanca.. grazie mille per l'attenzione..

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Miglior risposta 17 LUG 2015

Buongiorno gentile Clara,
a due anni i bambini hanno la necessità di stare fuori casa il più possibile e anche di iniziare a confrontarsi con i loro pari. E' un'età in cui sperimentano la loro autonomia anche nei movimenti, la voglia di giocare in movimento e di azzardare qualcosa di più per imitazione. Può iniziare a mostrare al piccolo come può aiutarla in piccoli compiti, portare piccole buste contenenti oggetti, prendere oggetti in altre stanze, ecc. che diano al bambino la percezione che sta crescendo, che è utile. Questo, con calma, può aiutarlo a distrarsi dalla noia e dal rapporto troppo simbiotico con lei. Inoltre, condividere momenti della giornata con altre mamme e bimbi del suo quartiere può diventare un punto di forza e di gioia anche per lei. Forse è giunto il momento per lei di rendersi conto che suo figlioletto ha altre esigenze. Se sente che da sola non riesce a risolvere, in autunno inizi dei colloqui sulla genitorialità.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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21 LUG 2015

Buogiorno Clara,
volevo sapere quanto si sente sola... questo potrebbe essere un elemento chiave, i bambini sono sempre lo specchio di noi, se ci guardiamo dentro vediamo per primi i nostri problemi.
Cordiali saluti, dott. D. Malerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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20 LUG 2015

Gentile Clara,
nel leggere la sua domanda ho contattato principalmente 2 sensazioni: preoccupazione e stanchezza. Dopo 20 mesi di relazione ad alto contatto mi appaiono entrambe naturali e legittime.
Per poter avanzare delle ipotesi sui motivi dei comportamenti di suoi figlio avrei bisogno di più informazioni. I comportamenti "aggressivi" sono uno degli strumenti comunicativi a disposizione dei bambini in questa fase dello sviluppo.
Nella nostra società si chiede alla madre di essere efficace e autosufficiente nell'accompagnare il proprio figlio in una fase così delicata come la fase 0-3 anni. Condividere il tempo con altre donne che stanno affrontando la stessa esperienza permette di concedersi lo spazio per prendersi cura di se mentre ci si prende cura di nostro figlio.
A 2 anni suoi figlio è assetato di stimoli per cui potrebbe essere positivo valutarne l'inserimento al nido o a gruppi di gioco in ludoteche o biblioteche.

Se le crisi continuano e la preoccupano non abbia timore a contattare uno specialista dell'infanzia.

Cordialmente
Dott. Lazzarini Nicola

Dott. Nicola Lazzarini Psicologo a Viareggio

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20 LUG 2015

Vi ringrazio infinitamente.. consigli molto utili che cercheró di seguire.. devo dire che attraverso le vostre risposte credo di aver capito cosa fare.. vi farò sapere.. grazie ancora

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20 LUG 2015

Vi ringrazio infinitamente per i consigli.. cercherò di seguirli.. purtroppo mi ritrovo da sola a seguirlo e non è per niente facile. Ma credo..attraverso le vostre risposte di aver capito cosa fare... vi ringrazio ancora.

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20 LUG 2015

Cara Clara,
il suo post dimostra che lei è una mamma attenta alle esigenze di suo figlio ed il suo desiderio di fare il bene di suo figlio. Il mestiere di genitori e di mamma è particolarmente complesso, tuttavia, e la sta mettendo di fronte ad alcune sfide e problematiche che sperimentano molti genitori come lei. Le informazioni che ha fornito nella sua email sono insufficienti a dare delle risposte e dei consigli precisi, che risulterebbero anche sbrigativi e semplicistici. Esistono però dei precisi programmi di "parent training" che permettono ai genitori di comprendere le esigenze dei propri figli ed i propri errori di gestione e porvi rimedio per aumentare il benessere dei bambini piccoli come il suo. Non esiti a chiedere aiuto, questo dimostra attenzione e responsabilità rispetto al proprio ruolo genitoriale e non sottende alcuna "vergogna".

Cordiali saluti

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17 LUG 2015

Cara Clara,
suo figlio forse fino a questo momento si è rapprtato principalmete con lei, mamma, e con i familiari più stretti. E' normale che a due anni inizi ad avere il bisogno di fare cose diverse e conoscere anche i suoi pari. Non è detto che lei debba per forza uscire fuori di casa per "tenerlo tranquillo", provi a fargli fare attività nuove o magari a portarlo in un centro ludico, questo è il momemto giusto per far acquisire al bambino maggiore indipendenza e a fargli percepire la propria individualità.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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17 LUG 2015

Cara Clara,

il suo messaggio trasmette il suo forte desiderio di fare il bene di suo figlio, insieme ad alcune difficoltà che sta incontrando nella sua gestione, che sono comuni a molti genitori. Fornire un consiglio estemporaneo rischierebbe di essere semplicistico e riduttivo viste le poche informazioni a disposizione rispetto alla situazione che ci tratteggia. Vorrei informarla che esistono dei programmi di "parent training" che permettono ai genitori di comprendere le reali esigenze dei propri figli e migliorare la loro gestione ed il loro benessere. In questo tipo di programmi di stampo cognitivo-comportamentale il terapeuta considera il genitore come un cooterapeuta ed interagisce essenzialmente con lui per aumentare il benessere di bambini piccoli come il suo sui quali sarebbe difficile intervenire direttamente data la tenera età ed il rapporto speciale che hanno solo con i propri genitori. Ci pensi, non c'è alcuna vergogna nel chiedere un po' di aiuto specie in considerazione della serenità di suo figlio.

Cari saluti

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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17 LUG 2015

Cara Clara, lei ci parla di un legame molto stretto e molto intenso con suo figlio; avete vissuto in simbiosi per 20 mesi, ora è naturale che il bambino si senta respinto da questo attaccamento viscerale e reagisca con aggressività, come se non si sentisse più riconosciuto da lei e dall'essere parte di lei.

Dopo la simbiosi iniziale, i bambini hanno bisogno di essere lasciati esplorare il mondo che è al di fuori della fusione madre-bambino e questo può accadere solamente frequentando l'ambiente fuori di casa.
E' quindi del tutto normale che quando lui è a contatto con novità, altri bambini, nuove esperienze sia calmo e contento, soddisfatto di esistere, mentre prova frustrazione a stare solamente con lei in un piccolo ambiente circoscritto a fare le solite attività e a sentirsi anche solo, perché, come lei stessa ammette è stanca da non riuscire a stargli sempre dietro.

Provi ad uscire più spesso, inviti altri bimbi a casa, lo iscriva al nido. Lo distragga dalla vita a due che non esiste più, che non è più funzionale per la sua crescita.

Se dovessero continuare le crisi, nonostante i cambiamenti, le consiglio di consultare uno specialista dell'infanzia.

Cordiali saluti
Dott.ssa Annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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17 LUG 2015

Sembra che lei sia un po' in ostaggio di suo figlio; forse questo allattamento così prolungato lo ha un po' viziato e lei dovrebbe ristabilire delle regole e dei ruoli... Ovviamente è solo un'ipotesi che va confermata da uno psicologo, il quale saprà anche trovare la soluzione al problema.

Questo bambino ha la presenza del padre?

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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16 LUG 2015

Cara Clara,
le informazioni che ci ha dato, sebbene chiare, non sono sufficienti per poter ipotizzare come aiutare lei e il suo bimbo.

Ad esempio, al mare potrebbe esserci stato un clima più arieggiato (che spiegherebbe il benessere del piccolo), oppure potreste aver trascorso più tempo a condividere giochi e attività, lei potrebe essere stata più rilassata...

Il bambino ha bisogno di acquisire autonomia e abilità di stare solo con se stesso e lei di cominciare a recuperare uno spazio per sè e a sentirsi distinta dal piccolo che sta crescendo. La natura ha messo a punto un sistema meraviglioso per cui, proprio quando per il piccolo arriva il momento di iniziare a differenziarsi, anche la mamma sente bisogno di avere tempo per sè.

Assecondate questo meccanismo naturale e, perchè no, fatevi accompagnare e sostenere da uno psicologo che si occupi di genitorialità e dell'area evolutiva.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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