Perché sono indecisa quando si tratta di uomini?

Inviata da Alessia · 15 nov 2017 Terapia di coppia

Ho cercato risposta leggendo altre domande simili alla mia, ma non sono riuscita a rispondermi completamente da sola. Faccio molte considerazioni ma non riesco mai ad arrivare a una conclusione. Nella vita sono un po' indecisa in generale, bene o male dopo un po' riesco sempre a capire quello che vorrei, ma dopo averci penso fin troppo. Finché si tratta di decisioni che non riguardano la sensibilità altrui tutto ok, poi la paura di ferire o deludere mi confonde alquanto le idee. Veniamo al problema principale però: decidere con che uomo stare. A gennaio ho incontrato un uomo meraviglioso di 36 anni (io ne ho 27) e ci siamo innamorati molto. Lui ha mille cose che mi piacciono, lo stimo molto come persona: ha iniziativa, è intelligente, mi motiva a migliorarmi (cosa che dovrebbe essere importante fra partner) e ho voglia di condividere con lui moltissime cose. Dopo qualche mese è venuta fuori una certa aggressività da parte sua causata da forte stress emotivo. Ho cercato di stargli vicino ma essendo la persona più vicina lui sfogava ancora di più con me, e questo ha azzerato l'attrazione fisica nei suoi confronti, che già non era idilliaca ma comunque c'era finché c'era l'amore. Ovviamente non avevo voglia di venire incontro a una persona che si arrabbiava per stupidaggini con me solo perché sotto stress. Il suo essere sempre così irritabile o fare gesti maleducati (prendermi oggetti dalle mani, andarsene da casa dopo una discussione legata alla sfera sessuale, oppure per rabbia dare un colpo a un bicchiere che poi si è rotto) mi hanno allontanata e l'ho lasciato. Ho iniziato a frequentare un ragazzo di 33 anni che è una mia vecchia conoscenza ma col quale non avevo approfondito prima perché c'era attrazione fisica ma non fiducia. Mi sono ritrovata a parlare con lui e a desiderare un nuovo inizio con lui. Io e questo ragazzo abbiamo un'ottima intesa sessuale, anche se litighiamo, credo sia una questione ormonale. Il problema è che a volte è scostante, per fatti suoi oppure per atteggiamenti miei, e questo mi fa sentire sola. Faccio il confronto con quanto il mio ex mi completasse caratterialmente e a quel punto il mio ex mi manca..ma se tornassi con lui, oltre ad avere paura del suo nervosismo (che lui sostiene si sia calmato perché ha capito cosa lo scatenava) avrei paura di una certa delusione nella sfera sessuale. Insomma da come parlo sembra che col mio ex non ci sia nulla da fare eppure non riesco a chiuderci, anzi il confronto con lui mi manca spesso. Contemporaneamente mi piace molto quel ragazzo fisicamente ma lo giudico perché ancora non abbiamo raggiunto un'intesa, perché per il mio modo di vedere le cose se non c'è entusiasmo all'inizio come può essercene dopo? Il momento in cui più si va d'accordo, ci si cerca, ci si vuole, ci si emoziona dovrebbe essere adesso o sbaglio? Ho paura che in entrambi i casi scegliendo uno dei due mi potrei pentire di qualcosa, mentre non sarei capace di non stare con nessuno dei due, soprattutto perché il ragazzo di 33 anni abita quasi accanto a casa mia. Che considerazioni si possono trarre dai miei pensieri ingarbugliati?

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Miglior risposta 21 NOV 2017

Buongiorno Alessia, il pensiero dubitativo può essere una risorsa la dove ci aiuta ad anlizzare i fenomeni in maniera analitica, però spesso non ci permette di coglierne l'essenza, di vedere tutto ad una certa distanza. Sarebbe opportuno che lei intraprendesse un percorso con uno specialista per capire le origini di questi "incastri" di coppia e soprattutto per fare in modo che la matassa di pensieri in cui lei si sente ingarbugliata, si dipani. La dove c'è sofferenza, c'è bisogno di siuto. Un caro saluto e un augurio di trovare la serenità che cerca, a partire da se stessa.

Dott.ssa Anna Maria Cavagnetto Psicologo a Torino

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16 NOV 2017

Gent.ma Alessia, dato che chiede quali considerazioni si possano trarre dai suoi "pensieri ingarbugliati" gliene dico alcune che mi sono venute in mente: intanto sembra che tenda a sottovalutare l'aggressività, trovando una giustificazione situazionale (stanchezza, ormoni...). Mi colpisce anche che dia per scontato che per sentirsi realizzata debba necessariamente "stare" con qualcuno e in particolare con uno dei due. La paura spinge ad agire sotto ricatto, le relazioni che danno serenità ed emozioni sono quelle che nascono da una scelta libera.
Sono solo alcune riflessioni, spero che le siano utili. Invece di rimuginare tra sé e sé le potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo. Buon cammino.

Dott. Christian Giordano Psicologo a Roma

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16 NOV 2017

Gentile Alessia,
dai suoi "pensieri ingarbugliati" si può trarre una semplice conclusione: lei è molto confusa, e sta cercando una soluzione, la "risposta giusta". Purtroppo però le relazioni non funzionano come quiz televisivi, le risposte "giuste" o "sbagliate" possono essere molte, e non sempre è facile distinguerle. Lei parla di una sorta di obbligo a scegliere uno dei due uomini, ma non si percepisce dalle sue parole un interesse emotivo forte e reale, piuttosto si comprende la divisione tra attrazione sessuale e caratteriale. Potrà sembrarle banale, ma è possibile e auspicabile trovarle entrambe. Anche quando si chiede se non sia l'inizio di una relazione il momento più emotivamente colorato mostra di non pensare molto al futuro ma più al presente.
Sembra che lei abbia bisogno di tempo, da impiegare per capire sé stessa e le proprie emozioni e sentimenti, i propri bisogni e desideri. Sarebbe molto importante intraprendere un percorso con un professionista, meglio se psicoterapeuta, che possa aiutarla a fare chiarezza su di sé e sugli uomini che incontra.
Le auguro di trovare presto il tempo di prendersi cura di sè.

Dott. Gianclaudio Plebani Psicologo a Castegnato

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16 NOV 2017

Cara Alessia, quando si fa una scelta c'ė sempre qualcosa che si lasca o a cui si rinuncia, e bisogna predersi la responsabilità di ciö. Sembra da come si racconta che in entrambe le situazuoni manchu qualcosa: da un lato intesa sessuale, dall'altro fiducia e complicitá caratteriale. Dice che deve per forza scegliere tra uno dei due: perché non puó prendersi del tempo per stare da sola e capire cosa vuole da una relazione? Che timori ha? Si fermi un attimo e si chieda realmente cosa vuole da se stessa e dall'eventuale uomo che si immagina al suo fianco. Auguri

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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