Depressione a 25 anni...

Inviata da A. · 28 giu 2022 Depressione

Buonasera,
ho un disperato bisogno di aiuto, e non so se esista un miracolo in grado di risollevarmi.
Sono un ragazzo di quasi 25 anni e sento che la mia vita è finita. Premetto di star andando da uno psicoterapeuta, ma non riesco ad andare avanti perché il vortice che mi affligge è quello di quel mostro chiamato rimpianto.
Dopo il diploma da ragioniere (scuola a cui mi sono iscritto poiché ai tempi dei miei genitori era un diploma “importante”) iniziai l’università in una facoltà che non mi entusiasmava e, dopo i primi due esami (passati ma con voti bassi (23, 22) ho deciso di mollare sia per poco interesse, sia per poca fiducia in me stesso dopo che una prof mi aveva abbattuto moralmente. Dopo un po’ di tempo ho iniziato a lavorare, cercando di abbandonare il campo universitario che mi aveva ‘ferito’. Questo è stato il problema principale. Non aver creduto in me stesso e non aver combattuto quel problema nel momento in cui si è presentato, arrivando a vedere tutto il mondo universitario come un mostro da cui stare lontani e non come un piccolo errore di percorso, di scelta di facoltà e inciampo. E solo da qualche mese, in seguito alla pandemia ecc, mi rendo conto che il ragioniere non è la figura lavorativa a cui aspiri, che possa darmi ambizioni e che possa rendermi semplicemente fiero del lavoro svolto.
Oggi, avendo cercato di evitare quel piccolo ostacolo sento che quello che poteva essere un misero gradino è divenuto una montagna gigantesca che mi ha portato alla depressione.
Non faccio altro che buttarmi giù e pensare a tutto quello che avrei potuto fare e che non ho fatto, a tutti i percorsi che avrei potuto intraprendere e a dove sarei potuto essere oggi nel caso in cui avessi preso decisioni diverse.
Prima di aprile 2022 non ero mai stato da uno psicologo e dopo varie sedute mi ha ricordato i tempi in cui ero io, a scuola e tra amici, a fare da ‘psicologo’ (o meglio amico-ascoltatore delle problematiche a tutte le persone che si fidassero di me, e giuro che erano tante.. Forse per il semplice fatto che non ho mai giudicato nessuno qualsiasi decisione le persone prendessero, perché ho sempre pensato che dietro ogni scelta c’è una motivazione non irrisoria).
Tutto ciò mi ha portato a rendermi conto soltanto ora che il lavoro in cui avrei messo più voglia e passione fosse proprio quello dello psicologo, per aiutare gli altri nei loro percorsi e per la generosità che ho sempre avuto. Ogni tanto ci penso a iniziare psicologia, magari anche telematicamente, ma…
… Ma ora tocca tornare con i piedi per terra… Ho 25 anni, soffro di una depressione che mi ha ridotto attenzione e memoria e vorrei essere uno psicologo… sembra l’inizio di una barzelletta. E tutto questo lo sto scrivendo con le lacrime agli occhi… non posso credere di aver buttato una vita così. Sono sempre stato un bel ragazzo, educato, con una bravissima famiglia, amante dello sport e a cui tutti volevano bene e non riesco a riconoscermi più. Sto rovinando anche il legame tra la mia famiglia perché non sono felici di vedermi in questo stato…
L’unico momento in cui sento un po’ di speranza è quando cala il sole, per stare in compagnia di mia mamma prima di chiudere gli occhi e allontanarmi da questo inferno che sto vivendo e, ogni tanto, sperare che qualcosa non mi faccia più svegliare

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Miglior risposta 29 GIU 2022

Caro A, le sue parole sono molto toccanti e mi colpiscono particolarmente. In qualche modo la capisco, perché prima di iscrivermi alla facoltà di psicologia avevo intrapreso un altro percorso. Ricordo l’angoscia con cui vivevo quel periodo, le notti insonni, vedere tutti attorno a me andare avanti mentre io ero impantanata. E ovviamente è quasi impossibile andare bene agli esami quando la materia che si studia non appassiona.
A 18 anni è raro sapere cosa voler fare da grandi. Si confondono i propri desideri con quelli degli altri, e forse neanche a 80 anni li si riconosce come propri.
Io non credo nei miracoli, e non credo che lo psicologo abbia il compito di consigliare cosa fare, ma un altro modo di pensare le cose sì:pensi a se stesso a 60 anni. Immagini cosa penserebbe quell’uomo di un ragazzo di 25. Penserebbe che quel ragazzo ha tutta la vita davanti. Solo ad una certa età ci si rende conto di quanto la vita sia lunga, di quanto quelli che sembravano errori sono state occasioni.
I momenti di crisi sono i più fertili e ricchi di insegnamento, anche se vederla a questo modo, ora, le risulterà impossibile.
Conosco persone eccezionali che hanno realizzato i propri sogni a 50 anni, dopo una vita passata a fare un lavoro tanto odiato. Una vita, sottolineo, passata e non buttata, perché se non fosse accaduto A, B non l’avrebbero nemmeno scoperto. Tutto accade perché deve accadere, come dice anche lei ci sono motivazioni non irrisorie dietro. Nella vita si fanno errori, non si sa cosa si vuole, si cambia idea..
Spero che queste parole la facciano sentire meno solo e meno impotente.

Dott.ssa Renata Pellegrini Psicologo a Napoli

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6 LUG 2022

Caro A., la sua lettera mi ha commosso sia per il dolore che scaturisce dalle sue parole, sia per la ricchezza e per l’autenticità dei sentimenti espressi . Lei scrive che è in cura da uno psicoterapeuta e vorrei chiederle se ha parlato con lui della possibilità di un aiuto farmacologico che in questa prima fase le allevierebbe un po’ i sintomi in modo da potere lavorare sulle dinamiche sottese alla sua depressione, dinamiche che lei ha già individuato molto bene. Iniziare a 25 anni Psicologia non è una barzelletta ma è un progetto che potrebbe diventare realtà se la sua depressione non coprisse di svalutazione e impotenza ogni cosa buona che potrebbe fare per se’ . Personalmente mi sono laureata in Psicologia Clinica dopo essermi laureata in Economia e dopo avere vissuto un periodo di infelicita’ perché il lavoro che svolgevo non mi stava gratificando affatto . Questo per dirle che il suo progetto non è affatto da barzelletta ... anzi !!!
Ritengo fondamentale prima, guarire dalla depressione che è una malattia e che non è da sottovalutare

Un caro saluto
dott.ssa Laura Tavano

Dott.ssa Laura Tavano Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Chieri

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30 GIU 2022

Mio caro riferisci che sei seguito da uno psicoterapeuta ma che nonostante questo ti senti sopraffatto dai tuoi pensieri. Non riferisce da quanto tempo lo stai facendo ma se sono già diversi mesi senza un minimo miglioramento forse dovresti valutare l'alternativa di cambiarlo/a. Una cosa è certa, quando si inizia un lavoro di questo tipo l'impegno deve esserci da entrambe le parti, il lavoro del setting deve continuare anche al di fuori, quando si crea una buona alleanza terapeutica la persona è più facilitata a che questo avvenga. Intendo dire con questo che gli strumenti che via via si acquisiscono durante le sedute debbono essere utilizzati ogni qualvolta ci si trova in un momento di crisi altrimenti il cammino verso la ripresa diventa difficile. Da come ti descrivi sembri un ragazzo con buone risorse si tratta solo di crederci per trovare la forza di far riemergere le parti positive. Si può sempre ricominciare, a qualsiasi età non lasciarti scoraggiare da chi dice: "ormai...è tardi... che ti passa per la testa...,l'importante è essere determinati e perseveranti nel raggiungere le mete prefissate.
Resto a disposizione
Auguri
Dott.ssa M.A. Consalvi

Dott.ssa Maria Assunta Consalvi Psicologo a Roma

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29 GIU 2022

Gentile A.
ho letto con attenzione la sua richiesta di aiuto e...chi è stato a diagnosticarle una depressione??
Da quanto leggo ha le idee ben chiare su ciò che vorrebbe dalla sua vita; vuole fare lo psicologo, ma l'ostacolo più grande è proprio lei, la sua paura ad affrontare gli ostacoli.
La sua parte razionale sa che tutto è possibile ma il vantaggio di aggrapparsi a questa depressione sembra giustificarla in tutto

Inizia a riprendersi la sua vita, inizia da Lei
Ha ancora una vita davanti, lasci stare i rimpianti...la sua vita deve ancora essere vissuta e non è mai troppo tardi per mettere le fondamenta (soprattutto a 25 anni!)
Cominci a riacquistare la fiducia in se stesso, si concentri sul presente, la sua vita è qui ed ora

Solo quando comincerà a capire il suo valore e dopo aver riacquistato un buon livello di autostima sarà pronto ad affrontare quel mostro che è l'università; se noi fuggiamo le nostre paure tenderanno ad aumentare e sarà sempre più difficile affrontarle

Resto a disposizione, le auguro buona vita!

Dott.ssa Gaia Impastato
Psicologa - ipnologa

Dott.ssa Gaia Impastato Psicologo a Stezzano

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29 GIU 2022

Gentile A., percepisco la sua sofferenza ma deve continuare col suo psicologo e non demordere. Darsi per morto a 25 anni vuol dire perdere motivazione e spinta per qualsiasi cosa. Di fronte a questa posizione mentale tutto il resto diventa insignificante. Di cosa a paura? Perchè non si da qualche possibilità in più nel tentare un percorso di studio che l'attira? Ha letto da qualche parte che a 25 anni bisogna avere chiaro cosa si vuole nella vita e sentirsi realizzati? Ci sono persone che si iscrivono all'università dopo i 30 anni se capiscono che è qualcosa che fa per loro. In poche parole non è l'esterno a non fornirle possibilità, è lei che non se ne da. Perchè? di cosa ha paura? Del fallimento? cosa vuol dire per lei fallire? Dev'essere per forza qualcosa di intollerabile. Ecco le consiglierei di toccare questi punti nelle sedute con il suo terapeuta...

Matteo Mossini Psicologo a Parma

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29 GIU 2022

Buongiorno A,
Sei nel pieno della tua giovinezza e hai una vita davanti per realizzare i sogni che ancora non hai il coraggio di realizzare.
Il combustibile necessario per farlo è credere in se stessi. L’autostima è il primo start della vita.
La sicurezza in se stessi si poggia su quella che abbiamo ricevuta piccoli. Le esperienze primarie possono aiutare o meno la costruzione di una buona immagine di sé.
Ma nulla è irreparabile! Una buona terapia (le consiglio la Terapia Emdr) può aiutarla efficacemente
Le auguro il meglio e resto a disposizione
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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