Paura di guidare, ansia generalizzata e depressione

Inviata da Aurora Astori · 4 ago 2020

Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni. A 18 anni ho preso subito la patente, la prima tra le mie amiche, ma purtroppo eccetto rari casi non ho mai guidato. I miei inizialmente non si sono interessati molto del problema, non mi hanno mai nemmeno voluto comprare una macchina. Mia mamma non guida, mio padre si. Dopo anni in cui mi sono sentita inferiore, inadeguata, irrealizzata e bloccata ho deciso di provare a risolvere questo problema. Ad ottobre dell'anno scorso ho fatto qualcje lezione di scuola guida per rimettermi in carreggiata, è andata bene finché c era l'istruttore che con i suoi pedali sapevo poteva aiutarmi in caso di pericolo. Finite le lezioni, ad oggi, guido sporadicamente e TASSATIVAMENTE accompagnata da qualcuno. Generalmente dal mio ragazzo con cui sono abbastanza tranquilla e da mio padre che al contrario urla e sbraita al primo errore. Ogni volta cerco di fregarmene ma puntualmente poi non riesco più a prendere l'auto. Da sola ho una paura folle, sento un blocco dentro quasi come se fosse reale, fisico. Non ci riesco proprio. Ho paura di sbagliare, di non frenare in tempo, di non sapere le indicazioni stradali, le precedenze e di avere un attacco di panico. Sempre infatti, anche se accompagnata, sono super agitata. Mi tremano le mani, ho il cuore a mille e sudo. Ora sto comprando casa con il mio compagno e ho proprio voglia di avere la mia indipendenza, di poter fare le mie commissioni, i miei giri, di andare e tornare al lavoro senza stare agli orari dei mezzi di trasporto o chiedere passaggi a qualcuno sentendomi profondamente umiliata e in difetto. Sarò pure in un paese diverso, e se le mie amiche fin ora non mi hanno fatto mai quasi pesare il problema, adesso di certo e comprensibilmente non potranno più scarrozzarmi in giro. Non so come fare, mi sento la persona più stupida e incapace del mondo. Mi sembra di vivere a metà, di essere bloccata per sempre, mentre gli altri vivono, sono indipendenti e raggiungono i loro sogni. Ho sofferto e soffro di ansia anche per altri motivi, in generale mi sembra di essere sempre sotto pressione, triste, incapace di godersi la vita per questa benedetta ansia che mi accompagna in ogni cosa che faccio. Quando mi sembrava di farcela, di riuscire finalmente a guidare l auto, stavo molto meglio. Al lavoro dove spesso avevo paura di avere attacchi di panico e di non saper gestire le situazioni, stavo meglio perché pensavo che se fossi riuscita a superare la paura di guidare tutto il resto era niente. Mi sentivo più forte. Ora che invece mi accorgo di questo muro di cemento armato dentro, sto ritornando ancora come prima. L'ansia perenne ritorna a farsi sentire, al lavoro non sono tranqulla così come quando devo fare qualche commissione da sola. Insomma una fallita. Ho paura che non ne uscirò mai e sarò sempre infelice e dipendente da qualcuno.

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Miglior risposta 6 AGO 2020

Gentile Aurora,
è evidente nel suo caso che la paura di guidare, ancor più da sola, è un sintomo inquadrabile in un contesto di ansia generalizzata, senso di inadeguatezza e bassa autostima.
Questa paura è ricca di significato simbolico in quanto rappresenta il suo disagio nell'impadronirsi della sua autonomnia e autorealizzazione.
E' necessario insistere nell'affrontare questa ed altre fobie tramite un programma di esposizione progressiva in un contesto di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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11 AGO 2020

Buongiorno Aurora,
un percorso di psicoterapia le permetterebbe di creare un modello di relazione rassicurante da estendere alla sua vita riuscendo anche a sentirsene autonoma.
Le consiglio di afferrare il coraggio che forse sente scivolarle nei giorni tristi e bussare allo studio di un collega.

Un saluto

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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6 AGO 2020

Cara Aurora,
comprendo la sensazione di inefficacia, inadeguatezza e irrealizzazione che descrivi molto bene, ma essere così spietata con te stessa, dandoti della fallita, non ti aiuterà a uscirne.
Da quello che descrivi emergono vari aspetti:
Innanzitutto come l’ansia sia un po’ lo sfondo della tua vita, cosa che sicuramente non aiuta la tua autostima e ti fa sentire dipendente. Però non dovrà andare sempre così.
E’ importante che tu inizi un percorso psicoterapeuto che possa aiutarti su diversi fronti.
L’ansia si può gestire con varie tecniche di rilassamento e con esercizi ad hoc, che consentono di fare piccoli ma costati passi in modo da darti la fiducia di essere tu a controllare la tua vita.
Allo stesso modo, ti assicuro che la paura di guidare è piuttosto comune e lo sta diventando sempre di più: il fatto che tu riesca a guidare in alcune circostanze è già un buon punto di partenza.
Contemporaneamente però credo che dovresti affrontare un percoso più profondo di lavoro su di te, perchè l’ansia è un avvertimento. Vuol dire che c’è qualcosa che ti fa stare male ed è più in profondità, abbastanza da intaccare molti ambiti della tua vita. Hai bisogno di acquistare fiducia in te stessa su vari fronti e soprattutto lavorare su quella vocina che ti da della fallita e che in questo modo ti immobilizza, alimentando insicurezza e paura e ingannandoti dicendoti che sarà sempre così.
Prima inizierai più semplice sarà il percorso perchè inizierai a interrompere circoli viziosi che alimentano il tuo senso di inefficacia e fallimento.
Il fatto che tu abbia già preso in mano la situazione riguardante la guida e deciso di voler modificare questa situazione mi rende fiduciosa sulla tua determinazione.
Sperando di esserti stata in qualche modo utile,
Dr.ssa Barbara Bertolina Civera

Dr.ssa Barbara Bertolina Civera Psicologo a Torino

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5 AGO 2020

Buonasera Aurora, parla di muro di cemento armato che sente dentro pertanto è opportuno che dia voce a questa consapevolezza, cercando di comprendere quale sia il motivo profondo di questa ansia che descrive. Un percorso che metta in luce il suo vissuto può aiutarla senz'altro a capire l'origine della sua sofferenza conquistando poi la tanto agognata libertà e indipendenza a cui aspira, riconquistando fiducia in se stessa e nelle due capacità.

La saluto cordialmente
Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Santa Teresa

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5 AGO 2020

Cara Aurora,
a quanto pare, l'ansia è la Sua compagna fedele da un po' di tempo. Il problema legato alla guida è attuale, interferisce con la Sua vita quotidiana e per un attimo ha pensato che una volta risolta questa difficoltà, avrebbe risolto tutto. Andando avanti nel tempo, ha cominciato a giudicarsi per questa ansia, come se fosse stata una scelta. È comprensibile che si sente triste pensando di non uscirne mai. Ma c'è qualcosa di positivo; l'ansia si può affrontare. Sono molte le persone che ne soffrono e ce ne sono anche molte che un po' alla volta ne escono. Questo non vuol dire non provare mai più l'ansia nella propria vita ma accettare che è una delle tante emozioni che gli esseri umani provano, comprendere perché Le succede e lavorare per riuscire a gestire le situazioni che adesso la spaventano tanto in modo più funzionale. Si faccia accompagnare in questo percorso e vedrà che un po' alla volta potrà stare meglio.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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5 AGO 2020

Buongiorno, in questi casi si può lavorare con l'aiuto di un terapeuta cognitivo comportamentale che l'aiuti ad affrontare la paura della guida con un programma di esposizione graduale e in parallelo lavorare sui pensieri disfunzionali, le emozioni e gli evitamenti che mantengono il problema
Per ulteriori chiarimenti resto a disposizione

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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5 AGO 2020

Buongiorno Aurora,
è molto importante che si prenda in carico questa questione. Le consiglierei di iniziare un percorso psicologico per lavorare su di sé, sulla sua storia. Rielaborando il suo vissuto con un professionista potrà capire un po' di più da dove proviene questa ansia che descrive.
Giustamente desidera la sua indipendenza ed è bene che la conquisti. Non si scoraggi, se lo vorrà, attraverso un lavoro costante, potrà raggiungere la sua soddisfazione.

Rimango a disposizione.
Un cordiale saluto.
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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5 AGO 2020

Buongiorno Aurora. Le sue parole spiegano molto bene la situazione che sta vivendo e fanno eco a cio che lei chiama "muro di cemento". Sembra sentirti ingabbiata e ferma dentro un emozione che sembra percepisca avere la meglio su di lei. Le emozioni che descrive come conseguenze della sua prima emozione ansiosa sono piu che lecite, anche se molto probabilmente anch'esse eccessive e disfunzionali. Quello che posso dirle è che con la giusta motivazione e impegno, attraverso l'aiuto di un professionista può riuscire a sbrogliare la matassa, gestire ed alleggerire i suoi carichi emotivi. L'ansia é un ciclo che si autoalimenta, che coinvolge pensieri, comportamenti protettivi ed evitamenti, cosi come emozioni conseguenti. Capire il circolo del suo stato emotivo sarebbe il punto di partenza per gestire ed allenare tutti gli elementi che lo tenfono ben saldo, limitando la sua vita. Le consiglio davvero un percorso terapeurico che nel suo caso potrebbe essere molto funzionale per riprendere in mano la sua vita e sentirsi passo dopo passo più leggera. Per altre informazioni, anche rispetto un eventuale scelta di percorso terapeurico, rimango a disposizione. Buona giornata, dott.ssa Laura Paniccià

Dott.ssa. Laura Paniccià Psicologo a Porto Sant'Elpidio

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5 AGO 2020

Buongiorno Aurora, purtroppo avevo provato a risponderLe anche prima ma poi mi è saltata la connessione. Come dicevo, è molto precisa nelle sue analisi e descrizioni, si percepisce molto bene il suo stato d'animo ed è comprensibile che Lei sia stanca e preoccupata. Quello che mi viene spontaneo notare è la forte simbologia che si racchiude dietro alla patente e al poter guidare: autonomia, svincoli relazionali, possibilità di prendere distanze e muoversi nel mondo con più libertà...sono tutti aspetti emotivi/relazionali/personali che vengono ben rappresentati dalla patente. Credo quindi che la paura di guidare, se non con qualcuno accanto, possa nascondere la paura di prendere la Sua strada nel mondo, nella vita, nelle scelte personali e professionali.
Penso che una terapia possa esserLe di grandissimo aiuto, per poter elaborare la separazione dalla sua famiglia, dal suo "nido sicuro" per poter intraprendere con serenità il Suo cammino da adulta indipendente e autonoma.
Resto a disposizione, un grosso in bocca al lupo in questo percorso complicato ma fondamentale per la Sua realizzazione!
Serena

Dott.ssa Serena Brunelli Psicologo a Ravenna

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5 AGO 2020

Buongiorno Aurora, è riuscita a trasmettere molto bene le sensazioni che sta provando e si comprende chiaramente quanto peso abbia tutta la situazione. Io penso che dietro alla paura di guidare sia nascosto un mondo di simboli e di rappresentazioni legate allo svincolo dalla propria famiglia, che forse sono il nodo su cui occorre riflettere. Prendere la patente, avere un'auto per potersi muovere liberamente, significa potersi "sganciare" dal nido sicuro di casa, significa poter partire verso la propria vita, verso il proprio futuro. Non sempre siamo davvero pronti come pensiamo; a volte, proprio nel momento tanto desiderato della partenza, si presentano sintomi che (di fatto) ci costringono a rimanere dove siamo. Credo sia utile per Lei cercare di lavorare su questo tema, così come sulle forme di ansia che dice di aver provato già da tempo. Valuti di farsi aiutare da un Professionista, così da poter trovare davvero il Suo punto di svincolo che la faccia partire per la Sua vita adulta, di donna, di lavoratrice in maniera serena e consapevole.
In bocca al lupo,
Serena Brunelli

Dott.ssa Serena Brunelli Psicologo a Ravenna

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5 AGO 2020

Gentile Aurora,
descrive una condizione di ansia, paura e blocco che è avvertita con focalizzazione sulla guida, ma anche in altre situazioni come il lavoro con i vissuti che descrive. Proverei a considerare l’origine della sua ansia che si accompagna al panico e ciò dice che è un ansia che appartiene a un tempo antico. L’ansia è un segnale di un disagio interiore che va conosciuto nella sua origine e significato, le consiglio di chiedere un aiuto psicoterapeutico per conoscerla e affrontare il suo blocco e dipendenza.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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5 AGO 2020

Buongiorno. Descrive molto bene come si sente ed è più che comprensibile che stia vivendo una condizione di restrizione di possibilità esistenziali (muoversi in autonomia, andare a trovare le Sue amiche, ecc) che causa rabbia, sensazione di impotenza e di angoscia per il futuro (sarà sempre dipendente, ecc...). Lei fa, in modo molto acuto, un parallelo con altri aspetti della Sua vita dicendo che si sente in generale ansiosa, sotto pressione, incompetente - e generalizzando questo sentire, le proiezioni sul futuro sono inevitabilmente negative e fonte di ulteriore ansia, che mantiene un circolo vizioso. Il confronto con gli Altri peggiora ulteriormente il Suo sentirsi inadeguata e "di peso". La buona notizia è che può uscirne! Ha valutato una psicoterapia? Consentirebbe di comprendere i motivi dell'ansia alla guida rideclinandoli nel più ampio contesto esistenziale. Prenderebbero senso una serie di difficoltà e comprenderebbe cosa La mette in scacco, riaprendo possibilità esistenziali e ricostruendo un progetto identitario futuro che non sia costellato di paure e sensazioni di inevitabile fallimento. Tra i temi che approfondirebbe nel lavoro: relazioni famigliari, con il partner, con le amiche, lavoro, contesto esistenziale (attuale e passato), progetto di sè. In bocca al lupo! cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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