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Bruxismo: perché digrigniamo i denti?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Digrignare i denti dipende in buona parte dallo stress. Forse all'origine c’è un problema che vi preoccupa particolarmente o il troppo lavoro, a volte è un modo per controllare l'emotività.

13 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
Bruxismo: perché digrigniamo i denti?

Il termine bruxismo deriva dal greco "Brýchein" e significa "digrignare i denti". È il termine tecnico utilizzato per indicare la tendenza a digrignare e serrare i denti durante il sonno, quando le difese dell'individuo si abbassano. Si tratta di un'attività che l'uomo compie inconsapevolmente, a volte anche durante il giorno. In base alla durata e all'intensità degli episodi, si possono determinare infiammazioni croniche delle articolazioni mascellari, filature dello smalto dei denti o fratture degli stessi e delle protesi con possibile perdita di otturazioni, gengiviti, dolori alle articolazioni delle mandibole e della muscolatura facciale, mal di testa, emicranie e affaticamento generale quotidiano poiché è intaccata la qualità del riposo notturno. Si tratta di un disturbo del sonno presente, secondo le statistiche, nell'8-9% della popolazione che ha uguale incidenza tra maschi e femmine.

Non è stata ancora individuata una causa precisa del disturbo. Numerosi studi hanno dimostrato che è molto frequente nei bambini per ottenere un allineamento corretto tra i denti dell'arcata superiore e quelli dell'arcata inferiore. In altri casi, il digrignamento dei denti può essere dovuto a mal di orecchie o mal di denti ed è altresì presente nei bambini iperattivi.

Altri fattori di rischio frequenti nella comparsa del bruxismo sono da attribuire a cause di natura psicologica quali depressione, forti stati di tensione emotiva e stress prolungato. Per comprendere il significato psicologico del bruxismo è necessario riconoscere ed analizzare il valore simbolico dei denti. Questi, infatti sono connessi al vissuto dell'aggressività. Digrignare i denti durante il sonno è un'attività che potrebbe comunicare simbolicamente un'aggressività non manifestata durante la giornata, quando l'individuo è cosciente e utilizza meccanismi di difesa e strategie di copying per proteggersi da timori, insidie e ansie. Possiamo quindi ipotizzare che chi reprime la propria aggressività durante il giorno, la manifesterà inconsapevolmente durante il sonno, momento in cui le difese dell'individuo si abbassano.

Non esiste alcun trattamento causale del bruxismo mediante farmaci. Un primo intervento può essere fornito da un bite dentale da indossare durante la notte. Si tratta di un trattamento strumentale attraverso un dispositivo mobile in resina creato appositamente da uno specialista che impedisce il serrare e il digrignare dei denti.

Sul disturbo si può intervenire anche con una terapia psicologica che aiuta il paziente a prendere consapevolezza delle motivazioni che lo spingono a reprimere la propria aggressività, aiutandolo ad attribuire un significato ai propri vissuti emotivi per riuscire ad esprimere l'aggressività nel modo più adeguato, anche attraverso la verbalizzazione.

Scritto da

Dr.ssa Tiziana Fanti

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