Il supporto psicologico nelle condizioni di infertilità: una risorsa fondamentale

Nell'articolo riporto alcune considerazioni sulla condizione dell'infertilità e la necessità di usufruire di un supporto psicologico al fine di affrontare i vissuti emotivi correlati.

21 LUG 2020 · Tempo di lettura: min.
Il supporto psicologico nelle condizioni di infertilità: una risorsa fondamentale

Il concepimento e la nascita di un figlio non sempre avviene in maniera semplice e lineare: infatti non è così infrequente che le coppie non riescano a procreare anche dopo diversi tentativi, attivando un'altalena di emozioni, attesa–speranza-delusione che diviene sempre più frustrante fino alla diagnosi che delinea il quadro medico. Tale diagnosi può a sua volta generare uno stato di sollievo poiché si vanno a comprendere le eventuali cause su cui agire in un successivo piano terapeutico, e al contempo uno stato di profonda e lapidaria angoscia sia nel caso siano riscontrati problemi fisici vissuti generalmente come una ferita narcisistica insormontabile, sia in caso contrario aumentando il senso di confusione, timore e senso di colpa.

Normalmente dopo 12 mesi di tentativi di procreare senza esito positivo, la coppia viene inviata ad ulteriori accertamenti e in caso di problematiche, ai Centri di fecondazione assistita.

Rispetto alla diagnosi si possono identificare due casi distinti

  • l'infertilità: si manifesta quando vi è incapacità di portare a termine una gravidanza e/o quando dopo 12/18 mesi di rapporti sessuali non protetti non vi è stato concepimento;
  • la sterilità: quando uno dei due partner o entrambi sono affetti da condizione medica che impedisce il concepimento.

Per quanto riguarda le cause possiamo identificare:

  • fattori maschili: prevalentemente cause genetiche; cause endocrine come disfunzioni ormonali; cause seminali acquisite prodotte da varicocele, traumi o infezioni o congenite, e così via;
  • fattori femminili: cause endocrine come anovularietà, policistosi ovarica, disordini mestruali, obesità o eccessiva magrezza; difetti anatomici mal formativi congeniti come malcoformazioni uterine; difetti anatomici acquisiti come infezioni, endometriosi; ridotta riserva ovarica e così via.

Ovviamente le cause possono essere molteplici e quelle sopracitate sono solo alcune di quelle possibili.

Infine esiste una certa quota di casi di infertilità, circa il 15% cosiddetta idiopatica ossia senza cause apparenti e la cui origine viene pertanto imputata allo stress e a fattori psicologici.

Secondo l'ultima relazione al Parlamento sul tema della procreazione assistita (Agosto 2019) nell'anno 2017 sono state trattate oltre 78 mila coppie con tecniche di fecondazione assistita con quasi 98 mila cicli, sono nati circa 14 mila bambini e il trend è in crescita.

Ma quale può essere il supporto psicologico fornito alle coppie che non riescono ad avere figli/e? e quello fornito a chi affronta un percorso di procreazione assistita?

Possiamo dire innanzitutto che è veramente importante potersi affidare ad un supporto psicologico per elaborare e accettare la propria condizione che può essere accompagnata da sentimenti di colpa, inadeguatezza, vergogna e paura. Tali sentimenti sono del tutto normali ma possono comunque compromettere l'equilibrio psicofisico individuale e il rapporto di coppia, pertanto è necessario che siano resi coscienti e oggettivizzati, cioè resi come dati di fatto per essere superati: non c'è nessuna colpa dietro all'infertilità, un uomo e una donna che non riescono ad avere figli non sono sbagliati o meno validi, una coppia non è meno "famiglia" se non riesce ad avere figli.

In seconda battuta un percorso di supporto psicologico può aiutare l'individuo o la coppia ad affrontare le emozioni talvolta travolgenti che accompagnano inevitabilmente le procedure mediche di fecondazione assistita, procedure invasive, in taluni casi dolorose e prolungate o addirittura inefficaci o improduttive per lungo tempo.

Infine un percorso di supporto psicologico può promuovere un'adeguata gestione dello stress e favorire l'elaborazione di complessi e vissuti emotivi che ostacolano (soprattutto in quei casi di infertilità idiopatica) il concepimento e la gravidanza.

Tali complessi riguardano fondamentalmente il significato inconscio che assume il divenire madre e padre, in relazione in particolar modo al proprio vissuto di figlio/a, al proprio legame con la madre e il padre, alla personale risposta alle richieste e pressioni sociali e infine al proprio modo di vivere i contenuti emotivi legati ai temi della dipendenza/indipendenza, che inevitabilmente una gravidanza e una nuova vita mettono/rimettono in gioco con una risonanza emotivo/affettiva elevatissima.

Per questi motivi è auspicabile che chiunque viva tale condizione possa avvalersi del supporto di un esperto psicologo che lo possa aiutare, contenere e sostenere in particolar modo nella riflessione su sé e nell'elaborazione dei propri vissuti, oltre che ovviamente del supporto di una efficace e solidale rete sociale, affettiva e familiare.

Scritto da

Dottoressa Romano Morena

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