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Sovrappensiero, attacchi di panico/ansia, sogni ricorrenti

Inviata da Francesco il 19 ago 2015 Ansia

Salve, sono un ragazzo di 18 anni e vorrei parlare con voi esperti riguardo ad un periodo non piacevole che sto attualmente passando, con la speranza che voi tutti possiate darmi una risposta su come poter risolvere o almeno alleviare lo stress causato dal sovrappensiero e altri fattori. Come ogni ragazzo della mia età, ho preso una bella cotta o sono innamorato di una ragazza, da novembre, ma prima di giugno non sono mai "sprofondato" così tanto per colpa dello stress. Fino a giugno ero costantemente in sovrappensiero e spesso non riuscivo a pensare razionalmente, ma solo quello, nei momenti di calma pensavo ma razionalmente, adesso però la situazione è precipitata. Durante tutto l'arco di questo tempo ho avuto vari episodi spiacevoli riguardanti anche lei, che mi hanno quasi traumatizzato, ma non li ho mai presi in considerazione fino a giugno, quando non l'ho più rivista. Mi ero fatto delle promesse per lei, ed ero deciso a mantenerle, ma non sapevo a cosa stavo per andare incontro. Non avendo la possibilità di contattarla o parlarle, il sovrappensiero è aumentato fino al punto da piangere per ogni cosa che mi ricordasse lei, ma purtroppo è solo l'inizio. Per la prima volta sperimentai attacchi di panico e d'ansia che duravano 10-20 minuti circa, anche più volte al giorno, dovuti alla sua mancanza e, come detto prima, al ricordare episodi spiacevoli. Dopo un mese la situazione era peggiorata, gli attacchi di panico erano sempre più frequenti, la sognavo ogni notte, e purtroppo non erano bei sogni, erano sempre sogni riguardanti quegli episodi, e molteplici volte al risveglio piangevo, ma non di più. Finita la palestra, ahimè, sprofondo nell'abisso: non ho più svaghi, il sovrappensiero aumenta, gli attacchi di panico si fanno sempre più frequenti e più forti, fino a toccare il fondo durante l'ultima settimana di luglio. Gli attacchi sono diventati quasi "estremi", portandomi all'autolesionismo (pugni e schiaffi su me stesso) e a volte anche a pensieri suicidi. Dopo questo episodio sono stato abbastanza calmo per una settimana, ma senza smettere di pensarci (ci ho provato molteplici volte ma non ci sono riuscito, vi parlerò dei dettagli dopo questa storia), fino a ridurmi di nuovo in quello stato, cominciando a sentirmi inutile, ma allo stesso tempo avendo una strana sensazione in petto (i dettagli li descriverò più in basso). Ed eccoci qui al 19 agosto. Purtroppo mi sento così ancora spesso, ma tra 3 settimane la rivedrò, il che mi rende felicissimo, ma allo stesso tempo estremamente spaventato (la domanda più ricorrente è: si ricorderà di me oppure cercherà di evitarmi?). Adesso i dettagli: agli inizi ogni volta che vedevo una macchina che poteva essere quella di un suo genitore, oppure una qualunque ragazza che potesse somigliare a lei, pensavo "E se fosse lei?", e pensando pensando, mi mettevo a piangere dal troppo stress, ma le cose precipitarono sempre nell'ultima settimana di luglio; stavolta ogni cosa che vedevo, ogni persona e ogni voce che sentivo, mi ricordava lei, fino a quando non piangevo per liberarmi dallo stress eccessivo. Ogni volta che uscivo con gli amici, con i miei genitori o con qualunque altra persona pensavo sempre questo e ciò mi impediva di divertirmi e di stare calmo, e al contrario, se non uscivo pensavo, e penso ancora adesso "E se lei fosse stata lì? L'avrei finalmente potuta rivedere", e questa domanda "rimbombando" nella mia mente mi faceva piangere e mi rendeva estremamente debole, arrabbiato con me stesso. Infatti da un po' di tempo esco sempre ogni volta che me ne capiti l'occasione, nella speranza di poterla rivedere, ma allo stesso tempo nella paura di non poterlo fare. Purtroppo non l'ho rivista, e ogni volta appena arrivato a casa scoppiavo a piangere ripetendo sempre il suo nome. Anche adesso continuo a farlo, per poi sentirmi malissimo appena tornato a casa. Continuo a mantenere le promesse che ho fatto per lei (cose personali), dicendo a me stesso nei momenti peggiori di farlo per lei e di resistere ancora un altro po' per lei. Adesso da 1-2 settimane sto facendo un sogno ricorrente, avente sempre lo stesso tema ma località diverse, sogno sempre che lei mi fissi attentamente negli occhi, per poi ignorarmi girandosi nel momento in cui io cominci a parlare; le località sono diverse, ma a volte si ripetono, a volte al "ristorante", mentre altre volte erano giorni piovosi ed ero o dentro casa o vicino casa. L'ultima volta è stato stamattina, ma stavolta è successo 2 volte nello stesso sogno: stavolta nevicava e faceva freddo, nella prima volta è successo sempre la stessa cosa, mentre la seconda, lei era dentro un autobus (avente un'espressione di disprezzo per poi girarsi appena io la guardo), mentre io ero fuori a camminare nella neve durante la nevicata abbondante. Faceva freddo, e tutte e 2 le volte mi sono sentito distrutto, prima nel sogno, e poi appena svegliato, per poi cominciare di nuovo a piangere. Ultimo ma non meno importante, la sensazione al petto. È una sensazione strana, non è né bella, né brutta, ma mi fa sentire e pensare cose tipo "devo proteggerla, la amo, voglio renderla felice grazie ai miei sforzi, voglio abbracciarla e farla sentire protetta, voglio che non le succeda nulla di male", a volte mi rende felice, altre volte mi fa piangere perché non so se mai potrò fare queste cose. Io credo che tutto ciò sia creato dal fatto che mi manchi moltissimo, ma a volte è davvero troppo e non riesco a controllarmi. Mi scuso per la lunghezza del testo e per eventuali informalità. Ringrazio coloro che dedicheranno una parte del loro tempo leggendo e rispondendo alla domanda. Cordiali saluti e buon lavoro!

P.S: Vi chiedo anche di dire apertamente se il testo sia abbastanza comprensibile oppure no, grazie!

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Caro Francesco,
con lo smarrimento dei tuoi 18 anni hai incontrato una ragazza ed hai preso una "bella cotta" ma l'hai presa soltanto tu e, appunto, si tratta di una "cotta"!
Intendo dire che molto del tuo malessere è frutto di un'amplificazione delle tue sensazioni ed emozioni soggettive.
Credo poi che non hai le idee molto chiare sugli attacchi di panico che hanno poco a che fare con gli atti di autolesionismo.
È probabile che questa ragazza più che ricambiare il tuo interessamento si sia accorta di certe tue fragilità ed abbia cercato di non ferirti staccandosi bruscamente.
Anche i tuoi sogni ripropongono un disprezzo da parte di lei che in realtà non c'è mentre forse c'è preoccupazione per te.
Tu però non devi scoraggiarti: piangi pure se ti aiuta a mettere fuori il dolore e la delusione ma non essere autoaggressivo e tanto meno eteroaggressivo.
Piuttosto considera seriamente l'opportunità di fare una esperienza di psicoterapia che alla tua età sarebbe preziosa per la tua vita futura.

Un caro saluto
Dr. Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Francesco, il suo testo parla molto chiaro, sta vivendo una situazione di estremo dolore ed è così giovane, ha solo 18 anni. A questa età si è in una fase in cui si estremizzano tutte le vicende, però dai suoi sogni leggo un qualcosa di affettivo che proviene forse da un rapporto materno che andrebbe indagato.
Si affidi ad un terapeuta di orientamento psicodinamico se vede che la situazione emotiva non migliora e soprattutto se i gesti di autolesionismo aumentano.
Cordiali saluti
dott.ssa Antonietta Di renzo

Dott.ssa Antonietta di Renzo Psicologo a Verona

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Caro Francesco,
questo amore profondo, proprio perchè lo stai vivendo solo con te stesso, ti sta sovraccaricando ed ecco il motivo dei tuoi pensieri ricorrenti, dell' ansia, del pianto e dei sogni.

Le emozioni, a diciotto anni, sono intense e vanno vissute come tali. Non è bene, però, che tu ti rivolga atti autolesivi.

Nel caso ti sembrasse difficoltoso vivere solo la sofferenza di questo amore, pensa a rivolgerti al servizio di psicologia del consultorio della tua città.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Caro Francesco,
ciò che racconta è abbastanza chiaro. Non ho compreso però cosa intende con "sovrappensiero".
Al di là di tutto dal suo racconto ciò che emerge palese è che tutto ciò che ha e ha fatto non riguardava lei.
L'impegno di cui parla - personale - è una promessa fatta alla sua ex ragazza, ma è qualcosa di cui è fiero, ha voglia di farlo o è solo un'imposizione?
C'è al contempo molto e poco di lei in questo racconto, i sintomi sono suoi, ma le promesse e i sacrifici che sta affrontando non sembrano siano rivolti a se stesso.
Un percorso terapeutico potrebbe servirle per riavvicinarsi in modo sereno al suo desiderio soggettivo, senza temerlo.

Coraggio.

Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Fornari

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