Ho problemi di autostima

Inviata da Fr · 26 ott 2017 Autostima

Salve, sono un ragazzo di 21 anni.
Vorrei avere un parere riguardante la mia situazione.. Che forse è depressione.
Non esco quasi mai di casa, ho pochi amici e niente in mano.
Riguardo al fatto che esco pochissime volte di casa, a parte per andare a lavoro (in questo momento lavoro con mio padre, un lavoro d'ufficio.) e non ho mai uno stimolo per farlo, ho poca fiducia nelle persone, i miei pochi "amici" mi fanno più arrabbiare che divertire e non ho una ragazza. Ho sempre fatto sport, tuttavia sono tre anni che ho smesso, la mia ultima fidanzata mi ha lasciato un vuoto enorme, dopo due anni assieme e senza spiegarmi il motivo della rottura. Non ho terminato la scuola superiore e non ho neanche ancora preso la patente.
Mia madre è un ex alcolizzata ed è tuttora abbastanza instabile, ho avuto molti problemi in famiglia non legati tutti a lei.
La mia unica passione è la musica, suono praticamente da sempre il pianoforte ma solo per piacere personale perché ho paura che facendo diventare questa passione un lavoro inizierò a detestarla e questo non posso permettermelo. Provo una forte rabbia verso la maggior parte delle persone e non ho la minima intenzione di farmi mettere i piedi in testa da coloro che si sentono in dovere di elargire consigli mentre poi fanno le peggio cose. Non mi reputo un brutto ragazzo, almeno di viso, però sono basso e magro. Vorrei tanto fare come dice mio padre, ossia trovare "la mia strada e la mia indipendenza economica" ma non riesco mai a finire le cose. Ho provato più volte a terminare la scuola e la scuola guida ma alla fine ho sempre mollato.. Vorrei tanto sapere come uscire dal mio "guscio", fidarmi nuovamente delle persone o almeno riuscire a trovare quelle giuste con cui condividere la mia esistenza e vorrei anche smettere di sentirmi inutile, senza un vero scopo. Fin ora ho fatto lavori anche come cuoco e cameriere ma non sono mai riuscito a mettere da parte dei soldi per poter acquistare ciò che mi serve per produrre musica. Non amo bere, però mi rilassa fumare marijuana e mi permette di smettere di pensare così intensamente alla mia situazione. Non fumo più abitualmente come due anni fa, adesso solo occasionalmente.
Ho fatto un elenco un po' sconclusionato ma spero di aver fatto intendere la mia situazione.. Grazie per il tempo speso a leggere le mie lamentele.

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Miglior risposta 27 OTT 2017

Gentile Fr.,
è presente una chiusura relazionale, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza si è sentito ancora più solo. La madre non ha rappresentato per lei una risorsa.
Sicuramente dev'essere un momento difficile per lei.
Provi ad ascoltare queste emozioni che ora sente, accolga la rabbia.
Cosa le comunica?Che sensazioni sente nel cuore?
Faccia spazio per nuovi stimoli ed impari dagli errori passati.
Si ponga un piccolo obiettivo tra i propri interessi, un progetto da realizzare ad esempio oppure una passione come la musica da coltivare.
L'autostima è piuttosto bassa, potrebbe esserle utile un percorso psicologico per risollevarsi dalla situazione.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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28 OTT 2017

Caro Fr, hai esposto molto chiaramente la tua situazione. Credo che tu debba imparare ad amarti e a stimarti di più, ponendoti dei piccoli traguardi da raggiungere giorno per giorno. In questo una psicoterapia potrebbe esserti utile. Impara a far leva sulle tue capacità,apprezzandole e sviluppandole. Convinciti del fatto che potresti raggiungere tutti i risultati che desideri, se solo lo volessi . Immagina che il tuo Io sia rappresentato da una villa stupenda che se non viene curata e pulita ogni giorno, si deteriora e diventa una casa abbandonata, ma quella casa ha le potenzialità per essere una villa stupenda e non un' abitazione desolata! Sta solo a te la scelta di amarla e curarla costantemente! In bocca al lupo per tutto ed un saluto affettuoso. Dott.ssa Grimaldi

Dott.ssa Francesca Grimaldi Psicologo a Roma

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27 OTT 2017

Ciao, anche se hai avuto molte risposte mi sento di darti comunque il mio contributo per ringraziarti per aver scritto un pezzo di te e averlo condiviso. Le emozioni emergono chiare nelle tue parole..tutto si trasforma quando si vuole dare un senso ad esse e penso che sicuramente questo sia un inizio per te.
Un percorso di Psicoterapia ad indirizzo analitico o sistemico sarebbe sicuramente di supporto. Non fermarti e vai avanti. Buon cammino.

Dott.ssa Claudia Olivieri Psicologo a Trieste

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27 OTT 2017

Buongiorno Fr.,
il tuo non è un racconto sconclusionato ma ben a fuoco. Certo hai solo potuto accennare il tutto ma la tua situazione famigliare, la separazione non compresa dalla tua ragazza, il tuo iniziare senza finire e l'esserti ritrovato fuori da una rete di relazioni descrivono bene cosa stai vivendo e mi danno motivo della tua difficoltà attuale. Il tuo parlare appare molto consapevole e maturo e mi viene da immaginare che nella tua famiglia ci sia stata una spinta a fare tutto da solo e crescere in fretta...oppure è semplicemente andata così ...e spesso poi di questo se ne pagano le conseguenze. Talvolta in famiglie dove si devono affrontare problematiche più o meno pesanti diviene difficile acquisire gli strumenti per canalizzare bene le emozioni e per riuscire a prendere la propria direzione. Ma comunque puoi farlo, anche se proprio la tua storia sembra dimostrarti il contrario. Per farlo hai bisogno di iniziare a guardare le cose da un altro punto di vista, quello che nel black out momentaneo forse ti sfugge. Appoggiarsi ad un psicologo secondo me è una scelta che potrà risultare sicuramente significativa per te. Chiedevi se è depressione la tua, in questa sede nessuno di noi può fare diagnosi, le diagnosi sono delicate e richiedono tempo e conoscenza approfondita di una persona. Attento anche tu a non darti etichette pesanti. Di certo ne hai già tanta di pesantezza da gestire, cerca di risolverla affidandoti a qualcuno che possa tirarti fuori dal luogo di solitudine triste dove ti sei ritrovato e che ti aiuti a riavvicinarti in maniera salutare anche alle tue passioni. E suona, suona tanto, so per esperienza che può essere consolatorio e catartico, ti aiuterà ma non basta. C'è una possibilità di vita lontano da tutta la rabbia e la negatività che ti affliggono in questo momento c'è bisogno che qualcuno ti indichi la strada, buon viaggio!

Dott.ssa Gilda Di Nardo Psicologo a Roma

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27 OTT 2017

Salve Fr., dalle sue parole traspare una sofferenza e una fatica non indifferente....Mi sembra, da un lato, immobile rispetto a tutti gli ambiti della sua vita, come se non avesse la forza di rialzarsi, e non se ne riconoscesse nemmeno la capacità. Nello stesso tempo, però, dice di volere uscire da questo guscio, di voler trovare delle persone di cui fidarsi, di voler ricominciare a fare dei progetti. Questo spazio è un pò riduttivo per andare a fondo, ma la invito a fermarsi un attimo dentro se stesso e a provare passo passo a mettere sul tavolo tutte le parti del puzzle della sua vita: quali sono le sue priorità? da che ambito di vita vorrebbe iniziare a lavorare? che risorse si riconosce? come potrebbe metterle a frutto? Si ponga degli obiettivi piccoli e raggiungibili, e dopo che li ha raggiunti aumenti il carico e la difficoltà. A volte iniziare a fare delle cose ci pone già a metà dell'opera, invece che crogiolarsi a pensare quanto non si è in grado di fare nulla. Credo, poi, che uno spazio di condivisione psicoterapico possa davvero essere utile per iniziare a guardarsi dentro e, piano piano, fare di questi pezzi di puzzle un quadro pieno di energia e vitalità.
Faccio il tifo per lei e resto a disposizione,
Daniela Cannistrà

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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27 OTT 2017

Buongiorno Fr,
ha tutto il diritto di esprimere il disagio che sta provando. Dalle sue parole emerge una generale sofferenza, che sembra invadere le varie aree della sua vita dalla famiglia, al lavoro ed alle relazioni.
Sicuramente molti suoi vissuti hanno contributo a diminuire la sua autostima ed ad offuscare la possibilità di qualsiasi forma di progetto.
Forse dovrebbe cercare di capire quali siano le sue attuali priorità. Riprendere gli studi, magari privilegiando la sua passione per la musica? Considerare l'opportunità di staccarsi dalla famiglia d'origine e raggiungere un propria autonomia? Stabilire nuove relazioni, concedendo un po' più di fiducia?
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla in tal senso.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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27 OTT 2017

Caro Fr,
Grazie per aver condiviso con noi la sua situazione.
Partirei da ciò scrive alla fine. Le sue non sono lamentele, come lei stesso scrive, ma difficoltà e preoccupazioni, che non consentono di farla uscire dal suo guscio, che risulta protettivo perché protegge dal mondo esterno, ma limitante perché rimanere chiusi non consente di esplorare l’ambiente circostante.
Quando ha sentito la necessità di creare una corazza, un guscio?

Lavorerei anche sulla musica: come si sente quando suona? Quando ha iniziato ad appassionarsi al pianoforte?

Successivamente, ci parla del lavoro con suo padre e mi sembra di capire che non è molto soddisfatto, forse, credo, perché anche in quella situazione non si sente completante fuori dal guscio di cui parla.

Ci parla della mamma e della sua dipendenza dall’alcol e questo sicuramente non dev'essere stato semplice.

Mi colpisce quando scrive che fuma per rilassarsi. Ancora una volta ritorna il tema della dipendenza, come quando ha scritto della mamma: che significato ha per lei fumare? Cosa significa dipendere da qualcuno o a qualcosa per lei?


Lei ci parla di una situazione molto sofferente che potrebbe essere approfondita attraverso un percorso psicologico con uno dei professionisti in rete. Condividendo le sue preoccupazioni, queste posso essere rielaborate e affrontare in maniera diversa.
Resto a disposizione.
I miei migliori auguri,
Iolanda Sileo - psicologa a Torino

Dott.ssa Iolanda Sileo Psicologo a Torino

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27 OTT 2017

Buongiorno Fr,
non credo le sue siano lamentele ma rappresentano a mio avviso un modo di fare esperienza nella sua quotidianità. Il nostro agire è sempre funzionale a ciò che ci anticipiamo e le nostre azioni sono un modo per verificarne la validità. In questo momento sembra che la scelta migliore sia quella di non scegliere e di rimanere "fermo" su molti versanti. Il condividere i suoi pensieri il questa sede nasce probabilmente dal voler provare a favorire un cambiamento senza sapere bene come e da dove partire. Numerosi sono gli ambiti coinvolti e un percorso condiviso potrebbe dare senso a ciò che la caratterizza provando ad ampliare le possibilità.
Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata.
Francesco T.

Centro di Psicologia e Psicoterapia Dott. Francesco Tesser Psicologo a Roncade

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26 OTT 2017

Buongiorno Fr,
le sue non sono lamentele, sono la descrizione molto lucida di una situazione dolorosa da cui lei vorrebbe uscire.
Mi colpiscono due cose, l'apatia che lei descrive da una parte, e la rabbia intensa dall'altra.
Sarebbe interessante scoprire da dove vengono ma soprattutto che funzione hanno in questo momento nel garantirle un equilibrio, equilibrio che comunque sta mettendo in discussione.
L'accenno alla situazione familiare complessa con una mamma ex alcolista mi fa pensare al fatto che in qualche modo lei si sia preso il compiti di rimanere a casa ad aiutarla/sorvegliarla e forse adesso che questo compito si è esaurito fatichi a trovare la propria strada perchè non ha avuto materialmente il tempo di pensare a cosa vorrebbe essere da grande. I compiti evolutivi sono faticosi, ancora di più in situazioni in cui una persona non ha potuto contare sul supporto dellle figure significative in cui rispecchiarsi e scegliere come differenziarsi. Potrebbe esserle di aiuto un percorso di supporto psicologico in cui mettere in ordine le sue priorità e provare a scegliere, comprendendo anche che cosa l'ha bloccata finora. Una persona che suona il pianoforte con passione ha energia per questo percorso soprattutto adesso che non deve più anestetizzarsi con la mariujana. Un grande in bocca al lupo
Paola Gambini

Dott.ssa Paola Gambini Psicologo a Cadoneghe

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26 OTT 2017

Ciao Fr,
la storia che riporti è sicuramente faticosa e immagino che non sia un periodo sereno per te. I sintomi che descrivi sicuramente rimandano a un momento di difficoltà generale e un criticità nel riconoscere un futuro identitario - guarda ad esempio la tua preoccupazione nell'intraprendere un percorso legato alla musica. Certo in questo momento così delicato un supporto psicologico potrebbe esserti utile. Intanto ti faccio alcune domande, che magari possono aiutarti a riflettere e trovare nuovi spunti di ragionamento: quali studi hai intrapreso? All'inizio del tuo percorso formativo, quali erano le tue aspettative? Cos'è successo in seguito? Durante l'iter per il conseguimento della patente, hai avuto qualche esperienza difficile, che ti ha rallentato o distolto dall'obiettivo? La tua ultima ragazza, com'era? Avevate dei progetti insieme? Nell'ultimo periodo assieme avevi notato qualche cambiamento?

Un caro saluto,
Giuseppe Marino - Psicologo

Dott. Giuseppe Marino Psicologo a Stradella

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