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matrimonio agli sgoccioli..o no?

Inviata da barbara il 14 giu 2013 Terapia di coppia

Buongiorno
sono sposata da 6 anni e ho 2 bimbe (5 e 3 anni). Fidanzata da tantissimi anni ma con alti e bassi. Bassi davvero profondi.
Ogni anno lui faceva qualcosa che mi devastava. Considerate che avevo 19 anni all'inizio della storia e molte cose le sopportavo per immaturita. Il primo anno non si fidava di me, era possessivo e mi costringeva a dargli prova del mio amore stando a casa sua con i suoi genitori, non voleva che uscissi. Mi trattava male, mi offendeva e poi rimediava molto bene..purtroppo. Tanto che per amore decidevo di stare ancora con lui. Secondo anno, ho scoperto che lui usciva di nascosto, quando gli chiesi se fosse vero lui giuro sulla testa del padre il falso. Per poi dopo una settimana di separazione ammettere la verita. Da li ho capito che di fronte alle difficolta farebbe carte false, ma era giovane pure lui e quindi gli ho dato un'altra chance. Terzo anno altra bugia. Quarto anno altra bugia..Sempre perche lui voleva fare ciò che voleva senza pero dare a me la stessa liberta. Quinto anno, una persona fidata mi ha detto che lui mi aveva tradito. Lui ha smentito la cosa, ma nel momento in cui gli ho chiesto di fare un test telefonico per me, lui ha tirato fuori una scusa banale e si è rifiutato. Da notare che di base lui aveva un carattere nervoso e aggressivo..tanto che qualche volta non vi nascondo che la sua aggressivita l'ha riversata su di me..in diverse occasioni. So che comprenderete il vero significato di queste parole. Per amore e anche perche come detto, lui era molto bravo a chiedere scusa e riconquistarmi, mi convincevo di poter superare la cosa..Dopo il sospetto tradimento ci lasciamo per un anno e mezzo. Ci rincontrammo perche lui ebbe un incidente d'auto grave e io mi preoccupai. Da li è ripresa la nostra storia e siccome sembrava cambiato e io risentivo amore nei suoi confronti decidemmo di andare a convivere. Lui era sempre nervoso ma non ricordo episodi di violenza..solo reazioni aggressive , ma che non sfociavano in atti contro la mia persona. (poi magari li ho rimossi ..non ricordo). Rimango incinta e da li è cambiato tutto. Col discorso che non voleva sapere se era maschio o femmina mi ha letteralmente lasciato sola ad affrontare la gravidanza. Ero sola alle eco, ero sola agli esami tutto cio che riguardava il bambino era mia competenza e mia soltanto. A lui importava solo che stessi bene. Nessuna compera fatta insieme per l'arrivo del nuovo nato..Nessuna condivisione da questo punto di vista. E' nata una bambina (e lui voleva un maschio). Dopo il 3 giorno di ritorno a casa mi disse che dovevo imparare a sbrigare tutto da sola per la bambina, che non potevo sempre aspettare lui per farle il bagnetto. Da li ho capito che sottinteso c'era il fatto che lui non solo non si sarebbe occupato del bagnetto , ma di tante tante altre cose. e infatti per la cronaca sono 5 anni che io faccio la vita della mamma single, nonostante sia sposata. Vado al parco da sola, anche in cinta al 9 mese della seconda figlia portavo la prima al parco da sola. Sempre. Alle feste di compleanno delle amiche, di mio nipote di chiunque ..sempre sola. Alle gite scolastiche sola. a fare la spesa. Sola. Lui andava a lavoro tutto il giorno, tornava verso le 8/9 di sera mangiava e subito nel divano. Spessissimo andava a cena fuori per lavoro o per altro chissa, tornava alle 6 di mattina..il giorno dopo sempre sul divano. E io sempre sola con le bambine. In quel periodo ricordo un solo episodio di violenza...per il resto le reazioni sopra le righe erano frequentissime. Io cercavo di non provocarlo perche sapevo quello che poteva succedere e rinunciavo a far valere i miei diritti. Ovviamente col tempo mi sono staccata sempre di piu emotivamente. Dapprima ci rimanevo male che lui non provasse piacere nello stare con la sua famiglia, come se fossimo una bella bicicletta di cui andare orgogliosi ma che bisogna lasciare parcheggiata in cantina ad ammuffire. poi ho provato rabbia. Sola ma con un finto marito mi faceva davvero arrabbiare. Poi è venuta la rassegnazione e l'abitudine a fare tutto da sola, l'unico punto di riferimento ero io. Se avessi dovuto disegnare in un foglio la mia famiglia io e le bambine saremo state al centro foglio e lui in un altro foglio. Con i dovuti modi con gentilezza gli facevo presente che lui aveva una famiglia e che ci stava trascurando. Ma ovviamente lui aveva sempre una ragione a scusare il suo comportamento. Pessimi rapporti con i genitori con cui lavora per il nervosismo, hanno subito un'incendio doloso alla loro societa per scusare il bisogno d'evasione. Peccato che il suo comportamento fosse iniziato da quando è nata la prima figlia e fosse continuato per 5 anni in maniera costante, distruggendo cosi la possibilita che fossero circostanze occasionali . a novembre del 2012 gli dico che stavamo prendendo strade diverse e lui mi chiede un'altra possibilita. Gliela diedi. E a natale successe una cosa di cui non vorrei parlare. Tra lui e mia madre. Mia madre la sola persona che per me rappresenta il bene assoluto , la dedizione, l'amore incondizionato, il sostegno, l'aiuto. Una cosa molto brutta che coinvolge la mia figlia piu piccola e che vede la parola di mia madre contro quella di mio marito.
Ovviamente io credo a mia madre. Ma questo non significa che il fatto sia realmente successo nei termini che lei descrive. Per cui sto ancora con lui. Ma sono in crisi nera sempre di piu, sempre piu triste. Lui ora non vuole piu che le bambine vadano a trovare la nonna se non in occasioni importanti . E io che non sono riuscita a creare una famiglia con la F maiuscola con lui, riconosco solo la mia famiglia d'origine come famiglia vera. La serenita e il sentirmi protetta lo provo solo quando sto con i miei genitori. E non voglio per nessun motivo tagliare i ponti con loro. E non toglierei mai le bambine a mia madre, visto il rapporto speciale che hanno tra loro. Non so veramente quale sia il problema reale. Se il fatto accaduto a natale o se invece ormai il rapporto matrimoniale fosse talmente logorato da portare comunque a questa profonda crisi. Lui da un paio di mesi a questa parte dice che è cambiato, che ha capito realmente cosa stava perdendo. Buon per lui mi dico. Ma è altrettanto vero che anche io son cambiata in questi 6. Quando mi tocca, mi irrigidisco, penso solo che non ho voglia di fare l'amore con lui. e lui dice solo che non posso lasciare le cose cosi, che non si sente voluto e che dovrei lasciarlo cercare altrove se io non sono disponibile. Non mi sento bene, gli voglio bene ma quando lui c'è mi ricordo sempre che non è una vera famiglia, che non condividiamo niente. E a questo punto mi chiedo ancora se davvero lo voglio. Io vorrei solo rivedere il sole, respirare aria piu leggera, e un po di serenita.
Ultima cosa. Lui dice di essere cambiato ma 2 o 3 mesi di cabiamento (si fa sempre i fatti suoi eh, pesca, cene di lavoro che finiscono alle 2 di notte)..raffrontati a 5 anni a me non rappresentano nulla. E devo dire la verita non ci credo neanche piu di tanto.
Ma secondo voi è possibile con la terapia di coppia risolvere questi problemi? Dimenticare ciò che è stato? Riportare alla luce un sentimento che non ho piu? Cosa sarebbe piu corretto fare?

Grazie e scusate per la lunghezza del mio messaggio

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Gentile Barbara, ci racconta di una relazione molto complicata e sofferente in cui sembrano essere mancanti la sicurezza, il rispetto e la condivisione.
Inoltre ci riferisce di episodi estremamente gravi e dolorosi.
Potrebbe essere indicato per lei chiedere aiuto ad uno psicologo individualmente per avere un luogo protetto dove portare la sua tristezza e la sua confusione, e poter elaborare nuove modalità di reazione.
Ci tenga aggiornati, se crede

Francesca Coluccini
psicologa psicoterapeuta sessuologa

Dott.ssa Francesca Coluccini Sessuologa e Psicoterapeuta Psicologo a Ancona

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Gentile Barbara,
chiedo scusa per la brutalità delle mie parole, che poco spazio lasciano al compatimento,in quanto credo che compatire una persona per la sua situazione sia davvero di cattivo gusto.
Molto spesso capita di confondere emozioni e sentimenti, per cui la prima cosa che mi sono chiesta, leggendo la sua storia è "Potrebbe esserci stato un qualche vantaggio nello stare in una situazione del genere per così tanto tempo?Se si, quale potrebbe essere stato".
Il suo racconto, molto preciso e logico, mi lascia intravedere una certa consapevolezza razionale di quello che le succede, il che non risulta congruente con la scelta che fa ogni volta nel rimanere con questa persona. Ho come la sensazione che, in qualche modo, più che amore, la sua possa essere una qualche necessità di stare con questo uomo. Un pò come se volesse convincersi di poterlo salvare o che per lei lui possa cambiare. Che eco hanno queste mie parole in lei? Sottolineo che si tratta di una mia fantasia, che può tranquillamente essere messa a tacere e non avere alcun senso nel suo caso.
Detto ciò, dalla mia personalissima esperienza (oltre che formazione personale) ho imparato che si può perdere molto tempo a chiedersi se una soluzione può funzionare oppure no e che, per quanto sia difficile, risulta più vincente cambiare il proprio modo di relazionarsi a quanto ci succede, che non aspettare che le situazioni o gli altri cambino per noi.
Come sarebbe se intanto, questo percorso lo iniziaste? Sarà il tempo a dimostrarne l'efficacia?
Mi permetto di aggiungere un'altra cosa: ha mai pensato di intraprendere un percorso personale, anche indipendentemente da suo marito? Le dico questo in quanto il disagio che lei qui riporta riguarda prevalentemente ed in primis se stessa. E' possibile, in alcune situazioni, seguire sia un percorso individuale (che aiuta la persona a centrarsi su se stessa) sia di coppia (che aiuta appunto la coppia a trovare un nuovo equilibrio).
Immagino che questa sia una buona soluzione nel suo caso, soprattutto nell'ipotesi che suo marito non sia concorde nell'effettuare un percorso di coppia.
Io le auguro di tutto cuore di fare un buon cammino e resto a disposizione nel caso in cui si trovi nei miei paraggi.

A presto,
dott.ssa Claudia Cola, Taranto.

Dottoressa Claudia Cola Psicologo a Taranto

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Gentile Barbara, la terapia di coppia non fa miracoli ma se tutti e due siete realmente motivati a salvare il vostro matrimonio potrebbe essere una strada da percorrere. Inoltre la terapia di coppia può essere utile anche nel caso si decida di separarsi per evitare situazioni dolorose e difficili.
In bocca al lupo.

Dott.ssa Elena Lugato Psicologo a Vigonza

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Cara Barbara,
La terapia di coppia potrebbe essere utile quando la coppia c'é o c' è stata! Nella descrizione che tu fai non sembra che voi siate stati mai una vera coppia. Non sembra ci sia un vero matrimonio da salvare, se per matrimonio intendiamo l' uinione di due persone che nel bene e nel male hanno condiviso delle esperienze, hanno lavorato insieme per costruire qualcosa di solido che li identificasse come famiglia. Tuo marito, mi sembra, che in tutti questi anni e nonostante tutte le opportunitá che gli hai dato, non sia stato capace di starti accanto prima come fidanzato, poi come marito; ed anche rispetto ai vostri figli dalle parole che scivi non si intravede un minimo sforzo di calarsi nel ruolo di padre! Per cui non mi sento di consigliarti una terapia di coppia, ma piuttosto di riflettere bene, eventualmente con il supporto di un collega, su che tipo di rapporto vuoi e prepararti alla possibilitá che l'uomo che hai accanto non sia in grado di darti ciò che vuoi e di cui hai bisogno.
I miei migliori auguri
D.ssa Mariella Genovese psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Mariella Genovese Psicologo a Reggio Calabria

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Cara barbara,
riparta da se stessa perché merita prima di tutto di amarsi. Credo che prima di arrivare alla terapia di coppia in situazioni del genere andrebbe effettuato un lavoro individuale da entrambe le parti. Una delle tecniche migliori per rielaborare gli eventi traumatici o stressanti è l'EMDR.

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Barbara,
rilegga la sua lettera, lo faccia più volte. Lei esprime dei dubbi su di una possibile continuazione della sua storia, oppure racconta di una relazione martoriata in cui si deve cercare, necessariamente, un lampo di speranza per sistemare le cose? Serve molto coraggio per fermarsi, guardarsi allo specchio e ammettere con razionalità come stanno le cose. Questo risulta ancora più complesso quando esiste un legame formale, una famiglia con figli. Per quando concerne il discorso sulla terapia di coppia, si tratta di un passo certamente importante ed utile; ma è sicura che non rappresenti una sorta di "accanimento", forse anche un po' forzato, per incollare i cocci? Le consiglio di consultare uno psicologo e di parlare della sua situazione con lui, anche al fine di prendere consapevolezza di cosa intende per "rivedere il sole, respirare aria più leggera e un po' di serenità": si tratta di un bisogno o di una speranza?
La saluto e rimango a sua disposizione.

Dott. Nicola Simonetti Psicologo a Firenze

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Carissima Barbara, che dire? a primo impatto mi viene da dirti di lasciarlo subito, poichè hai già perso troppo tempo prezioso, tuttavia, se vuoi ancora tentare l'ultima carta, più che terapia di coppia potrei consigliarti di chiedere a tuo marito di intraprendere una terapia personale, poichè è lui a non comportarsi come si dovrebbe nella vostra vita familiare e di coppia, poichè certamente ha i suoi problemi comportamentali le cui radici risalgono al passato e che possiamo collocare in un tempo in cui tu non esistevi nella sua vita e per i quali, quindi, tu non hai colpe!
La scelta quindi è tua, se pensi di avere voglia ancora di aiutarlo puoi chiedergli di entrare in terapia, ma ti avverto che il lavoro sarà lungo poichè deve lavorare su di sè e comunque va tenuto conto il fatto che tuo marito accetti la terapia o meno, oppure puoi iniziare a riprendere in mano la tua vita, lasciarlo, continuare a fare la mamma, ma pensando anche ad un possibile futuro personale migliore!
Ti faccio tantissimi auguri!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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