Ricaduta attacchi di panico, depressione, agorafobia

Inviata da Alice · 21 lug 2019 Attacchi di panico

Salve, mi chiamo Alice, ho 23 anni e vivo a Firenze. In pratica, soffro di ansia e attacchi di panico da un po' di anni, depressione provata la prima volta l'anno scorso, così, ho cominciato a prendere antidepressivi da fine luglio 2018 e già dopo qualche mese è cambiato tutto, se non riuscivo nemmeno a fare 10 metri per strada dopo qualche mese mi sono ritrovata a viaggiare e così via, tant'è che dopo 8 mesi, circa fine aprile 2019, ho smesso tutto. Dovuto anche al fatto che ho capito quello che voglio fare nella vita, che da ottobre mi trasferisco a Torino e vado a fare una scuola per fare il lavoro dei miei sogni, ma soprattuto perché già da mesi stavo bene. Il problema adesso è che ho avuto una ricaduta, in questi giorni mio padre all'improvviso è stato ricoverato in ospedale, si è operato di bypass, e sia la paura, sia il fatto di entrare ogni giorno in ospedale (sono sempre stata ipocondriaca) mi avevano buttata un po' giù. Il crollo è stato quando, mentre eravamo ad un passo per visitare mio padre, mio cugino è svenuto davanti ai miei occhi, e io che ho sempre avuto paura di svenire, non riuscivo nemmeno a camminare per strada per paura di sentirmi male, mi sono risentita come l'anno scorso. Sono alcuni giorni che oltre ad aver paura di uscire di casa, ad aver paura di sentirmi male e così via, ricomincio a sentire quel "vuoto" dentro di me, non come l'annoscorso, ma è un inizio, ma soprattutto è la situazione invalidante della "paura di stare male", non riesco più a uscire di casa, ad entrare in centri commerciali o cinema non ne parliamo proprio. Io dallo psichiatra/psicoterapeuta ci vado ancora, sono passata ad un appuntamento al mese perché stavo meglio, e adesso mi sta passando dalla testa il fatto di ricominciare a prendere antidepressivi. Cosa che non vorrei fare, perché avendoli già provati, mi davano una stanchezza emotiva allucinante, stavo spesso a dormire, sono ingrassata 11 kg, mi sentivo gonfia e strana; ma soprattutto perché non voglio dipendere da delle goccioline.
Sono anche conscia che evidentemente il problema non è stato risolto del tutto e che mi sto facendo delle paranoie inutili, ma la mente è strana. Il mio psichiatra risponde solo via mail essendo in vacanza ma ho già deciso di iniziare un nuovo percorso di psicoterapia per prendere ancora di più in mano la mia vita, mi ritrovo a scrivere qui dopo aver avuto un attacco di panico che non avevo da tempo e cerco conforto. Non so che fare. Voi in questi casi consigliate di riprendere le medicine o si può affrontare una cura anche senza? Conoscendomi non credo di poter intervenire senza medicine, quelle mi servono per placare la paura... come mai ho così tanta paura di perdere il controllo? Cosa si può fare per aiutarci?
Grazie mille
Alice

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Miglior risposta 27 OTT 2021

Buongiorno.
Sono il dott. Massimiliano Castelvedere, di Brescia. Sono tra quei professionisti che ritengono che il cambiamento personale sia un processo lungo e complicato. Purtroppo non ci sono scorciatoie percorribili e i consigli che uno psicologo potrebbe dare in una chat lasciano il tempo che trovano: non esiste la “bacchetta magica”. Per inquadrare l’eventuale problematica di un paziente serve invece una consulenza approfondita (almeno 4 sedute). A seguire, se nella consulenza si evidenzia un problema significativo, per trattarlo e cercare di risolverlo è necessaria una vera e propria psicoterapia o una psicoanalisi..
Illudersi che si possa fare qualcosa scrivendo in una chat serve solo a perdere tempo e significa che non si è pronti a mettersi in discussione. Se lei è una persona veramente motivata a capirsi e a cambiare, le do la mia disponibilità per fissare un appuntamento (anche online).

Dott. Massimiliano Castelvedere Psicologo a Brescia

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22 LUG 2019

Buongiorno Alice,

dal messaggio emergono molti elementi, i quali per poterla aiutare andrebbero indagati. Ha fatto bene a non abbandonare la terapia, forse dovrebbe tornare ad un colloquio a settimana, una volta a mese mi sembra poco. Stessa cosa potrebbe provare a contattare il medico e confrontarsi con lui per l'eventuale inizio di una terapia farmacologica. Il mio consiglio è quello di fare entrambe le cose, una terapia farmacologia va sempre associata ad una terapia psicologica.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole mi può contattare
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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