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Mi aiutate a capire il comportamento di mia madre?

Inviata da Ragazza triste il 19 ago 2015 Terapia familiare

Salve,
sono una ragazza di 36 anni, da 11 fidanzata con un ragazzo bravissimo. I miei genitori, ma soprattutto mia madre, non lo hanno mai visto di buon occhio e hanno fatto di tutto per ostacolare la nostra relazione. Per anni ho subito critiche e dispetti, quasi portandomi all'esaurimento, da cui io ho sempre cercato di difendermi e ho sempre cercato di difendere la persona buona che è il mio compagno.
L'unica "colpa" che gli si può imputare è forse il fatto che, avendo perso il papà a 20 anni, ha sempre dedicato tanto tempo a sua madre, forse non rendendosi conto che io ne avrei potuto soffrire. Ma io ho sempre cercato di capire la situazione, anche magari a mio discapito, ma sempre pronta a giustificare in questo modo qualche sua mancanza.
Per il resto lui, che ora ha 41 anni, è un bravissimo ragazzo, di una bontà e una generosità di pochi, pronto sempre ad aiutare i suoi familiari.
Purtroppo a causa di questo "problema" se così si può chiamare e soprattutto per colpa mia che ho sviluppato nei primi anni una gelosia nei suoi confronti oltre i limiti, abbiamo litigato per ben 6 anni. Sono stati anni durissimi che hanno messo a dura prova il nostro rapporto di coppia, ma lui non mi ha mai lasciata, nonostante litigassimo sempre. 4 anni fa abbiamo deciso di fare il grande passo della convivenza, anche per vedere se le cose potessero migliorare o per renderci conto che invece non eravamo fatti l'uno per l'altra.
E stranamente, contrariamente alle aspettative di tutti, siamo riusciti piano piano a crearci un nostro nido, dove poterci "difendere" e racchiudere giorno per giorno. Ovviamente i miei sempre agguerriti e sempre spudoratamente contro, mettendo (mia madre) bocca su ogni cosa, criticandoci in continuazione e creando situazioni sempre più difficili da gestire.
Il mio compagno sempre zitto per quieto vivere, anche 3 anni fa, quando alla nascita del nostro primo figlio, ci siamo visti rovinare da lei un evento così importante e straordinario. Abbiamo pianto per mesi e mesi, prima di risolvere alla meno peggio, sempre per quieto vivere.
Intanto in me iniziava a farsi strada un forte senso di vergogna e imbarazzo verso mia suocera e la famiglia del mio compagno, basiti per tutti i comportamenti dei miei genitori e di mia madre.
Neanche la nascita di nostro figlio ha portato pace nella nostra famiglia, anzi, i rapporti tra il mio compagno e mia madre si sono sempre più inaspriti, fino a quando, dopo 10 anni di rapporto, il mio compagno non ce l'ha fatta più a sopportare e ha iniziato a parlare, somatizzando tutti i nervosi di questi anni.
Si è come aperto un vaso di Pandora, che mi ha travolto completamente, facendomi sprofondare in un incubo dal quale non riesco ad uscire. Dopo l 'ennesima lite con mia madre, abbiamo deciso di allontanarci. Il mio compagno definitivamente, mentre io, in una situazione affettiva un po' diversa da lui, visto che erano i miei, con l aiuto di mia suocera, dopo 6 mesi di lontananza, mi sono riavvicinata a loro, soprattutto per il mio bimbo a cui mio padre è sempre stato particolarmente legato.
Ma c'è anche da dire che anche io ho cominciato ad accusare fisicamente tutti i nervosismi delle liti passate con i miei, arrivando ad un livello di esasperazione che mi faceva urlare come una forsennata a squarciagola tutta la mia rabbia, quando cercavo di fare dei discorsi con loro, per fargli capire che io avevo una famiglia formata da me, il mio compagno e mio figlio e che dovevano rispettare la mia casa e i 3 componenti che la abitavano.
Ho sempre incontrato una resistenza infinita, nonostante i miei pianti, i miei vomiti (stavo malissimo per il nervoso), le mie ansie di riuscire a risolvere questa situazione, le mie notti insonni, i miei digiuni...e un bimbo piccolo a cui pensare.
A gennaio 2015 il mio compagno è finito in ospedale per il nervoso e mia suocera mi ha fatto approfittare di questa brutta situazione per portare il mio bimbo dai miei genitori e ricominciare un rapporto, nonostante il mio compagno non fosse d'accordo. E così, piano piano e con molta lentezza, abbiamo ricominciato a rivederci con i miei, ma solo io e il mio bimbo.
Il mio compagno non ha mai voluto che nostro figlio frequentasse i nonni materni, asserendo che per viversi il figlio dovevano rispettare prima di tutto il padre e la madre.
Ma nonostante questo io continuavo a vederli, ovviamente sempre grazie a lui che me lo permetteva, dopo insistenti preghiere, pianti e vomiti. E siamo arrivati ad agosto, dove per l'ennesima stupidaggine, mia madre, che non ha mai apprezzato come, nonostante tutto, il mio compagno gli permetteva di vedere me e il nipote, ha provocato l 'ennesima lite, che si è conclusa di nuovo col suo allontanamento da me e mio figlio. Mio padre in tutto ciò è sempre stato succube di mia madre e, come me, non è mai riuscito a tenerla a bada e ad imporsi, nemmeno di fronte al bene per una figlia e il nipote.
Infatti il mio compagno lo salva, dicendomi che mia madre non dovrà più vedere me né il nostro bimbo, che lei non deve frequentare la nostra casa e che solo mio padre, se vuole, è libero di vederci. Mia madre ha rovinato la serenità della mia famiglia, della mia casa. Ha rovinato la serenità della mia vita, della mia persona, rendendomi fragile e profondamente triste.
Non capisco come può una madre non accettare una situazione per il bene della figlia e del nipote. È più forte l'odio insensato e distruttivo verso il genero del tacere per quieto vivere. Non capisce che ogni dispetto, ogni mancanza, ogni gesto contro di lui, si ritorce contro di lei per prima e poi contro mio padre e me. Che non vede più il nipote.
Oggi io sono una mamma bis, incinta al 4' mese, aspettiamo il nostro secondo bimbo. Neanche questo la ferma, la fa riflettere, le chiude la bocca.
Mi ha scatenato l'ennesima lite non pensando al mio stato. Per me è tutto difficile e sono oramai con le spalle al muro.
Sono disarmata. Non so più che fare e pensando di aver fatto veramente di tutto per risolvere una situazione praticamente irrisolvibile, accetto passivamente tutto quello che succede a mio discapito perché sono rimasta sola, senza la vicinanza e l'appoggio di una mamma, senza poter frequentare liberamente e normalmente la sua casa con mio figlio, senza avere una vita e una famiglia normale.
Mi viene solo da piangere e mi sento abbandonata dai miei genitori, mi sento sola per colpa loro. Non mi hanno mai dato un appoggio, non mi hanno mai trasmesso tranquillità. Mi chiedo perché, me lo chiedo tutti i giorni e sono anni che non trovo risposte e vivo male. Lo chiedo a voi, ditemelo voi.
Ora provo una vergogna indicibile verso mia suocera e le mie cognate per quello che è successo, mi vergogno dei miei, di mia madre per i suoi comportamenti, per la sua boccaccia, per quello che ha provocato in tutti questi anni, nel vedere che il mio compagno sta male fisicamente per colpa sua.
Tutti mi hanno detto di fare croce sopra, ma io nonostante provi una rabbia spropositata verso di lei, non riesco.
Aiutatemi, ho bisogno di un consiglio. Il mio compagno mi ha ammonito dicendomi "Non farmi arrivare a dirti scegli o me o loro".
Vi chiedo aiuto. Aiutatemi a capire.
Grazie di cuore.

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Cara "ragazza triste",
capisco tutta la sua odissea anche se non mi è molto chiaro il motivo vero e fondante dell'astio di sua madre nei confronti del suo compagno.
Penso però che nessuno dovrebbe diventare il principale nemico di se stesso; abbiamo, se mai, il diritto/dovere di difenderci dagli attacchi altrui ma è insensato farsi del male da soli. A mio avviso lei dovrebbe cercare prima di tutto di fare pace con se stessa non sentendosi in colpa nè nei confronti di sua madre e tanto meno nei confronti di sua suocera e famiglia per gli atteggiamenti e i comportamenti di sua madre.
Come ha solo iniziato a fare, cerchi di proteggere soprattutto il suo personale nucleo familiare perchè questa è la cosa più importante.
E' probabile ( ma è solo una mia ipotesi ) che tanto rancore in sua madre sia stato all'inizio innescato dalla gelosia che lei provava per i forti legami familiari del suo compagno ed è probabile che sua madre, vedendola anche soffrire, per questo motivo abbia iniziato a prendere in odio il genero; da qui è facile immaginare il crescendo di conflittualità tra i due. Se così fosse lei potrebbe tentare un ennesimo approccio con sua madre ma stavolta aprendo questo tema specifico per chiarire che anche se nei primi anni ha avuto qualche problema col compagno per la gelosia e le insicurezze che aveva, poi questi problemi sono stati superati; per altro con la famiglia di lui c'è accordo ed ora ha una famiglia propria a cui deve dare la dovuta serenità. Ovviamente anche al suo compagno dovrà spiegare che l'astio di sua madre era dovuto alla solidarietà per lei e c'è stato un reciproco fraintendimento.
Se anche quest'ultimo tentativo non dovesse andare a buon fine si concentri sul suo nucleo familiare ma prenda in considerazione un percorso di psicoterapia ( magari insieme al suo compagno ) per ritrovare il benessere perduto da tempo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile signora, sarò molto breve ma abbastanza precisa; credo che a volte nella vita sia necessario tagliare il "cordone ombelical"e dalla propria madre...per quanto doloroso sia, sembra che una parte di lei lo voglia, come donna, moglie e madre, mentre un'altra parte continua a restare aggrappata a sua madre, come figlia....
cordiali saluti
dott.ssa Antonietta di Renzo

Dott.ssa Antonietta di Renzo Psicologo a Verona

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Gentile ragazza triste,
ho letto basita la sua lunga lettera.
Non ha mai pensato in tutti questi anni di consultare uno psicologo/a? Situazioni come la sua sono probabilmente facilmente risolvibili, ma da sola a quanto sembra non ce la fa.
Lei lavora? Non avete mai pensato di contrarre matrimonio? Mi mancano delle informazioni per capire meglio la situazione e capire come mai non è riuscita o non siete riusciti a venire a capo di questi conflitti, ma in ogni caso la soluzione richiede con ogni probabilità cambiamenti nel modo di comunicare e applicazione di strategie di comunicazione che uno psicoterapeuta potrebbe facilmente indurre ed insegnare.
Personalmente utilizzo con successo in questi casi la terapia della Gestalt
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Carissima Ragazza triste,
la situazione che descrive è davvero difficile e insostenibile per lei adesso e, vista la sua condizione, dovrebbe stare tranquilla il più possibile e godersi la sua gravidanza.
Ognuno ha la famiglia che ha ma non può portare il peso di errori non suoi. Una domanda, perché insiste nel vedere sua madre pur sapendo che questo la farà stare male?
Mi sembra che la vita con il suo compagno vada bene, tra di voi mi sembra che abbiate trovato un equilibrio, le serve davvero l'approvazione di sua madre?
Mi sembra anche che lei sta bene con la famiglia del suo compagno.
Posso comprendere la tristezza e la rabbia che le scatena il pensiero di avere una madre come la sua, ma la può cambiare?
Le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico, le consiglio un analista lacaniano, può chiedere un nome per la sua zona alla SLP.
Un percorso le sarà utile per mettere chiarezza e per prendere decisioni in merito alla sua vita. Il rischio è che possa rinunciare alla sua famiglia per sua madre.

Rimango a disposizione.
Un caro saluto

Dott.ssa Daniela Fornari

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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