Rapporto improvvisamente difficile con genitori che abitano lontani

Inviata da Lia · 22 mar 2016 Terapia familiare

Buongiorno,
avevo chiesto un vostro parere qualche tempo fa e visto che le vostre risposte mi hanno dato utili spunti di riflessione volevo scrivervi di un altro argomento che mi sta a cuore. Ultimamente ho qualche difficoltà a relazionarmi con i miei genitori e vivo spesso sensi di colpa. Per darvi un quadro generale la situazione è questa: io ho 30 anni e da quasi 5 vivo a 80 km di distanza da loro (la distanza non è grandissima ma tra il lavoro e gli impegni casalinghi/famigliari non riesco a frequentarli tanto spesso) per cui ci sentiamo soprattutto telefonicamente. Sono figlia unica e con entrambi ho sempre avuto un rapporto ottimo e loro sono sempre stati più che disponibili e generosi nei miei confronti. In questo periodo il nostro rapporto è spesso un pò teso, mi sento "attaccata" e "criticata" anche se magari non è loro intenzione, mi sento in colpa per non essere "una brava figlia" per il fatto che non riesco a dedicare loro le attenzioni che vorrei né tantomeno il tempo che non ho...dall'altra parte percepisco come "rigidità" alcuni loro atteggiamenti e alcuni loro principi che sento assolutamente irrealizzabili e poco applicabili alle mie condizioni di vita così diverse dalle loro (ad esempio mantenere in casa un ordine perfetto e degli orari ferrei..per me e il mio compagno che lavoriamo 12 ore fuori casa sembra fantascienza...mentre mia mamma essendo casalinga ha sempre organizzato la nostra vita famigliare in modo impeccabile) Questo è un esempio futile ma rende l'idea di ciò che io percepisco come "rigidità" e che si applica poi ad altri temi sui quali in linea di principio sono d'accordo con i miei genitori ma a livello pratico mi sembrano difficili da attuare per cui "faccio di necessità virtù" e mi spiace sentirmi dire "se a te va bene così...fai pure..."..non è che mi vada bene così in assoluto è che faccio come posso!!!! Non so se sono riuscita a spiegare chiaramente la situazione ma vorrei un consiglio su come fare a non sentirmi così in difetto nei loro confronti perché mi accorgo che questa sensazione contribuisce a rendere tesi i rapporti...grazie mille in anticipo a tutti!!

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Miglior risposta 31 MAR 2016

Bentornata qui da noi Kia
e, anzitutto, grazie per il tuo apprezzamento nei nostri confronti.
Hai reso bene l'idea del nuovo problema che ti trovi ad affrontare e, concordo con te, che non deve essere facile gestire questa situazione.
Da un lato i genitori che cominciano ad essere anziani "premono" per averti partecipe e vicina e per continuare ad estendere la loro presenza che vorrebbe essere utile (anche solo con i consigli) ma risulta giudicante, dall'altro tu con i tuoi impegni e la tua vita che prevede (anche necessariamente) uno stile più "easy" in casa e nell'organizzazione.
Da donna mi sembra di poterti comprendere e credo che tu sia molto brava.
Allora, quello che avverto è che tu sei ancora molto agganciata alla guida e al giudizio materno; "agganciata" in senso emotivo... prendi tutto molto seriamente e (anche da buona figlia unica) il parere di tua mamma ha molto potere su di te.
Se lei ti disapprova tu torni a sentirti come da bambina, la cosa ti mette molto disagio.
Io penso che tu non debba cambiare molto da quello che stai facendo perché in fondo fai il possibile, i tuoi genitori li senti e vi vedete ogni tanto, però devi cambiare questa dipendenza emotiva da loro , che ti rende suscettibile e permalosa.
Devi imparare a prendere i loro ragionamenti e le critiche con maggior filosofia, in fondo sono per loro (per la mamma soprattutto) un modo per sentirti ancora con loro, loro vogliono considerarti piccola.
L'importante è che tu sappia di essere cresciuta e che ti senta padrona della tua vita; lasciali dire, non prendere tutto così permalosamente e pesantemente.
Se tu cambierai atteggiamento interiore queste critiche non ti scalfiranno così tanto.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 MAR 2016

Gentile Kia,
come in tutti i problemi di comunicazione e relazione ocorrerebbe vedere se ci sono esigenze, bisogni, problemi non espressi che rendono la comunicazione stessa più difficile.
Affrontarli perciò migliorerebbe con ogni probabilità le sue difficoltà. Per accertarne l'esistenza e risolverli occorrono dei colloqui di psicoterapia, in particolare le consiglierei l'approccio della Gestalt che mi risulta molto efficace e veloce.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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24 MAR 2016

Gentile Kia,
è evidente che una donna che lavora conduce e vive la sua giornata in modo diverso da una casalinga essendovi pro e contro in entrambe le situazioni.
Per questo lei non dovrebbe sentirsi in colpa se non riesce ad essere allo stesso tempo lavoratrice e casalinga perfetta.
Quanto al rapporto con i suoi genitori, sembra che non ci siano mai stati conflitti importanti tra di voi ma soltanto, ora, una certa frustrazione da parte loro che gradirebbero qualche attenzione in più anche per il fatto che lei è figlia unica.
Forse se lei, di domenica o nei giorni festivi, riuscisse a far loro qualche visita in più ciò servirebbe ad ammorbidire la rigidità di sua madre considerando che la distanza che vi separa non è proibitiva e si può ricoprire in meno di un'ora di macchina.
In sintesi,il consiglio è di andare a trovare un pò più spesso i suoi genitori.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 MAR 2016

Gentile Kia,
i ritmi odierni sono veramente molto stressanti. Rispetto a qualche decennio fa, gli impegni si sono moltiplicati ed una persona adulta può trovare se vuole attività per aver piene le giornate dal lunedì alla domenica senza nessun problema. Forse il tempo da dedicare alla famiglia in passato era più centrale ed importante. È evidente che il suo punto di vista, può essere tranquillamente diverso da quello dei suoi genitori. L'attrito che sente dunque, non deve creare meraviglia. Se però c'è del malessere, soprattutto nel vostro rapporto che finora, mi sembra di capire non ha mai avuto nessun tipo di screzio, trovi il tempo per prendersi cura dei suoi cari. Se in questo percorso per far luce sulla situazione, volesse un sostegno esterno, sarò felice di poter esser utile. Dunque mi contatti pure se lo ritiene necessario.
Cordialmente, dottor Savasta.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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