comportamento irruento bambino di 3 anni

Inviata da ELENA VIGNA · 17 mag 2012 Psicologia infantile

Buongiorno ho un bimbo di 3 anni.
Alla scuola materna hanno notato la sua spiccata intelligenza, ma non sa giocare in modo pacifico con i suoi compagni.Predilige i bimbi più grandi e se non ottiene il gioco preferito diventa violento.

Sia a scuola che a casa ogni volta che non vuole svolgere un compito, piange in modo disperato e talvolta cerca di ribellarsi.

Mio marito è molto assente a causa del suo lavoro, identifica me come un oggetto di sua proprietà, solo ultimamente riesco ad allontanarmi senza crisi isteriche di pianto.

Ogni volta che si va in un posto nuovo, o poco frequentato, vuole stare in braccio , piange, diventa scontroso e si rivolge in modo maleducato al prossimo...,,dopo 15-20 minuti tutto passa e si stacca da me come niente fosse

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Miglior risposta 17 MAG 2012

Buongiorno gentile Elena,
il suo piccolo bambino le sta comunicando qualcosa. Se consideriamo l'età del piccolo, ogni suo comportamento diventa intensa comunicazione. Sarebbe importante che sia lei stessa ad intraprendere una terapia che l'aiuti a comprendere cosa suo figlio vuole dirle più che stigmatizzare il bambino come problematico. In questo modo si salvaguardia l'unicità della personalità del piccolo e lo si lascia crescere e sperimentare in pace.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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1 OTT 2016

Gentile Elena, probabilmente il comportamento del suo bambino potrebbe rappresentare un'attuale disagio però prima di pensare ad una terapia per suo figlio potrei consigliarle di intraprendere un percorso di parent coaching ( se fosse possibile anche per suo marito ) che la aiuterebbe a comprendere meglio le richieste, i disagi e i comportamenti del suo bambino, offrendogli delle risposte adeguate che dovrebbero avere poi un effetto positivo sui comportamenti di suo figlio.
Un cordiale Saluto

Dott.ssa Manuela Pozzi
Psicologa dell'Età Evolutiva
Centro Il Glicine Grosseto

Centro di Sostegno Psicologico Il Glicine Psicologo a Grosseto

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24 LUG 2014

Gentile Elena,

Accenna alla stretta relazione di suo figlio con lei, mentre il padre è molto assente. Con molta probabilità il problema potrebbe essere proprio questo, mi pare che si senta un po’ sola col bambino e lui in qualche modo lo avverte.
I bambini di tre anni sono in piena fase edipica, devono cioè trovare il loro posto rispetto alla coppia dei genitori e questo non è un compito facile. Il padre ha una funzione di “limite”, la sua presenza segnala al bambino che la mamma non è di sua proprietà, inoltre la triangolazione edipica permette di introdurre nella relazione mamma-bambino sentimenti complessi, come la gelosia, e di imparare a gestire le frustrazioni e il senso di esclusione.
Da quanto riferisce, il piccolo mostra una certa difficoltà a tollerare le frustrazioni e, soprattutto, sembra che non riesca a sentirsi davvero sicuro, e questo lo rende inquieto e prepotente.
Credo sarebbe opportuno soffermarsi a pensare agli equilibri familiari e porre attenzione alle comunicazioni del bambino e ai suoi sentimenti, prima di pensare di sottoporre lui ad una terapia.

Le consiglio di cercare un terapeuta che proponga la Consultazione partecipata genitori-bambino, in un setting protetto, attraverso giochi, disegni e piccoli racconti, il terapeuta vi aiuterà a prestare attenzione a ciò che il bambino vuole davvero segnalare a voi genitori con i suoi comportamenti e sarete aiutati a capire che cosa lo disturba e di cosa ha bisogno per essere contento.
Un caro saluto e molti auguri.
Dott.ssa Laura Garau Psicoterapia psicoanalitica per bambini, adolescenti e famiglie modello Tavistock a Livorno e Cecina

Dott.ssa Laura Garau specialista età evolutiva Psicologo a Livorno

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24 LUG 2012

Buongiorno Signora,

credo che sia il caso di valutare che è un bambino. Cosa vuole modificare o aggiustare o cambiare di suo figlio se valuta una terapia? I bambini a 3 anni hanno già dei tratti comportamentali e caratteriali e soprattutto sono variabili, come negli adulti, a seconda della crescita e delle variabili ambientali. Il papà è assente spesso e giustamente, lui trova in lei un forte punto di riferimento. Provi a comunicare a sui marito di trascorrere, se non può in ore, in qualità, del tempo con il bambino.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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24 MAG 2012

Buon giorno Elena, le consiglio di fare qualche colloquio con un esperto in modo da capire meglio che cosa suo figlio le vuole comunicare con questi comportamenti. Quale malessere ci potrebbe essere diertro. Cordiali saluti dott.ssa Silvia Parisi di Torino

Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Psicologo a Torino

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23 MAG 2012

Buongiorno Elena,

i bambini come gli gli adulti imitano i comportamenti che vedono. Quindi e' opportuno verificare cosa cosa c'è intorno al bambino, ovvero oltre la famiglia, l'ambiente dell'asilo. I bambini se vedono comportamenti di un tipo tenderanno ad imitarli, se vedono altri di altro genere faranno lo stesso. Prima di attivarsi per una terapia, parli con le maestre e si informi di ciò che le ho detto, oltre ovviamente aver osservato il suo di ambiente familiare ed essersi accertata che il bambino non stia imitando il comportamento suo e di suo marito.

Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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22 MAG 2012

Gentile Elena,
i bambini spesso esprimono con i propri comportamenti un disagio che non può essere verbalizzato apertamente. Inoltre, spesso reagiscono con tali comportamenti a situazioni di cambiamento o di maggiore stress.
Rifletta su quando avvengono questi comportamenti, in che momento della giornata, in presenza di chi, in quale luogo..
I bambini sono molto sensibili a eventi che noi adulti facciamo fatica a contattare..
Il mio suggerimento è, innanzitutto, di affrontare la situazione con tranquillità e senza troppa ansia e, inoltre, di rassicurare suo figlio circa eventuali paure espresse; nel caso tali comportamenti dovessere però continuare o diventare maggiormente presenti, Le consiglio invece di contattare uno psicologo familiare della sua zona.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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21 MAG 2012

I comportamenti che descrive sono atti comunicativi, per cui è importante capire cosa il bambino sta cercando di esprimere.
Quando i bambini sono così piccoli il primo passo da fare è ripensare alla relazione genitoriale, per cui le consiglierei di richiedere, insieme a suo marito, innanzitutto una consultazione genitoriale, per poi eventualmente valutare altri tipi di intervento.
Cordiali saluti, Dott.ssa barbara Palladini

Palladini Barbara Psicologo a Peschiera Borromeo

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21 MAG 2012

Cara signora Elena, come già sottolineato dai colleghi è importante che il bambino non venga etichettato come quello che non funziona in casa vostra; proprio per questo sarebbe importante che lei si rivolgesse alla sua pediatra per essere indirizzata ad uno neuropsichiatra infantile per una valutazione, congiuntamente ad una vostra valutazione come genitori, come famiglia presso uno psicoterapeuta.
Non è molto chiaro se lei faccia fatica ad essere il genitore più presente ed a gestire il bambino nella vita quotidiana con il rischio (più che giustificato) di essere poi molto critica verso suo marito. Cerchi di lasciare defluire dentro di lei la parte di fatica, sofferenza che la addolora, e forse anche suo figlio via via diventerà più sereno!
Un caro saluto!
dott.ssa Giovanna Ferro - psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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21 MAG 2012

Salve Elena,
le faccio alcune domande che forse possono aiutarla a comprendere meglio il suo bambino: questo è il suo primo anno di asilo o ha già frequentato il nido? E' un comportamento che ha sempre avuto o ha cominciato ora, da poco, magari in seguito a qualcosa?
I bambini esprimono le loro emozioni attraverso il comportamento: spingono, graffiano, mordono o buttano tutto in terra perchè non sono in grado di dire cosa hanno, cosa sentono (a volte è difficile anche per i grandi). E' importante che noi genitori li aiutiamo a comprendere cosa stanno provando e cosa stanno comunicando in modo da poterli poi anche aiutare a dire cosa vogliono e come si sentono.
Prima di pensare ad un problema, penserei a cercare di comprendere meglio il comportamento del suo bambino, e su questo può farsi aiutare andando da uno psicologo della sua zona, meglio se anche con suo marito. Sarà poi lo psicologo a dirvi se può essere sufficiente che ci parliate voi o se ci può essere bisogno di vedere anche il bambino.
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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21 MAG 2012

Cara Elena, il tuo bimbo sta manifestando un disagio, forse non grave ora, ma sicuramente da ascoltare. Quello che tu senti di fare, e' la cosa giusta, tu come mamma puoi capire meglio di chiunque altro quello che il tuo piccolo sente e prova. Dici di sentieri un suo possesso, di non potere muoverti senza scatenare una crisi. Rivolgerti ad un professionista che ti o meglio vi aiuti come genitori a capire qual e' il disagio di vostro figlio e' sicuramente una buona idea. In bocca al lupo e se desideri qualche informazione su come lavoro con i bambini, non esitare a contattarmi.

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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21 MAG 2012

Buonasera, penso sia importante che il bimbo venga visto e sia effettuata una valutazione per escludere un eventuale disturbo pervasivivo dello sviluppo.
Io sto a Cagliari se volete contattarmi personalmente potete mandarmi una mail attraverso il mio profilo su guidapsicologi.it
https://www.guidapsicologi.it/studio/cagliari
Grazie

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18 MAG 2012

Gentile Elena
a fronte del problema che verbalizza, proprio per la tenera età del suo piccolino sarebbe utile per voi genitori richiedere una consulenza per agevolarvi nella conoscenza ed interazione dei bisogni di vostro figlio. Può essere che gli manchi il papà, l'interazione con lui al fine di acquisire e consolidare la fiducia di base che gli permette maggiormente di sperimentare il mondo circostante....

un caro saluto

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18 MAG 2012

Gentile Elena,
Come ha suggerito la collega Mostacci, più che pensare ad una terapia per il piccolo, e guardare ai suoi comportamenti come sintomi problematici, sarebbe più funzionale che lei affronti un percorso di psicoterapia individuale o di coppia, che l'aiuti a comprendere quali comportamenti o dinamiche disfunzionali agisce o agite che portano il bambino a 'comunicare' in questo modo.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa Maria Lucia De Vito

De Vito Dott.ssa Maria Lucia- Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Tricase

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18 MAG 2012

Gentile signora, sarebbe il caso che lei prendesse appuntamento con uno psicologo, grazie al quale potere affrontare meglio il problema, infatti va valutato sia il comportamento del suo bambino da solo ed in sua compagnia, sia il comportamento di lei in quanto madre nei confronti del suo bambino, inoltre non va esclusa l'importanza di coinvolgere anche suo marito alle attività cliniche, per cui contatti lo psicologo più vicino casa!
Cordiali Saluti!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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18 MAG 2012

Gentile Elena,
come sottolineavano i colleghi che le hanno risposto il suo bambino vuole comunicare qualcosa che potrebbe essere un disagio come una difficoltà a gestire l'aggressività. più che una terapia in questo momento penserei ad una valutazione del bambino ma doprattutto del sisteme familiare, perchè come è stato detto la sua è una comunicazione e non deve essere stigmatizzato come bambino problematico. sarebbe sicuramente importante anche la presenza del papà, figura a quanto lei dice poco presente nella vita quotidiana del bambino.
i miei migliori auguri
Paola Muscato equipè Bambiniincorso

Bambiniincorso Psicologo a Roma

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18 MAG 2012

Salve Elena, più che una terapia è importante fare delle osservazioni specifiche sul comportamento di suo figlio per capire cosa vuol comunicare e soprattutto chi o cosa rinforza tali comportamenti in modo da intervenire di conseguenza. Questa procedura si chiama analisi funzionale e serve per capire appunto la funzione del comportamento. Buona serata

dr.ssa Lorena Lopomo Psicologo a Palazzo San Gervasio

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18 MAG 2012

Salve Elena, posso comprendere la sua preoccupazione per le reazioni aggressive di suo figlio. Questa è un'età in cui comincia a formarsi il carattere ma proprio per questo molto delicata perchè possono influire moltissimi fattori sia ambientali che familiari. Di sicuro il bambino sta cercando di richiamare la sua attenzione su qualcosa, un possibile disagio che sta attraversando. Le consiglio di contattare la neuropsichiatria e far fare una valutazione globale. Saranno loro stessi ad indicarle come potersi muovere al meglio.
Saluti
Dott.ssa Concetta Lorico Psicologa Psicoterapeuta Familiare Piacenza

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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17 MAG 2012

Gentile Elena,

non abbiamo abbastanza dati per giungere a delle conclusioni, ma è assolutamente comprensibile la Sua preoccupazione nei confronti del comportamento di Suo figlio. La reazione aggressiva sembrerebbe derivare da situazioni nuove che il bambino non sembra in grado di gestire, ma se fosse questo le cause potrebbero essere comunque molteplici. In ogni caso, come detto sopra, non ci sono abbastanza dati per giungere ad una conclusione, pertanto stiamo parlando di pure e semplici ipotesi.
Tuttavia mi sembra giusto consigliarLe di rivolgersi presso il servizio di neuropsichiatria infantile della sua zona, dove potrà richiedere una valutazione che possa dare eventuali indicazioni circa possibili terapie o altri percorsi da intraprendere.

I miei migliori auguri

Dott. Luca Pivetti

Studio Associato Chrysalis Psicologo a Arese

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