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perché voglio pensare sempre a queste situazioni?

Inviata da Aliice19 · 17 ott 2019 Coaching

Salve,
Sono una ragazza di 22 anni. So che sarà difficile online però mi piacerebbe avere un vostro parere.
Vi spiego. Da molti anni (forse dalla prima media) ho iniziato a immaginare situazioni drammatiche e tristi. Io ricerco apposta queste immagini perché in qualche modo mi piace farlo.
Non so come è iniziata però mi immaginavo di essere sul punto di morte, oppure che qualcuno mi volesse uccidere o farmi male in qualche modo. Poi andando avanti è diventato più un immaginare di parlare con qualcuno. Molto spesso mi immagino di parlare con qualcuno di cose drammatiche anche molto lontane dalla mia vita reale, ad esempio avere un’altra età, essere in un altro posto, con genitori che non sono realmente i miei, essere maltrattata, minacciata o cose peggiori di cui anche io mi vergogno!
Da una parte io non vorrei trovare una soluzione e non vorrei mai smettere di pensare a queste cose, è diventata una sorta di dipendenza e penso anche che senza di questo le mie giornate sarebbero molto più noiose, ovvero non avrei nulla che non vedo l’ora di fare (almeno non così intensamente). Però dall’altro capisco che è un problema: ho iniziato a dormire molto più spesso (visto che immagino meglio quando sono a letto e prima di addormentarmi), non sto più di un tot di tempo in mezzo agli altri perché non vedo l’ora di poter stare da sola per potermi immaginare queste situazioni. Poi non mi sembra una cosa tanto normale, io non mi penso mai in queste circostanze però se mi soffermo a pensare che passo ore e ore delle mie giornate così invece che vivere realmente mi sento triste.
Inoltre in passato mi sono sentita molto in colpa perché non vorrei che immaginarsi certe cose sia sinonimo di volere che si avverino. Io non vorrei mai ma per qualche motivo mi piace immaginarle. Mi sono fatta molte domande e mi sono detta che potrebbe essere perché (io spero non sia così!) mi piace fare la vittima o essere compatita. Nella realtà difficilmente parlo dei miei problemi o cose brutte che mi accadono quindi non penso potrebbe essere per questo motivo.
Voi cosa ne pensate?

Se può esservi d’aiuto: frequento l’università, non ho tantissime amiche però ho una vita sociale nella norma direi, faccio amicizia abbastanza facilmente e mi piace stare con altre persone anche se mi piace, forse di più, starmene da sola. Con la mia famiglia non ho un rapporto molto stretto e spesso non andiamo d’accordo però sono delle brave persone.

Grazie per aver letto e spero di ricevere risposta.

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Buonasera Alice, da come ha descritto la situazione, potrebbe trattarsi di un modo che lei ha trovato per rendere la sua vita più interessante, un "mondo parallelo" in cui rifugiarsi per non vedere (o vedere meno) la sua vita reale, che forse non le piace e la porta a deprimersi. Una specie di pensiero compulsivo per scacciare la depressione.
Un'altra ipotesi è invece sul versante di un sintomo dissociativo, legato forse ad esperienze traumatiche E' come se dentro di lei ci fossero queste parti, questi vissuti, che però sono appunto dissociati e quindi inconsci, e lei non li vive come qualcosa che le appartiene, ma come pensieri che le vengono in mente.
Ad ogni modo, credo sia bene consultare uno psicologo e iniziare un percorso per approfondire ciò che lei ha scritto, inquadrandolo meglio anche all'interno della sua vita e della sua storia.

Spero di esserle stata d'aiuto.
Dottoressa Silia Lafortezza (Milano | Buccinasco)

Dott.ssa Silia Lafortezza Psicologo a Buccinasco

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Gentile Alice,

le rispondo partendo dalle ultime righe della sua richiesta.
Lei riconosce di non aver nessuno con cui confidarsi circa i suoi problemi o "le cose brutte che le accadono". Non ha molte amicizie ed una vita familiare che descrive come non molto accogliente e supportiva. Questa è una condizione contestuale che sicuramente ha un impatto sulla sua esperienza emotiva, ma che inoltre non le consente di chiedere aiuto quando necessario.
E' molto importante che lei stessa riconosca un elemento di problematicità in questa tendenza ad isolarsi, non tanto per il contenuto delle fantasie (che sicuramente andrebbe analizzato con maggiore attenzione) ma piuttosto per la conseguenza che ha nella sua vita. Il fatto di non vivere in modo pieno la vita sociale, le impedisce di vedere e sentire le possibilità che essa le offre. Inoltre lei afferma che non c'è nulla, nelle sue giornate, che lei non vede l'ora di fare (se non ritirarsi in queste fantasie).
Per queste tematiche, è sicuramente indicato un percorso di psicoterapia.
Sperando le sia stato utile,

Cordiali Saluti

Dott.ssa Chiara Fornoni Psicologo a Milano

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Gentile Alice,
lei paragona il suo disturbo ad una sorta di dipendenza psicologica in cui vi è almeno per adesso una componente egosintonica che è un pò più forte di quella egodistonica per cui fa fatica a liberarsene, anzi ancora la ricerca (va a dormire prima per immaginare meglio e più a lungo).
Si associano anche sensi di colpa e vittimismo che lasciano ipotizzare una tendenza depressiva e/o ossessivo-compulsiva.
Parimenti, il contesto familiare (che è sempre fondamentale nello sviluppo di certe psicopatologie!) non sembra essere favorevole o ottimale nè si conoscono le sue esperienze ed eventi di vita che possono aver inciso nell'insorgenza del disturbo.
Comunque, pur essendo il tutto vissuto prevalentemente a livello immaginativo, è vivamente consigliabile un percorso di psicoterapia, in questo caso preferibilmente ad orientamento psicodinamico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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