La recessione sessuale causata dal Covid

La recessione sessuale causata dal Covid: ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Iannone.

22 FEB 2021 · Tempo di lettura: min.

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La recessione sessuale causata dal Covid

La crisi sanitaria che stiamo affrontando a livello mondiale da ormai un anno ha stravolto le nostre vite: restrizioni varie, impossibilità di viaggiare, mascherine, gel disinfettante, mancanza di contatto fisico, smartworking laddove possibile, niente abbracci ai nostri cari...tutto questo non ha fatto altro che causare grande stress, oltre ovvviamente all'enorme perdita in termini di vite umane di cui tutti siamo a conoscenza. 

La situazione attuale ha condizionato, inevitabilmente, anche la nostra vita sessuale. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Iannone rivolgendogli qualche domanda.

  • Secondo una ricerca realizzata dalla Durex, l'83% degli intervistati ha confessato di aver sofferto un generale calo del desiderio durante il periodo del lockdown. Ti andrebbe di commentare questo dato? Quali pensi possano essere le cause?

Non c´è da stupirsi leggendo questi dati. Credo la colpa sia in larga parte dovuta allo stress cronico al quale siamo esposti da oramai un anno. L'esposizione a forme di stress cronico altera l´equilibrio dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (che gioca un ruolo chiave nel mantenimento dell'omeostasi fisiologica). Si è visto anche che sono le donne a essere maggiormente vulnerabili, rispetto agli uomini, con risposte più intense allo stress cronico. Diverse evidenze scientifiche, poi, suggeriscono che le difficoltà nel desiderio e nella funzione sessuale si verificano spesso nelle persone con disturbo da stress post-traumatico, una psicopatologia che il Covid ha tristemente riportato alla ribalta.

  • Certamente i single rappresentano la categoria maggiormente colpita dal lockdown nella sfera sessuale. Quali pensi siano stato le difficoltà più significative per loro?

La solitudine, prima ancora dell´astinenza sessuale. Credo sia stato questo il cancro che ha afflitto e che affligge tanti single. Soprattutto quelli che si sono ritrovati a vivere il lockdown senza godere del conforto di familiari o amici. Il ritrovarsi da soli, chiusi nelle mura domestiche, con poche o nulle occasioni di contatto sociale vis-à-vis, spesso lontani centinaia, se non migliaia, di chilometri lontani da casa, ha secondo me accentuato il senso di tristezza e disperazione rispetto agli eventi.

  • Quale consiglio daresti ai single in questo momento fatto di restrizioni e poche possibilità di conoscere persone nuove?

La prima preoccupazione credo sia quella di restare al sicuro. Tutelare la salute propria e degli altri è infatti la priorità. Non occorre perdere la speranza che usciremo da questa pandemia. Certo, non si tratterà di uscirne a giorni, a settimane, forse neanche a mesi. Ma la buona notizia è che le vaccinazioni sono già iniziate. Occorre avere ancora pazienza. E ricordare a noi stessi quanto siamo forti. Se un anno fa ci avessero detto a quali sacrifici saremmo dovuti andare incontro sfido chiunque a dire che ce l´avremmo fatta. Eppure è così.

Siamo più forti di quanto crediamo. E lo testimonia la storia. Le guerre, le carestie e le epidemie che nel corso dei millenni abbiamo superato sono un memento alla nostra forza e caparbietà.

Conoscere nuove persone affidandosi ai social media, poi, può aiutare a sentirsi meno soli. Con la promessa, magari, di incontrarsi de visu quando le normative lo prevedono. Ma vorrei aggiungere una cosa.

Forse possiamo prendere spunto da questa sosta forzata per fare amicizia anche con la solitudine. E con noi stessi. In fondo, non siamo mai da soli, a pensarci bene. Possiamo prenderci cura di noi stessi, proprio come faremmo con un amico. In questo senso la solitudine non è più la bestia nera dalla quale fuggire a ogni costo ma può diventare occasione per consentirci di diventare ancora più intimi a noi stessi.

  • Partner non conviventi: secondo la stessa ricerca, ben il 95% avrebbe rinunciato all'attività sessuale. Quale consiglio daresti ai partner non conviventi che magari non hanno possibilità di vedersi?

Soprattutto durante i periodi di lockdown “duro”, i partner non conviventi si sono ritrovati a fare i conti con l´assenza del proprio amato. Il non poter godere della compagnia reciproca ha portato alcune storie a spegnersi. Mentre ha rafforzato il legame di tante altre coppie. Un outcome così dicotomico credo sia spiegabile a partire da una variabile: su cosa era stata costruita la relazione? Provo a essere più chiaro.

Alcune coppie possono impostare il loro rapporto su una forte intimità e intesa sessuali. Se, come la ricerca sottolina, il 95% dei partner non conviventi avrebbe rinunciato all´attività sessuale, non c´è tanto da stupirsi che queste coppie siano scoppiate sotto il peso dell´astinenza sessuale. Ma quando, invece, il legame di coppia poggia su altro, come l'affetto, l'amicizia, la stima e l'amore reciproci, è chiaro che un periodo di astinenza sessuale potrà solo in parte scalfire l´armonia della coppia. Anche in questo caso, l'assenza forzata ha funzionato come crogiolo che ha portato in luce la qualità della relazione di coppia.

  • L'insoddisfazione sessuale ha colpito però anche i partner conviventi. Ben il 62% avrebbe accusato una diminuzione del desiderio sessuale. Hai qualche consiglio anche per loro?

Il sesso è un'attività accessoria quando in ballo ci sono altre priorità. E sicuramente stress, ansia, preoccupazione e paura fungono da potenti deterrenti del desiderio sessuale. Ma fare l´amore (che è diverso da fare sesso) può rappresentare un momento di estrema intimità in cui i partner sono lì, nudi l'uno per l'altro, anche con le loro paure, a giurarsi di volersi bene e di tenere l´uno all´altro. Se vissuta in questo modo credo l'attività sessuale possa rappresentare un importante simbolo che rafforza la coppia, anche di fronte a eventi tragici come una pandemia.

  • Come costruire una nuova (e speriamo solo temporanea) normalità anche dal punto di vista sessuale? Come comportarsi durante l'emergenza sanitaria?

Credo sia particolarmente importante rispettare la sensibilità dell´altro sul tema Covid e sulla paura del contagio. A volte l´astinenza sessuale è dovuta al timore di contagiare o di poter essere contagiati dal partner (soprattutto se uno dei due – o entrambi – sono esposti al rischio di contagio, per motivi di lavoro, per esempio).

Trascorrere tanto tempo con la stessa persona e in assenza dei normali stimoli può rappresentare un fattore che può minare non soltanto l´attività sessuale ma la qualità della relazione. Riuscire a ritagliarsi lunghi momenti per se stessi - pur condividendo casa col proprio partner - credo sia un toccasana per preservare il rapporto.

Se pensi di aver bisogno di aiuto per problemi di natura sessuale, mettiti in contatto con il dottor Giuseppe Iannone attraverso il nostro portale.

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Scritto da

Dr. Giuseppe Iannone

Bibliografia

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