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Comportamento con figlia non mia

Inviata da Marco il 6 apr 2017 Psicologia sociale e legale

Buongiorno, mi chiamo Marco e ho 42 anni. Sono lo zio di una splendida ragazza di 14 anni. I genitori sono separati da tantissimi anni, lui ha tradito moltissime volte la moglie e non ha mai considerato sua figlia. Quando è nata non è nemmeno andato a vederla, ma con la madre c'ero io e mia moglie. In tutti questi anni ho cercato di crescerla nel migliore dei modi, facendole anche da padre. Abbiamo un rapporto meraviglioso, parliamo di tutto. Lei mi chiama zio, a volte papi. La mamma è molto debole psicologicamente, nonostante tanti anni passati non si è mai ripresa dalla separazione, e conta molto su di me e mia moglie. Io purtroppo non ho potuto avere figli, non so se per problemi miei o di mia moglie, non ci importa, ci amiamo lo stesso moltissimo. E' naturale quindi che il mio affetto verso la mia nipotina sia ancora più forte. Finora tutto bene, penso di avere cresciuto la mia bimba nel migliore dei modi, perchè è molto matura per la sua età e le ho insegnato a non nascondermi nulla. Ho voluto parlarle delle mie esperienze negative del passato per farle capire come non fare certi errori. Non ho mai parlato male del padre, non le ho mai impedito di sentirlo o vederlo, anche se parliamo di attimi. Ho lasciato che sia lei da sola a capire come comportarsi con lui. Non le ho mai fatto pesare o mancare nulla, anche se mantenere un'altra famiglia insieme ai miei suoceri non è facile, neanche economicamente, visto che l'altro è nullatenete e non gli importa nulla della figlia. Ora però è nell'età critica per quanto riguarda le prime esperienze con i ragazzi. Non nascondiamocelo, oggi certi atteggiamenti o rapporti si fanno molto prima di quanto succedeva ai miei tempi. Ho parlato molto con lei, e mi fido. Il suo ragazzo ha 16 anni, lei è innamorata persa, sono più di 4 mesi che sono insieme. Ora mi ha chiesto se può fermarsi a dormire da lui sabato. La mamma le ha detto di no ma che se vuole lui può venire a dormire da lei..... Premetto che c'è un letto solo...... Quando l'ha chiesto a me ( prima che alla mamma ), io le ho detto di no. Mi ha chiesto come mai non mi fidavo più di lei. Io le ho risposto che non si tratta di fiducia, ma che lei è la cosa più preziosa che ho, che non conosco la famiglia del suo ragazzo, che capisco benissimo che se vogliono fare certe cose le fanno lo stesso.... Io personalmente prima voglio capire che famiglia è, magari sono le persone migliori del mondo, ma io non lo so. Poi si vedrà. Lei ha capito il mio discorso, ma mi ha fatto capire, sottolineo in modo molto dolce e cercando di non farmi stare male, che io non sono suo padre, che certe decisioni le può prendere solo sua mamma...... E qui casca l'asino. Lo so, ha ragione. Mi capisca, è già difficile fare i genitori, farlo non essendolo veramente è ancora più difficile. Io non ho detto nulla, lei ha capito che ci sono rimasto male, ma mi sono messo da parte. Come posso gestire queste situazioni senza rovinare il meraviglioso rapporto che ho con mia figlia? Non voglio fare scenate o impuntarmi o farle pesare tutto quello che ho fatto per lei in questi 14 anni. Vorrei che riuscisse a capirlo da sola.... E' la prima volta che mi trovo così in difficoltà con lei. Chiedo cortesemente un consiglio. Grazie

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Caro Marco, complimenti per come si è preso cura di sua nipote che, adesso, in un'età difficile, morde il freno e mette in discussione la sua autorevolezza. Però, caro Marco, dovrebbe far notare alla ragazza che non è il caso di parlare di patria potestà o di chi è il padre vero. Il padre vero é chi si occupa dei figli, dei loro problemi e delle loro necessità. Lei ha tutto il dovere\diritto di intervenire, però nel suo lungo racconto non parla di sua moglie. Che ruolo ha? Forse è il momento che intervenga! Auguri dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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Salve,

Da quello come ha descritto la situazione è evidente come lei ha cercato di gestire la situazione senza essere intrusivo e cercando di rispettare anche il ruolo della madre, che per altre ragioni non riesce a gestire il rapporto con la figlia.
Detto cio, le suggerirei di valutare, come la collega le ha suggerito, in che modo sua moglie può aiutarla nel costruire un dialogo con sua nipote. Inoltre, cercherei, di avere un confronto con la madre per cercare di chiarirvi sulle posizioni reciproce in merito alla richiesta di sua nipote. Credo che per sua nipote è sicuramente importante averla accanto come punto di riferimento, e potrebbe essere ancor più utile per lei percepire che anche la madre è cinvolta insieme a voi nella sua gestione.

Cordiali saluti,

Dott. Pietro De Trucco

Psicoterapeuta Dr. Pietro De Trucco Psicologo a Napoli

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Carissimo, non voglio assolutamente mettere in discussione la legittimità o meno, della sua figura come padre facente funzione, anzi. Purtroppo, la ragazza sta vivendo un periodo, quello dell'adolescenza, in cui tutto ciò che farete o non farete, sarà contestato, messo in discussione. Ci saranno cabiamenti importanti, che dovrete cercare di gestire. Cosa fare? Avere molta pazienza prima di tutto e starle accanto, sostenendola nella sua scoperta della vita. Cercando di evitare i netti rifiuti e i contrasti. Per tutte le scelte che rittenete importanti, come quest'ultima di cui scrive, cercate di imporvi con fermezza, ma anche ragionevolezza, non abbitate timore o paura dei musi lunghi. Il rapporto fra voi sembrerà nei prossimi anni, essersi modificato, ma non se ne preoccupi. Chi è stato un punto di riferimento da bambini lo continuera ad essere sempre e quando arriverà il momento della maturità e del bisogno del confronto con una figura importante, lei sarà di nuovo lì, come sempre e nonostante tutto. Resto a disposizione se ne avesse bisogno. In bocca a lupo.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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Gentile Marco,
capisco che lei si trova in una situazione veramente difficile. Da una parte la ragazza ha ragione nel farle capire che lei non ha la patria potestà (anche se la madre tra l'altro le ha detto di no lo stesso), dall'altra forse anche lei potrebbe farle dolcemente capire che non è tenuto a "raccogliere i cocci" di eventuali suoi sbagli, a motivo della stessa condizione giuridica. L'amore è sempre uno scambio e richiede reciprocità
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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