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Ho lasciato la mia convivente

Inviata da Mo il 20 giu 2017 Terapia di coppia

Ieri ho lasciato la ragazza con cui ero fidanzato da quasi 6 anni, e con la quale convivo da quasi due. Già da più di un anno avevo dei dubbi circa la nostra relazione, perchè il bel rapporto che c'era prima si era incrinato, ed eravamo diventati, almeno dal mio punto di vista, quasi dei coinquilini: ognuno viveva la sua vita individualmente, ci parlavamo solo per questioni pratiche o di banalità, mai dei nostri sentimenti e della nostra situazione. Credo che questo sia dipeso dal mio carattere: sono chiuso ed introverso, non mi fido molto delle persone e non racconto troppo spesso di me, soprattutto agli amici e ai parenti, assurdamente mi viene più semplice confidarmi con persone che conosco poco o con sconosciuti. Lei invece mi raccontava sempre tutto, e forse il mio mancato coinvolgimento ha fatto fare un passo indietro anche a lei. Oltretutto, lei voleva matrimonio e poi figli (è straniera, nella sua cultura i figli sono un elemento fondamentale della relazione), mentre io mi sono sempre rifiutato, dicendo che non volevo avere figli. Lei ha quindi rinunciato a tutti i suoi sogni (anche il matrimonio) per venire incontro alla mia scelta. Questo col tempo mi ha fatto sentire sempre più in colpa nei suoi confronti, e mi ha fatto maturare la scelta di lasciarla perchè non volevo che rinunciasse al suo progetto di vita per me. Mentre già ero diventato insofferente nei suoi confronti, lei è partita per l'erasmus per 6 mesi, ed in questo periodo ho cominciato a frequentare un'altra ragazza, per la quale provo anche dei sentimenti, e con la quale ho un affiatamento molto forte; non so se la storia potrà andare avanti (abita a trecento chilometri da me, per ora, ma potrebbe spostarsi per lavoro) ma mi piace davvero molto, ed anche lei prova lo stesso per me.
Ieri la mia ragazza si è accorta che c'era qualcosa di strano, e ha scoperto che mi sentivo e vedevo saltuariamente con un'altra ragazza, cosa che avevo cercato ovviamente di tenere nascosta, ed in seguito alle domande insistenti ho ammesso tutto, e le ho detto che tra noi era finita, indipendentemente comunque dal mio tradimento, perchè la situazione tra di noi era davvero peggiorata negli ultimi tempi e io non vedevo più una via di uscita. Parlando. mi ha detto che anche lei si era accorta di questo allontanamento, ma che quando provava a riavvicinarsi trovava in me freddezza e distanza, e quindi si ritraeva; lo stesso per me, quando provavo ad avvicinarmi sembrava che mi rifiutasse, ed allora non avevo più voglia di avvicinarmi a lei. Se solo avessimo parlato prima, forse saremmo riusciti perlomeno a non perdere un anno insieme passato senza avere un rapporto di coppia, e avremmo forse potuto salvare qualcosa, ma ognuno era fermo nella sua posizione, lei per paura di disturbarmi e di farmi arrabbiare, io perché quando provavo non trovavo una corrispondenza.
Ieri le ho quindi detto che era finita, e che l’avevo tradita, ed i sensi di colpa, già enormi per il fatto che lei aveva rinunciato a tutto per me, ed io invece a nulla, e oltretutto l’avevo tradita, sono diventati insopportabili. La cosa che mi fa più male e che lei non ha reagito insultandomi o picchiandomi, ma parlando e perdonandomi (anche se ha ben chiaro che è finita) e pure consolandomi (siamo scoppiati in lacrime entrambi diverse volte nel corso della nottata, e non abbiamo chiuso occhio),dicendomi che anche se le avevo rovinato la vita e il viaggio erasmus, non riusciva ad odiarmi, perché nella sua testa saremmo stati insieme tutta la vita e mi ama ancora. Io adesso sto così male che non riesco a farmi venire le lacrime agli occhi se ci penso, ed ho un peso sul petto che non riesco a sopportare, ed un mal di stomaco che non va via da ore, e so che questo è niente rispetto a quello che sta provando lei, e la cosa mi fa stare ancora peggio. Avevo pensato di aspettare che lei finisse gli esami (fine mese) per parlarle, ma la situazione mi è sfuggita di mano; volevo aspettare perché fosse in un periodo più tranquillo, ma mi rendo conto che ho sbagliato a non esprimerle i mie dubbi già un anno e mezzo fa, perlomeno a dirle che le cose non andavano bene per me, invece ho voluto aspettare sperando che le cose migliorassero, anche se non ho fatto nulla per fare in modo che ciò accadesse, ed aspettando aspettando ho anche commesso l’errore di tradirla, arrivando così ad un punto in cui non ero più in grado di gestire la situazione. Praticamente le ho fatto passare un anno e mezzo illudendola che tutto andasse bene, mentre dentro di me stavo male e non provavo più le stesse emozioni nei suoi confronti, ma non riuscivo in nessun modo ad affrontare la cosa. Cercando di non farle male, o di farne il meno possibile, sono invece riuscito a ferirla nel modo più brutto, meschino e miserabile possibile. E lei nonostante questo continua a parlare con me, a perdonarmi ed abbracciarmi, abbiamo pianto insieme tutta la notte, ed io quando la guardo non posso fare a meno di pensare a quanto male mi sono comportato, a quanto bene mi vuole e a quanto dolore le sto causando, e mi sento scoppiare. Mi sento veramente da schifo, lei oltretutto ha gli esami a fine mese, e mi ha chiesto se può rimanere nel mio appartamento, dove conviviamo, per ancora un altro po’ per avere il tempo di metabolizzare la cosa, fare mente locale ed organizzare il trasloco; io le ho detto che può rimanere quanto vuole, finchè non è pronta, ma ho paura semplicemente a tornare a casa perché so che quando la vedrò non potrò fare a meno di scoppiare a piangere, e di volerla accarezzare e consolare, cosa che peggiorerà tutto di nuovo, perché se sarò dolce con lei, le farò solo altro male.
Ho scritto di getto, non ho la forza di rileggere tutto, spero di essere riuscito ad essere chiaro, so solo che sto malissimo, e non posso neanche immaginare quanto male può stare lei, dopo che le ho distrutto tutti i sogni di una vita, cosa che lei ha accettato pur di stare con me, e poi le ho detto di punto in bianco che non la voglio più. Mi sto anche chiedendo se tutto questo dolore sia perché in realtà la amo ancora, o sia solo una sorta di autopunizione per lavarmi la coscienza da quello che ho fatto, ma è un dolore insopportabile che non riesco ad attenuare in alcun modo. L’idea di andare da lei, dirle che sono stato un idiota e che se ancora mi vuole, nonostante tutto, possiamo ritentare mi è passata per la mente, ma l’ho subito ricacciata, perché non so se è quello che voglio o se è una facile scappatoia dettata dalla voglia di non vederla soffrire, e di non soffrire io stesso; oltretutto, se dovessi riavvicinarmi a lei, per poi scoprire che in realtà non è quello che voglio, sarebbe una cosa che letteralmente la ucciderebbe. Lei ora mi dice che l’ho sempre trattata male, che non l’ho mai presa troppo in considerazione, e che non ho mai fatto sacrifici per lei, ma solo preteso che lei cambiasse per venire incontro alle mie esigenze, ed una volta che è cambiata, non la voglio più. Sto veramente male, ho ferito la persona più dolce e buona che abbia mai conosciuto, e forse ho ucciso la parte più bella di lei, e dovrò convivere con questo dolore che le ho procurato, perché non credo che potrò mai perdonarmi per le cose orribili che ho fatto.

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Gentile Mo,
completo la mia risposta precedente inviata inconclusa. Non credo che nelle relazioni tutte la responsabilità di un rapporto poco felice o con scarsa comunicazione sia responsabilita di una sola delle parti. Lei Mo so prenderà le giuste responsabilità di quanto successo, cosiccome la sua ex fidanzata. Il rapporto non andava bene da tempo e ve ne eravate accorti. Ognuno ha preso le proprie misure, giuste o sbagliate. Non è per giustificare le Sue azioni, ma credo appunto che sia il caso di prendersi la responsabilità di aver chiuso una relazione e di tollerarne la frustrazione, da entrambi le parti. La protezione dell altro per evitare di metabolizzare la propria scelta non é un bene per tutti e due. Cominci a guarire la sua ferita pensando che certe volte i tagli sono dolorosi ma necessari. Per proseguire. Un caro augurio.

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Buongiorno Mo.
Si sente dalla sua lunga e dettagliata lettera che la sofferenza è molta

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