Rifiuto mamma

Inviata da Federica · 26 ago 2016 Psicologia sociale e legale

Mia figlia ha attualmente 23 mesi, io e il suo papà ci siamo separati che la bimba aveva neanche 15 mesi. La conflittualità tra noi è molto alta in quanto lui non accettando la nostra separazione ha pensato di farmi la guerra usando la bambina. Il suo intento è mettermela contro parlando male di me la bambina. Da quando ci siamo separati non ho mai impedito al padre di stare con la filgia ma da aprile la frequenza dei rapporti padre figlia sono nettamente aumentati . Il tribunale ha stabilito che la bambina ogni giorno deve stare metà tempo con papà e metà tempo con la mamma. Da aprile appunto la bimba passa meno tempo con me e da allora ha cambiato atteggiamento nei miei riguardi: quando torna a casa dopo essere stata con papà mi tiene il muso e non vuole che mi avvicino a lei per almeno un'oretta, appena mi vede inizia a dirmi che non vuole stare con me, e si attacca al padre mettendosi a piagnucolare...ecc.. solo dopo un po' torna ad essere tranquilla, e di solito me lo annuncia chiamando come se mi avesse vista in quel momento. Il tempo che poi trascorriamo insieme è bello e lei è tranquilla. Il problema sorge nei momenti di scambio e subito dopo.
Vorrei capire cosa fare è pericoloso che figlia fa così.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 26 AGO 2016

Gentile Federica,
purtroppo non è raro che alcuni genitori utilizzino anche i figli pur di fare la guerra all'ex partner. Dico purtroppo, perché questo non solo è spiacevole per l'ex coniuge che viene denigrato, ma non è neppure auspicabile per un figlio.
È abbastanza frequente che una bambina di quell'etá non viva serenamente il momento dello scambio e che ci metta un po' di tempo per tranquillizzarsi quando arriva il momento di stare con lei. Consideri che i bambini piccoli amano la continuitá di ambienti e di persone con cui stanno, per cui cambiare continuamente ed essere sballottati da una parte e dall'altra per loro non è facile.
Inoltre, per quanto un genitore sia in conflitto con l'ex coniuge, non dovrebbe usare il figlio e generare in lui ostilitá o timori per danneggiare o ricattare il partner. I figli dovrebbero essere tenuti al di fuori dei conflitti tra genitori. Ogni genitore, per quanto si sia comportato male come partner, non dovrebbe essere ostacolato a fare la madre o il padre, e dovrebbe farlo in una relazione di reciproca e solidale responsabilitá. È ora che il suo ex marito si assuma questa responsabilitá come genitore. Se tutto ció è impedito da rancori e dissidi, la coppia genitoriale dovrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia per arrivare a una mediazione, tenendo fuori da questo il figlio. Si faccia aiutare da amici e parenti per convincere il suo ex marito a intraprendere questo percorso, soprattutto ai fini del benessere di vostra figlia. Tale psicoterapia dovrebbe essere intrapresa al piú presto, per evitare che la bambina dubiti ancora di piú di lei e per evitare altre conseguenze negative sul benessere psicologico di sua figlia. La psicoterapia dovrebbe servire anche per far diminuire la conflittualitá tra voi e per preservare il ruolo genitoriale di ciascuno. In sintesi: cerchi di avvalersi di terapia psicologica ma anche di strumenti giuridici, per i quali le consiglio di rivolgersi al suo avvocato, per preservare il suo ruolo genitoriale e per garantire il benessere di sua figlia.
Infine quando il figlio ha effettivi problemi a vivere la relazione con un genitore in una coppia separata o divorziata, il genitore che maggiormente preserva un buon rapporto con il figlio (in questo caso lei, presumo) dovrebbe cercare di relazionarsi in modo da aiutare a migliorare la relazione con il genitore problematico.
Cerchi di fugare i dubbi di sua figlia su di lei con comportamenti da genitore responsabile e attento al suo benessere. è scontato dire che se il suo ex marito la denigra e parla male di lei, è necessario che lei non si abbassi al suo livello e non faccia altrettanto. In ogni caso la psicoterapia di coppia, per i motivi sopra citati, è a mio avviso necessaria.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

726 Risposte

2191 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 AGO 2016

Cara Federica.
la bambina mi sembra talmente piccola che non saprei quanto possa "fare presa" il "parlare male"...anche se questa è sicuramente una azione scorretta. Comunque penso che ci siano altre cose tipo il grosso cambiamento che la piccola si è trovata a fare e anche un "innato" attaccamento al padre che, peraltro è destinato ad incrementarsi nella fase edipica (dai tre ai sei anni); inoltre un disagio della piccola nell'essere staccata dall'uno o dall'altro.
Insomma vedrei molti fattori convergere nel problema.
Forse l'aiuto di uno psicoterapeuta infantile può essere prezioso qualora il problema persista e si rafforzi.
Un caro saluto

Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

3084 Risposte

6995 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 AGO 2016

Gentile Federica,
mi sento un po' di rassicurarla. L'atteggiamento che ha la sua bimba al momento del re-incontro con la mamma è quasi un abitudine per molti bimbi al rientro dal nido (bimbi figli di famiglie anche molto unite). Mettono il muso e non vogliono lasciare l'asilo. E' quasi una "punizione" per il genitore, spesso la mamma, per "fargliela pagare" dopo tante ore di "abbandono". Io, personalmente, non lo vedrei un "rifiuto della bimba per la mamma", infatti, poi, una volta passato un certo lasso di tempo, nel quale la piccola poi "infierisce" cercando coccole e protezione nel padre (facendosi vedere dalla mamma), ancora presente in casa, poi torna dalla mamma ed è serena. Vedo la situazione più come un "sono arrabbiata con te perché mi sei mancata". Per il bene della bimba, e anche vostro, di famiglia divisa, vi consiglio:
1 - una terapia di coppia per imparare a gestire e a proporvi come genitori separati, e a sciogliere tanti nodi ancora da risolvere;
2 - accogliere con serenità l'esigenza della bimba di sentirsi arrabbiata con la mamma. Glielo dica alla bimba quando la rifiuta: "Sei arrabbiata con mamma perché sono tante ore che siamo lontane? Hai ragione! Però anche papà doveva stare con la sua bambina e allora facciamo un po' per uno!"
Se la bimba si sente accolta in questa emozione vedrà che le crisi dureranno sempre meno.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

203 Risposte

233 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

27 AGO 2016

Gentile Federica,
innanzitutto lei dovrebbe cercare di non ridurre il tempo che le è stato attribuito per stare insieme alla bambina.
In secondo luogo dovrebbe parlare con il suo ex con calma facendogli capire che non si comporta da padre responsabile quando cerca di denigrarla parlando male di lei alla bambina perchè questo comportamento non fa altro che aumentare il disorientamento e la sofferenza della piccola.
Inoltre, anche se poteva essere più utile prima della separazione, può proporre al suo ex un percorso di mediazione familiare o di psicoterapia di coppia per imparare come rimanere genitori competenti e responsabili nonostante la fine della relazione coniugale o di convivenza.
Qualora il suo ex fosse sordo e refrattario a queste sue iniziative continuando nel suo comportamento irresponsabile può rivolgersi ad un legale di fiducia per cercare di fermarlo nell'interesse della tutela psicologica della bambina.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

7048 Risposte

20149 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

26 AGO 2016

Cara Federica,
il miglior modo per capire cosa sta succedendo é di mettersi nei panni della sua piccola, cercando di comprendere, per quanto é possibile, cosa senta/pensi durante questi momenti. Come vive la vostra famiglia? Come vede la mamma e il papà? Che percezione ha dei vostri rapporti e di come vi considerate a vicenda?
Ecco, io partirei da qui, dalla sua piccola, da quello che prova e in base alle sue ipotesi proverei a vedere se poi tornano e solo in quel momento penserei a come aiutarla a stare meglio con voi, perché una soluzione comportamentale senza aver prima ben compreso cosa provi la bambina non solo puó non essere utile ma potrebbe addirittura fare peggio, intensificando o confermando alcune sue convinzioni o timori.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

505 Risposte

922 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia sociale e legale

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia sociale e legale

Altre domande su Psicologia sociale e legale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 23750 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 16850

psicologi

domande 23750

domande

Risposte 85750

Risposte