nido problemi di inserimento e vomito

Inviata da Tamara · 30 nov 2012 Psicologia infantile

Salve, sono la mamma di un bambino di 2 anni e 4 mesi...da settembre di quest'anno lo abbiamo scritto ad un nido, anche dietro parere del pediatra che ci consigliava di farlo stare il più possibile con i sui coetani.
ha frequentato il primo mese...piangendo disperato, a volte venivo chiamata per andarlo a riprendere.....le altre volte mi veniva detto che il bambino non socializzava, che restava attaccato alle maestre e li restava fino a quando non lo si andava a prendere, poi sono cominciate le malattie, quindi ai già conosciuti problemi di inserimento si aggiungeva il fatto che stando a casa ammalato si abituava a restare lì e ogni volta il rientro al nido era un trauma.....facendo praticamente 4/5 giorni di scuola e 10 a casa....
ora da una settimana ha ripreso.....continua a piangere disperato ogni volta che lo lascio....e ora dal pianto forte mi vomita, questo è accaduto 3 mattine su 5 ....poi si calma e sembra che giochi anche con altri bimbi, mangia a scuola, e le maestre dicono che mangia tutto.
mi chiedo se è il caso di insistere con il nido o lasciar stare.
la mia scelta del nido era solo per cercare di farlo restare con suoi coetani in attività ludiche...cosa che non mi sembra ad oggi aver avuto nessun vantaggio anzi.
sono molto sconfortata e non vorrei magari non prendere accuratamente in considerazione un suo disagio....
vi ringrazio per ogni vostro consiglio in merito.

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Miglior risposta 4 DIC 2012

Cara Tamara, mi permetto di dissentire dai colleghi relativamente a ciò che credo stia accadendo fra te e il tuo piccolo. Da ciò che racconti i segni di disagio che mostra sono evidenti e sembrano peggiorare sempre più: ciò è perfettamente sano poichè tuo figlio sta uralndo a gran voce che in quella situazione sta male! Ogni bambino segue un proprio percorso evolutivo acquisendo abilità e competenze che vanno riconosciute e rispettate. I nostri cuccioli non sono animali da ammaestrare facendo loro accettare a tutti i costi un' "educazione" che spesso va a vantaggio più della società che di un suo sano sviluppo. Come tu stessa osservi il piccolo non sembra ancora interessato alla
socializzazione con i coetanei e soffre nello starti lontano:bene, anche ciò è perfettamente sano! Esiste un'ampia letteratura che afferma che i bambini prima dei tre anni hanno prevalentemente bisogno delle proprie figure di riferimento con cui creare una buona relazione di attaccamento che gli consenta poi di separarsi e di costruire la propria autonomia. Fidati del tuo intuito di madre e soprattutto del tuo piccolo, se lo ascolti imparerà non che può fare ciò che vuole ma che ciò che sente ha un valore, che i propri bisogni sono accolti e soddisfatti e soprattutto che la sua rabbia può essere espressa senza che ciò venga punito o interpretato come un "capriccio"! Vedrai che fra un pò sarà lui stesso ad interessarsi al gioco con i coetaeni e alla relazione con loro. Se ne hai modo ti suggerisco di rimandare di un pò l'ingresso a scuola...se credi scrivici ancora.
Un saluto.
Dr.ssa Annalisa Murolo

Centro Di Psicologia E Psicoterapia La Fenice Psicologo a Roma

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4 DIC 2012

Buongiorno Tamara,

comprendo la preoccupazione per il suo piccolo che appare triste e spaventato di fronte alla separazione dalla figura materna, la più importante della sua vita.
Trovo che sia sbagliato pensare che gli adulti possano prescrivere la crescita dei bambini, ogni individuo infatti raggiunge le tappe evolutive a seconda delle proprie necessità.
Le consiglio un inserimento graduale di poche ore al giorno per poi aumentarle in base alle esigenze di suo figlio. È importante che entrambi viviate questo primo distacco nel modo più sereno possibile; il suo bambino dovrà con il tempo comprendere che la sua mamma tornerà sempre a prenderlo e che l'ambiente in cui lo lascia non è cattivo né pericoloso come ad oggi gli appare.

Dott.ssa Chiara Dionigi Psicologo a Milano

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3 DIC 2012

Cara Tamara,
la sua preoccupazione è lecita, ma ritengo che sia giusto tranquillizzarla a riguardo: i bambini esprimono una protesta quando si staccano dalla famiglia e ancora di più quando si staccano dalla figura materna.
Il nido rappresenta il primo momento di questo distacco ed è chiaro aspettarsi comportamenti di disagio e/o rabbia nei bambini.
L'inserimento al nido è per tutti i bambini difficile, in misura diversa a seconda del bambino, proprio perchè è la prima volta che il bambino viene allontanato per tanto tempo dai propri genitori o da chi se ne prende cura. Il bambino non sa che la mamma lo fa per il suo bene e si dispera perchè l'unica cosa che sa è che la mamma non è lì con lui.
Inoltre, spesso, alcuni bambini svolgono anche una funzione di "angeli custodi" nei confronti di un genitore, e quindi sentono il "dovere" di non lasciarlo perchè altrimenti poi il genitore sta male.
Il mio consiglio è di comunicare al bambino, prima di portarlo all'asilo, che lei è serena e felice perchè sa che lui giocherà, starà con gli amichetti e con le maestre, mangerà e dormirà con gli altri bimbi e sarà felice, così come è felice anche lei. Inoltre, al rientro dall'asilo, potrebbe domandargli com'è andata, che giochi ha fatto, ed esplicitare la sua felicità.
Faccia trascorrere un pò di tempo e vedrà che il bambino, stando più tranquillo, comincerà anche a giocare e a socializzare con gli altri amichetti di classe.
Sono a disposizione per chiarimenti e/o consulenze.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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3 DIC 2012

Cara Tamara,
è lecito che lei si preoccupi per suo figlio, ma non ritengo ci sia da aver paura per tali comportamenti: il bambino è abituato a star con lei a casa, e quindi protesta perchè si rende conto che all'asilo, pur essendo un luogo dove ci son giochi e amichetti, la mamma non c'è. L'inserimento è complicato per molti bambini, anche se in misura diversa.
Le suggerisco di comunicare al bambino, al mattino, prima di uscire da casa, che lo sta portando all'asilo dalle maestre e dagli amichetti, e che all'asilo giocherà con tanti giochi e sentirà tante belle canzoncine.. Gli comunichi che lei è a casa che lo aspetta serena e felice, perchè sa che lui si divertirà tanto. Spesso i bambini sentono il "dovere" di non lasciare da soli i genitori, e insistono col rimaner con loro anche se invece si divertono di più in un luogo diverso. Sono una sorta di angeli custodi dei genitori.
Comunichi a suo figlio la sua serenità e la sua gioia nel sapere che il bambino è all'asilo e gli chieda al mattino di ricordarsi tutti i giochi, così potrete farli insieme a casa al suo rientro..
Sia fiduciosa, il bambino esprime il disagio tipico di un bambino che comincia a distaccarsi dalla figura materna.
Sono a disposizione per chiarimenti e/o consulenze.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

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3 DIC 2012

Gentile Tamara,
è fisiologico che i bambini possano far fatica ad accettare un cambiamento in una quotidianità che li rassicura, quale è il passaggio dallo stare a casa alla frequentazione di un ambiente nuovo con persone nuove, e che soprattutto comporta la prima separazione dalle figure di riferimento. Le reazioni di rifiuto e di disagio che i bimbi manifestano hanno l'inevitabile conseguenza di mettere in crisi anche la scelta dei genitori di inserirli al nido o alla materna, provocando sofferenza e spesso anche sensi di colpa nei genitori stessi. Poichè quello della separazione è un momento molto delicato, è importante che le decisioni in questa fase siano portate avanti con fermezza anche per trasmettere al bambino la sicurezza del fatto che i genitori siano convinti di agire nel suo interesse: se mamma e papà si sentono tranquilli, veramente e in maniera sentita dentro, i bambini lo percepiscono e si calmano a loro volta. Per questo motivo, qualora dovesse riscontrare una sua difficoltà ad affrontare questo delicato e difficile momento, non esiti a contattare uno professionista che si occupi di infanzia e di genitorialità; la vostra situazione è molto comune e può risolversi in maniera fluida e forse più in fretta se trovate un aiuto competente che vi possa supportare. Se lo desidera, sono a sua disposizione, mi contatti pure. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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3 DIC 2012

Buongiorno Tamara, il bambino sta mostrando forti segnali di disagio, forse non era pronto per andare al nido, forse l'inserimento non e' stato fatto nel modo giusto, forse fa fatica a relazionarsi... in qualunque caso le consiglio una consulenza presso uno/a psicologo dell'eta' evolutiva per approfondire cosa succede al suo bimbo e cosa lo mette tanto a disagio... cordiali saluti.
Dott.ssa R.M. Scuto

Dott.ssa Rosa Michela Scuto Psicologo a Pontedera

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3 DIC 2012

Cara tamara sembra che l'inserimento proceda, anche se con grandi difficoltà per entrambi. le prime separazioni possono essere estremamente difficili, per il bambino ma anche per la mamma, anzi i due aspetti sono connessi e reciprocamente influenzantesi.
tuttavia dei progressi nell'inserimento ci sono stati: gioca con gli altri, mangia il suo pasto il che non è poco, mi creda! io le consiglierei di continuare, magari facendolo stare al nido solo la mattina, non la giornata intera, sempre che le sia possibile a livello organizzativo. Per i bambini è importante il rapporto e il confronto coi pari, per quanto possa essere un terreno difficle di esplorazione, rappresenta l'alba dell'autonomia del suo bambino.
un caro saluto e in bocca al lupo per tutto

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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30 NOV 2012

gentile Tamara, la situazione di suo figlio , a dispetto del dispiacere che da entrambi è provato, in realtà è molto naturale: è un comportamento di protesta che hanno i bambini, in fondo è la prima separazione dalle figure di riferimento.
Interrompere ora non sarebbe produttivo, perchè l'apprendimento che ne farebbe suo figlio è che disperarsi dal pianto, stare male fisicamente sono dei buoni mezzi per ottenere quallo che desidera, ovvero la vicinanza.
L'inserimento a tempi sempre maggiori è stato fatto adeguatamente? e come è andato?
Un piccolo stratagemma può essere consegnare al bambino un oggetto da portare in asilo che gli ricordi i momenti passati con la mamma a casa; inoltre un momento per fare palestra è la sera: questa è infatti un'altra situazione delicata di separazione. Anche qui quando si decide di far dormire il bambino nel suo letto è consigliabile non cedere ai pianti disperati.
In realtà il vero momento di separazione lo deve vivere lei, mia cara mamma!
I bambini hanno un comportamento di protesta, ma questo viene esacerbato se percepiscono ansia nella mamma! se suo figlio vede il suo viso preoccupato, magari lo è sia perchè le dispiace lasciarlo all'asilo, sia perchè vorrebbe che il distacco fosse sereno, interpreta automaticamente quall'ansia in questo modo:"se la mamma è preoccupata allora c'è un pericolo a star qui da solo".
spero che queste parole le facciano fare una riflessione su quanto è pronta a separarsi lei da suo figlio, perchè questo distacco prima di essere fisico deve essere mentale per la madre; le dirò di più, ogni passaggio importante per suo figlio dovrà prima viverlo e esserne pronta per prima lei fino in fondo, e mi riferisco allo svezzamento, al pannolino da togliere ecc.
Le faccio tanti auguri.
D.ssa valentina strippoli
psicologa psicoterapeuta fano

D.ssa Valentina Strippoli Psicologo a Fano

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