Il radicamento: in cosa consiste e come si pratica

Il grounding o radicamento è un concetto chiave della pratica Bioenergetica che indica la possibilità di sentirsi ancorate/i al suolo, radicate/i nella terra e nel proprio sentire.

14 LUG 2022 · Tempo di lettura: min.

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Il radicamento: in cosa consiste e come si pratica

Il radicamento, in inglese grounding, è uno dei principi più importante della pratica bioenergetica ideata dal medico psichiatra Alexander Lowen. Il radicamento si usa sia durante i colloqui psicoterapici sia durante le classi di movimento bioenergetico.

Ma in che cosa consiste?

Il radicamento consiste nel riportare la persona a contatto con la realtà del proprio corpo, in particolare permettendole di stabilire una connessione adeguata con il suolo che ci sostiene.

Questo processo ha come scopo ultimo quello di far sì che la persona non solo percepisca le proprie gambe e i propri piedi, ma senta di essere le proprie gambe e i propri piedi. La connessione tra individuo e suolo è una connessione energetica: tanto più una persona sente il contatto con il terreno, tanto più può mantenere la propria posizione, tollerare un livello maggiore di carica e affrontare più sensazioni. Per meglio chiarificare questo concetto, il padre della bioenergetica utilizza una metafora: paragona il sistema energetico di un organismo ad un circuito elettrico ad alta tensione.

Per l'organismo l'essere ben radicati a terra svolge la medesima funzione della messa a terra del circuito elettrico, ossia una "valvola di sicurezza" per la scarica dell'eccitazione in eccesso. In entrambi i sistemi un accumulo di carica in eccesso potrebbe provocare un cortocircuito. La persona, attraverso il radicamento, può sentire come l'energia fluisce nel proprio corpo e ristabilire l'equilibrio energetico tra l'alto e il basso.

Questo processo, che apparentemente può sembrare facile, è in realtà molto faticoso, in particolare nella nostra società dove si predilige una spinta dell'energia verso l'alto, verso la testa e l'illusione dell'Io, nonché verso la ricerca del potere (in antitesi con la ricerca del piacere). Riportare l'individuo verso il suolo significa portarlo in contatto con la propria realtà, interna ed esterna: con la realtà del suolo sopra il quale si trova, con la realtà del proprio corpo e della propria sessualità e infine con la realtà della situazione della propria vita.

Essere radicati implica pertanto non solo una maggior capacità di sostenere e mantenere uno stato di forte carica emotiva senza entrare in uno stato di sovraeccitazione o di ansia, ma anche di avere un sostegno maggiore, di portare la persona a lasciarsi sostenere dalla terra. Se questo avviene, il senso di sicurezza interiore aumenta, come afferma Lowen con queste parole:

"Il contatto che abbiamo con il suolo determina il nostro senso di sicurezza interiore.

Se è saldo, ci sentiamo sicuri sulle gambe e abbiamo la certezza che il suolo è lì per noi.

Non si tratta della forza delle gambe, ma della loro sensibilità."

In questo breve passo Lowen sottolinea che a essere determinante nel processo di radicamento non è la forza, come il senso comune potrebbe portarci a credere, ma la sensibilità di gambe e piedi: pertanto la possibilità di sentire, vivere, esprimere e lasciare andare una sensazione o un'emozione.

E nella pratica?

Mettiti in piedi in posizione eretta: piedi paralleli, ginocchia leggermente flesse, bacino sciolto e leggermente retratto, come se fossi seduta/o su uno sgabello immaginario. Il peso del corpo va sugli avampiedi. Solleva la testa in modo da guardare dritto in avanti. Per bilanciare il peso, immagina di avere un cesto sulla testa. Poi, sempre con la testa alta, lascia cadere il torace e le spalle e dilata il ventre in modo che la respirazione sia piena e profonda. Fatti sostenere dal suolo. Inizialmente potresti trovare dolorosa questa posizione. Sopportando il dolore, questo passerà non appena i muscoli si rilasseranno.

La posizione di base di radicamento potrebbe sembrare anche scomoda e innaturale, se non addirittura destabilizzante: ben presto però ci si accorge che l'illusione di stabilità della nostra postura quotidiana è solo fittizia. Infatti spesso nella vita di tutti i giorni tendiamo a tenere le ginocchia contratte: il respiro non riesce a diventare profondo, il pavimento pelvico e le vertebre rimangono contratti, la circolazione sanguigna è bloccata e la stabilità psicofisica è molto precaria. Basti pensare che la posizione di radicamento è quella assunta dal bambino quando inizia a camminare, è mantenuta dalle scimmie ed è utilizzata da chi pratica attività sportive agonistiche che richiedono di essere saldi e in equilibrio sulle proprie gambe (per esempio windsurf, tennis, corsa, sci e boxe).

Per concludere…

L'esperienza del radicamento, intesa come parte imprescindibile del lavoro con il corpo in bioenergetica, consente all'individuo di sperimentare la propria autonomia e la capacità di stare in posizione eretta, nella posizione dell'adulto, così da essere aperta/o alla vita e al piacere e allo stesso tempo far fronte alla sofferenza e alle avversità. Permette di sperimentare la capacità di autocontenimento e un senso di sicurezza.

Inoltre consente alla persona di potersi protendere verso l'alto, di vivere una crescita, anche spirituale, che è possibile solo se ben radicati a terra: i rami e le foglie non possono estendersi più delle radici, così come non esiste una spiritualità distaccata dall'esperienza del corpo. Infine, il radicamento permette di avere un buon esame di realtà, di essere quindi consapevoli del proprio mondo interiore così come del mondo esterno intorno a noi: l'ambiente relazionale e il contesto esterno in cui viviamo. Attraverso un buon lavoro di radicamento, sentiamo di poterci affidare alla madre terra, evitando di rimanere intrappolati nel mondo delle illusioni, dell'Io e della ricerca del potere.

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Scritto da

Dott.ssa Agnese Montirosso

Bibliografia

  • Lowen A. (1975). Bioenergetica. Feltrinelli.
  • Lowen A. (1989). Amore, sesso e cuore. Ed. Astrolabio.
  • Lowen A. (1970). Il piacere. Un approccio creativo alla vita. Ed. Astrolabio.

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