Capire se sono veramente o no una madre vittimista

Inviata da Marina Brentan · 15 mag 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Ho avuto una madre psicologicamente malata, che non è mai stata aiutata. Proprio ieri la mia terza figlia, mi ha detto di smetterla di fare la vittima...mi sono fatta aiutare da psicologi ed anche da uno psichiatra tempo fa. E la frase di mia figlia ieri mi ha fatto star male nuovamente. Tanto da cercare di capire se veramente sono come mi ha definita mia figlia. Grazie infinite per il vs aiuto.

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Miglior risposta 17 MAG 2020

Gentile Marina,
purtroppo esiste una sorta di trasmissione intergenerazionale delle competenze e incompetenze emotivo-affettive.
Poichè sembra che di queste ultime ne abbia sofferto tanto da chiedere aiuto a psicologi e psichiatra ed anche adesso viene rimproverata da sua figlia che forse vorrebbe si interrompesse questa catena, è molto probabile che lei porti ancora in sè una discreta quota di vittimismo.
Pertanto le consiglio di intraprendere un nuovo percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 MAG 2020

Buongiorno Marina,
quello che sta condividendo qui è un vissuto molto importante. Avere un genitore con dinamiche psicologiche sofferenti non è mai facile per un figlio, è normale che la relazione avuta con sua madre possa avere avuto aspetti che l'hanno fatta soffrire e dei quali ancora oggi porta delle ferite. In questo momento, trovo che ancor più utile che definire il fatto se lei faccia o meno la vittima, sia mettere a fuoco che lei non si senta bene, e questo vissuto di malessere va quindi aiutato a risolversi. In più, qualora anche avessse degli atteggiamenti da vittima con sua figlia, questi probabilmente sono delle conseguenze della storia che lei ha vissuto con sua mamma o con la sua famiglia, hanno quindi una motivazione ad esistere, non deve farsene una colpa, ma devono essere il punto di partenza sul quale lavorare per elaborare le sue sofferenze. Trovo molto importante che lei negli anni abbia riconosciuto le sue difficoltà e abbia chiesto aiuto, vi sono però dei vissuti che necessitano di interventi più duraturi o di una elaborazione più profonda, quindi non si arrenda o si scoraggi.
A presto
Dott.ssa Irene Sembolini

Dott.ssa Irene Sembolini - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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19 MAG 2020

Buonasera Marina, la premessa necessaria è che l'atteggiamento vittimistico può essere presente anche in personalità equilibrate in relazione a volte a particolari aspetti che possono toccare corde più fragili : di per sé non ha un significato necessariamente patologico ma andrebbe compreso in qualità e quantità rispetto al quadro complessivo della sua personalità, dei suoi vissuti e della sua visione delle relazioni. Sua figlia ha però sollecitato qualcosa che ha avuto una risonanza e questo è importante: importante dare spazio e guardare più da vicino in un momento più calmo, senza tensioni tra voi, riaprire questo vissuto e comprendere meglio che cosa più precisamente sua figlia intendeva ( al di là della tensione di quel momento), a quali specifici suoi atteggiamenti si riferiva e quanto lei si riconosca in essi. Senza colpevolizzarsi immediatamente ma accogliendo parti di sé che possono essere viste e comprese nel grande insieme di ciò che lei è. Dentro di noi esistono molte parti anche contradditorie tra loro ma possiamo vederle e accoglierle. Se questo lavoro sarà troppo gravoso o confuso potrà farsi aiutare dal supporto di un professionista, anche on line. A disposizione, cordialmente

Gemma Facchinetti Psicologo a Bergamo

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18 MAG 2020

Gentile Marina,
sua figlia è stata diretta, ciò le ha procurato un turbamento psicologico, qualcosa è risuonato dentro di lei.
Non è necessario tormentarsi, forse c'è della ripetitività nella propria storia familiare, crescere con un genitore sofferente lascia spesso ferite emotive profonde. Lei afferma di aver già intrapreso dei cammini personali, tuttavia potrebbe aver bisogno di sperimentare ancora qualcosa di nuovo, occorre assumersi la responsabilità della propria vita ed esplorare la zona d'ombra della personalità. Tante volte pensiamo di essere diversi dai nostri genitori, in realtà tante parti di loro sono presenti in noi, semplicemente non le vediamo...
Un percorso di trasformazione interiore potrebbe essere utile per darle le risposte che cerca,
cari saluti
dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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18 MAG 2020

Buonasera Marina,
leggendo le sue parole mi sono chiesta non tanto se lei faccia la vittima o meno, bensì quanto pensa che i problemi psicologici di sua mamma (e di conseguenza la relazione e il clima in cui è cresciuta) la influenzino ancora oggi nel suo modo di vedere se stessa. Mi spiego meglio: il fatto che una frase di sua figlia, magari detta in un momento di rabbia o magari di frustrazione, stanchezza o altro, l'abbia ferita tanto da farla stare male nuovamente e da portarla a farsi queste domande, mi fa pensare che si senta ancora un po' fragile e insicura, esposta al giudizio degli altri. Quindi, prima ancora di cercare di capire se l'altro abbia ragione o meno, le consiglierei di cercare di capire in che modo potrebbe riuscire a sentirsi più sicura di sé, abbastanza da non dubitare così tanto di se stessa. Potrebbe anche provare a chiedere direttamente a sua figlia, quando si sentirà un po' più serena per affrontare il discorso, cosa intendesse dire.. sarebbe un'occasione per aprire una comunicazione con lei, per prendere in mano la situazione in modo "attivo", per capire se sua figlia intendeva qualcosa di diverso oppure in cosa esattamente pensa che faccia la vittima.. insomma, senza spaventarsi per la possibilità di aver fallito ma con la curiosità di approfondire un aspetto che le sta molto a cuore.
Buona serata,
Alessandra

Dott.ssa Alessandra Montalto Psicologo a Bergamo

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18 MAG 2020

Buongiorno Marina,
A volte si portiamo dentro di noi radici del dolore profonde, radicate che motivano uno stile di vita che si organizza intorno a obiettivi, dei quali siamo per lo più non consapevoli, eccessivamente elevati. Possiamo però affrontare le nostre inferiorità, le nostre inadeguatezze, anche con la realizzazione di aspirazioni meno elevate. Potrebbe ad esempio in questo momento aspirare a un rapporto con sua figlia irrealistico, legato a una sua logica privata, per soddisfare un bisogno profondo.
In certe situazioni di vita il percorso psicoterapeutico va conservato per un periodo di tempo molto lungo, a volte definibile per step, e quando esistono nodi complessi da sciogliere, a volte così complessi che non vanno sciolti ma solo accettati riuscendo a conviverci in modo più adattivo, la relazione terapeutica potrebbe divenire un supporto che può durare anche una vita.

Se necessita di tornare in psicoterapia può provare. A ricontattare uno dei suoi psicologi che l’hanno seguita oppure può scegliere un nuovo percorso che però ripartirà sempre da quello che lei ha già costruito con i suoi precedenti psicologi.

Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

Saluti

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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17 MAG 2020

Carissima Marina, i bambini mettono dentro parti della propria mamma dalle prime settimane, avrai sicuramente sentito parlare di quanto lo stile di attaccamento della tua mamma ha influenzato lo sviluppo della tua personalità. A mio parere crescere con una mamma fragile influisce anche nella percezione del mondo, delle situazioni e nel modo in cui ci relazioniamo. Io ti consigkiere, per te stessa e per tua figlia, di chiedere l' aiuto di un professionista per aiutarti a comprendere il tuo modo di muoverti nel mondo e il modo che hai sviluppato per interpretare gli stimoli esterni. Hai bisogno di una bussola per costruire una relazione sana con tua figlia. Se vuoi appronfodire questi aspetti sono a tua disposizione, credo che ti dovresti orientare verso una terapia EMDR.
Dr.ssa Romina Bove psicoterapeuta EMDR
Terapia online e in sede a Modena

Bove Romina Psicologo a Modena

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16 MAG 2020

Salve Marina,
Per rispondere alla sua domanda servirebbe più informazioni.
Se ha intenzione di un supporto psicologico sono a disposizione
Dott.ssa Viviana Loffredo ( anche online)

Anonimo-179192 Psicologo a Napoli

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16 MAG 2020

Buongiorno Marina,
spesso figure importanti intorno a noi, in questo caso sua figlia, tramite guardi o semplicemente parole attivano in noi emozioni passate, le quali pensavamo di aver metabolizzato. Forse potrebbe chiedere a sua figlia di spiegarsi meglio, così da poter comprendere meglio la dinamica della vostra conversazione. Dal suo messaggio dice di essere stata aiutata da psicologici nel passato, forse vista la fragilità potrebbe pensare di intraprendere ancora un percorso
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole mi può contattare
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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