Pensieri intrusivi, angoscia, ansia

Inviata da Anita · 22 gen 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Sono una studentessa e vivo momentaneamente fuori per finire un Erasmus in Spagna. In particolare, dovrò stare qui ancora un mese. (Premetto che prima di venire qui avevo raggiunto il mio equilibrio psico-fisico: soddisfazione, leggerezza, sicurezza di me stessa)
Quando sono arrivata, ero tranquilla e volenterosa nel voler scoprire e vivere la città. Poi successivamente, non ne sono stata più così entusiasta, forse perché avevo aspettative troppo alte nei confronti della città, forse perché non mi piace l'università, né le persone, né l'ambiente che frequento.
A novembre è venuta a trovarmi la mia ragazza per un mese: abbiamo fatto molte cose ed è stato intenso. Un paio di settimane prima che andasse via, ho cominciato a provare forte angoscia incontrollabile, crisi di pianto e ansia: non perché lei se ne andasse (visto che ci saremmo viste per natale) ma perche io fossi obbligata a restare in questo posto.
Ho cominciato a provare un vuoto totale. Con il passare dei giorni, le cose sono peggiorate: attacchi di panico, angoscia, tristezza acuta. Ho cominciato a non voler fare più niente, né a voler vedere nessuno. Tutto ha cominciato a farmi provare angoscia. Ma il peggio sono stati i pensieri intrusivi: nonostante avessi l'unico desiderio di voler tornare a casa dalla mia famiglia e dalla mia ragazza, ero tartassata da interrogativi: e se volessi rimanere qua? E se rimanessi qua? E se non ce la facessi a partire quando dovrò tornare a casa? E se qualcosa mi bloccasse?
Sono stati tra i venti giorni peggiori della mia vita: rinchiusa in casa, nel letto, senza mangiare e presa da attacchi di panico. Il punto è che non riuscivo a capirne il motivo, visto che ero cosciente del fatto che sarei tornata a casa per le vacanze.
Quando poi è arrivato il momento di tornare a casa, già all'aeroporto mi sono risentita me stessa e il tempo trascorso ha fatto tornare la versione normale di me: spensierata, positiva, determinata.
Di tanto in tanto, però, avevo questi flash sul fatto che sarei dovuta tornare in Spagna che mi provocavano un vuoto di stomaco ma cercavo di non pensarci. Purtroppo sono dovuta partire per tornare qui e nonostante so bene che si tratta solo di un mese e poco più, sono ripiombata nell'ansia e nei pensieri intrusivi. Le mie giornate sono scandite dalla paura e dall'ansia di stare in questo posto, dalla solitudine più acuta.
Non voglio neanche più frequentare le mie colleghe perché anche loro mi provocano angoscia come tutto qui. Quando cerco di dirmi che passerà e non importa che io stia così perché è solo un momento provvisorio, mi vengono le ansie perché mi sembra di non vivere bene un'esperienza, poi mi chiedo se in fondo va bene così oppure se è l'ansia stessa a provocare questo malessere e vivo con l'ansia costante che possa succedere qualcosa che mi faccia cambiare idea e rimanere qui.
Io voglio solo tornare alla mia vita, dalla mia famiglia e dalla mia ragazza.
Non sto vivendo, sto sopravvivendo.

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Miglior risposta 23 GEN 2020

Salve, sarebbe utile capire cosa intende per paura che qualcosa le faccia cambiare idea. Cosa intende?

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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23 GEN 2020

Buonasera, sicuramente cambiare luogo non è facile ancor più se si va fuori dalla propria nazione, bisogna cominciare tutto da zero, compresa la lingua, tutto cambia e non sempre è facile adattarsi. Capita poi che i nostri pensieri aimé non sono ci sono sempre amici, quindi non ci fanno vedere la realtà per ciò che realmente è, ma filtrata come se avessimo delle lenti colorate che ci alterano la percezione. Il consiglio che posso darti è quello di contattare uno psicologo che ti aiuti a ritrovare un po' quell'equilibrio che hai perso in questo periodo, puoi trovarlo o direttamente lì oppure qualcuno che ti segua via Skype con consulenze online

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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23 GEN 2020

Gentile Anita,
l'esperienza di ritrovarsi in un paese straniero e lontano dovendo gestire la propria vita senza il supporto e il contatto con le persone care può disvelare una fragilità strutturale di fondo della personalità che nel suo caso tende verso il disturbo ossessivo-compulsivo.
Le cause di questa fragilità sono da indagare, analizzare e sanare in un percorso di psicoterapia che le consiglio di intraprendere senza indugio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicxoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 GEN 2020

Cara Anita, le propongo di rileggere la sua frase: "vivo con l'ansia costante che possa succedere qualcosa che mi faccia cambiare idea e rimanere qui". Qui si può ritrovare l'enigma del suo sintomo. L'unico affetto che non mente è l'angoscia, al di là della quale spesso si cela il desiderio.
È un momento importante della sua vita, serve che si faccia sostenere nel poter guardare alla sua verità con coraggio.

Resto a disposizione
Buona giornata
Dott.ssa Ospite

Dott.ssa Maria Rosaria Ospite Psicologo a Roma

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22 GEN 2020

Gentile Anita,
quando si va in un altro paese ci è richiesto di ambientarci velocemente, comprendere la lingua, la cultura e le abitudini, che possono essere diverse da quelle del proprio paese. Per alcuni ambientarsi è difficile, alcuni soffrono di nostalgia e soffrono per la mancanza delle persone a loro care, questo può provocare insonnia, ansia, inappetenza e depressione.
Potrebbe aiutarla a pensare che è solo una fase temporanea della sua vita, non dovrà rimanere lontana dalla sua famiglia, dalla sua ragazza e dagli amici per sempre. Cerchi di portare con sé alcune cose a cui tiene, che la fanno sentire a casa, per alcuni mangiare i cibi che si mangiano a casa è importante, guardare film in italiano, mantenere almeno telefonicamente il contatto con le persone a cui tiene.
Se ha delle domande mi scriva pure un messaggio privato,
Saluti Sara Vassileva psicoterapeuta Genova

Dott.ssa Sara Vassileva Psicologo a Genova

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