Non so quello che voglio: che cosa studiare?

Inviata da Marty il 14 feb 2013 5 Risposte  · Orientamento scolastico

Gentilissimi dottori,
sono una ragazza di 21 anni che si è diplomata 2 anni fa con degli ottimi voti; non ho mai considerato l'idea di smettere di studiare o prendermi pause dopo la maturità perché sono convinta che sia un'occasione, quella di studiare, che (se si ha voglia ovviamente) va sfruttata senza darla per scontato. Così dopo le superiori ero sicura di voler continuare a studiare seguendo peraltro lo stesso percorso scelto per le superiori.Così a settembre del 2010 mi sono iscritta all'università e in contemporanea ho iniziato un corso di danza professionale che mi impegnava tutti i giorni.
In realtà mi sono scoperta poco volenterosa di rimettermi subito in carreggiata e questo, sommato al fatto che l'università alla quale mi ero iscritta si era rivelata una delusione, che il ballo era impegnativo più di quanto avessi pensato e una serie di problemi relazionali hanno fatto sì che dopo un mesetto iniziassi a sentire un malessere molto forte che mi spingeva a saltare le lezioni e a restarmene a casa e a voler principalmente stare con gli amici per non pensare a niente. Fortunatamente passato il picco del disagio ho riniziato a essere tranquilla e a voler invece dimostrare a me stessa (e a mia mamma che mi aveva criticata molto in quel periodo e fatta sentire un peso) che potevo realizzare la brillante carriera universitaria che avevo sempre sognato.
Nei fatti però questa volontà non sono riuscita a metterla in pratica per bene, non so esattamente per quale motivo.Trascorso un anno accademico e parlandone con più persone ho iniziato a chiedermi se non fosse il caso di cambiare università, visto che di fatto non mi trovavo in quella scelta. Così a settembre, poco convinta, ho fatto un test d'ingresso che però non ho passato. Sapendo che anche per quell'anno sarei stata impegnata col ballo decisi di restare sempre alla facoltà scelta per darmi un'altra opportunità, rimandando un cambio a quando avrei finito il corso professionale di ballo e avrei dunque avuto più tempo libero.
Così sono rimasta un altro anno nella facoltà iniziale, ma anche quella volta dedicandomici poco e con poca convinzione.Ero decisa a ritentare e passare il test che avevo fatto anche l'anno prima ma che avevo preparato poco e nulla, così ho passato l'estate a studiare con molta fatica ma contenta perché intravedevo la possibilità che si sbloccasse una situazione che sentivo ferma da tempo.
Non sapevo bene cosa avrei fatto se non avessi passato il test, ma ero certa di voler ricominciare e venire via da quella facoltà lì;mi iscrissi anche ad un altro test per aprirmi più possibilità ma la priorità rimaneva sul primo del quale ho scritto.
Purtroppo le cose non andarono per il meglio:passai al test "meno importante" ma non a quello per il quale avevo sacrificato l'estate...ci rimasi malissimo mettendo in dubbio le mie capacità ancora di più di quanto non lo facessi già.
A quel punto potevo scegliere di aspettare un altro anno nell'ottica di tentare per la terza volta il test magari seguendo un CdL che poteva darmi delle basi per affrontarlo al meglio oppure tentare con la facoltà della quale avevo passato il test.
Aggiungo che in seguito a un'esperienza negativa avevo scelto di non proseguire nel corso professionale di ballo e che quindi volevo veramente dare la priorità alla questione universitaria.
La scelta mi ha fatta stare malissimo perché non riuscivo veramente a capire cosa potesse essere meglio per me e tutt'ora se dovesse ricapitarmi non lo saprei ma sicuramente non mi piaceva il fatto di essere già indietro di 2 anni, così alla fine ho deciso di prendere la facoltà della quale avevo passato il test.
All'inizio ero abbastanza convinta ma dopo neanche un mese ho riniziato a stare male, a pensare che forse era meglio l'altra scelta e che forse questa non era quella che realmente volevo;ho ricominciato ad avvertire il solito senso di fallimento ed inutilità e la mancanza di motivazione..sono arrivata a stare veramente male fisicamente..ho continuato a guardarmi intorno e così alla fine, consapevole che rischiavo di rimanere di nuovo bloccata a metà e di farmi peggio che meglio ho deciso di prendermi la responsabilità di quello che sentivo ed ho di nuovo cambiato università, scegliendo il corso di laurea dal quale ero venuta via ma in un altro ateneo, che mi era sempre sembrato bello ma che non avevo mai potuto scegliere per motivi di tempo.
Adesso però sono riapprodata al solito punto e mi sento ancora più demoralizzata:penso di aver fatto male a venire via dall'altra facoltà per svariati motivi, dal fatto che in realtà c'erano certi percorsi che potevo fare al fatto che era nella città in cui vivo e senza frequenza obbligatoria, il che mi avrebbe permesso di lavorare e magari ricominciare a ballare;mi sento uno schifo perché mi sembra che tutti intorno a me si muovano mentre io resto ferma;non sto ballando né facendo altro e questo mi fa stare male;e mi sento in colpa da morire per i miei genitori.Non vedo soluzione da poter applicare immediatamente a questo problema se non quella di stringere i denti e aspettare la conclusione di questo anno per poi magari ricambiare oppure mollare tutto e trovarmi un lavoro fino a che non mi sono chiarita le idee:entrambe le soluzioni implicherebbero perdere ancora altri anni e non voglio davvero, perché voglio veramente studiare e non so se ne avrò sempre l'opportunità.
Sto veramente male e mi sento disperata, come posso fare?

amici , capire

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Cara Marty, il momento che stai passando non e' facile. Si tratta di un passaggio da una condizione protetta, quella della scuola, a una condizione in cui e' richiesta una maggiore autonomia. In altri termini, stai entrando nel mondo degli adulti, fatto di scelte e di responsabilità, e forse hai timore di sbagliare. Il fatto che tu ti sia diplomata con ottimi voti la dice lunga sulle tue competenze e le tue potenzialità, per cui ti invito a non autosvalutarti. Sembra, anzi, che tu tenda a un certo perfezionismo per cui pensi di poter arrivare alla scelta ideale che, nella realtà, difficilmente succede. Ovviamente, non posso esprimermi su questa scelta, anche perche' manca una conoscenza approfondita, ma posso invitarti a fare un po' di chiarezza in questo momento di passaggio molto delicato. Se hai amici o persone fidate, esponi i tuoi problemi, altrimenti considera di trovare un buon consulente psicologo che si occupi di orientamento allo studio . Con molti auguri, dott.ssa Elisabetta Scolamacchia

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Non studiare, non è un obbligo morale. Devi farlo se vuoi, pensaci, ma se capisci che proseguire con gli studi non è quello che vuoi, nulla ti obbliga.
La tua vita non fallirà, anzi, rischi di rovinartela proprio costringendoti a fare qualcosa che non desideri. Affronta a viso aperto la questione, abbi il coraggio di chiederti cosa vuoi fare della tua vita. Non avrai mai nessuna risposta che possa valere di più di quella che darai a te stessa.

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21 LUG 2014

Leonardo

Cara Marty,
il passaggio all’Università non è sempre semplice. Spesso si hanno diverse aspettative e alcune volte si resta delusi, per svariati motivi. Non è facile scegliere il proprio futuro su due piedi, e ci si può sentire persi quando una strada che sentivamo nostra poi non ci corrisponde più. Comprendo il malessere associato al tempo che passa e alla tua sensazione di restare immobile, tuttavia fare scelte d’impulso solo per tenersi occupati non è sempre la soluzione più giusta. Ora hai un po’ di tempo fino all’inizio del nuovo anno accademico, per cui potresti sfruttarlo per fare chiarezza sui tuoi obiettivi, sul percorso universitario e su tutti gli altri dubbi e timori che ti causano questo disagio. Ci sono professionisti psicologi, che si occupano di consulenza rispetto all’orientamento universitario e professionale, ma nel caso non ce ne fossero nella tua zona, anche degli incontri con uno psicologo, non specializzato in questo, ti aiuterebbero comunque a capire meglio come proseguire e quale strada intraprendere.
Quello che mi sento di dirti, e che mi ha colpito, è il tuo ritiro dalla tua altra passione, la danza. Nei momenti difficili si ha maggiormente bisogno di valvole di sfogo e di momenti ricreativi; non lasciare che una brutta situazione di stallo, vada ad intaccare anche altre aree così importanti della tua vita.
Un saluto, e in bocca al lupo per tutto!
Dott.ssa Chiara Francesconi

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19 FEB 2013

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Cara Marty, comprendo la tua sofferenza e il tuo disorientamento rispetto a questo percorso così tortuoso e che può apparire inconcludente. In realtà ti sei confrontata con una serie di situazioni che hanno messo in luce punti di forza (certamente la determinazione a voler studiare, attività alla quale giustamente attribuisci grande valore, e a voler trovare una tua strada) e di miglioramento (ad esempio una più approfondita valutazione delle risorse di vario tipo (tempo, energia, ecc.) di cui disponi o meno. Credo che in queste situazioni possa essere utile un confronto con un professionista competente in orientamento scolastico e professionale che ti aiuti a leggere la situazione da un'altra prospettiva, ad individuare con più precisione i tuoi obiettivi, ad apprezzare gli apprendimenti che hai tratto anche dalle esperienze negative e ad incanalare in modo efficace i tuoi sforzi davvero ammirevoli.
Ti faccio i miei migliori auguri ed incoraggiamenti! Dott.ssa Maria Cristina Zunino

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18 FEB 2013

Logo Dott.ssa Maria Cristina Zunino - Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Maria Cristina Zunino - Psicologa Psicoterapeuta

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Cara Marty,
la prima domanda che vorrei porti è "cosa vuoi fare da grande ?". Quando hai deciso d'iscriverti alla prima facoltà, cosa avresti voluto diventare ? Sebbene la facoltà possa essersi rivelata una delusione, puoi chiederti se l'obiettivo finale sia rimasto lo stesso (diventare un determinato professionista).
Nella scelta universitaria la premessa è chiarirsi su cosa si vuole diventare dopo e se il tipo di lavoro per cui ci si forma è in linea con le proprie risorse e capacità.
Dato che ci sono ancora alcuni mesi prima del nuovo anno accademico, ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo, per fare chiarezza dentro di te su cosa è veramente importante ed identificare aspettative e risorse su cui costruire il tuo futuro professionale.
In bocca al lupo
Dott.ssa Cristina Mencacci

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18 FEB 2013

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