Incertezza sul futuro a 25 anni.

Inviata da Antonio il 29 dic 2017 Terapia di coppia

Salve, espongo la mia situazione : ho 25 anni, e da un paio di mesi la relazione di 7 anni con la mia ex è finita (mi ha lasciato lei, per un altro col quale però non è andata bene). Convivevamo al centro Italia, ho lavorato poco in questi anni e ritenendomi intelligente ho pensato bene di iscrivermi all'università per non ''sprecare il mio talento''. Sono molto portato per le materie umanistiche pur essendomi diplomato, a suo tempo, in un istituto tecnico. Sono molto bravo nella scrittura, mi piace leggere ma la paura di non trovare uno sbocco lavorativo in futuro mi ha bloccato per cui anzichè scegliere una facoltà che potesse coltivare la mia passione e il mio talento ho deciso di ripiegare in Scienze della Formazione Primaria (i bambini non mi piacciono particolarmente, tutt'altro, ma ho pensato che me li sarei fatti piacere col tempo per amor di un lavoro stabile). Per motivi logistici (me ne pento amaramente solo adesso) son tornato a Palermo per intraprendere gli studi credendo potesse essere una buona scelta : fino a Ottobre tutto bene, poi lei mi lascia e mi crolla il mondo addosso. Da due mesi, ormai, penso di aver sbagliato tutto nella mia vita : in primis poichè ho messo in cima alle priorità quella di avere una relazione stabile anzichè affrontare una personale crescita professionale, e mi ritrovo a 25 anni con pochissime esperienze dal punto di vista lavorativo e nessuna competenza. Inoltre, come già accennavo, non credo che diventare maestro di scuola elementare/asilo possa fare per me, in quanto sono una persona molto introversa, timida, emotivamente fragile schiva, cinica, negativa. Penso seriamente di aver sbagliato corso di studi, non sono stimolato nello studio e da due mesi, ormai, non tocco un libro e non credo avrò la forza di farlo nel futuro imminente. In più, il sud e soprattutto la gente del sud mi stanno veramente molto stretti (per usare un eufemismo) : non sono il classico Siciliano solare, scherzoso e socievole, tutt'altro! Ho un approccio con le persone abbastanza freddo, sono eccessivamente riservato, e spesso preferisco fuggire dal sociale proprio perchè, se posso riassumere con due parole, ''odio tutti'' o quasi. E questo da sempre, posso affermarlo con certezza. Sto partecipando già a delle sedute con uno psicologo in una struttura sanitaria, mi ha ''diagnosticato'' una sindrome depressiva dovuta, più che altro, a diversi traumi infantili subiti (abbandoni) ma non credo mi stia aiutando granchè, e non so il perchè. Vivo con mia madre e un fratello di 35 anni che è disoccupato da sempre, vive sulle spalle di mia madre e ho sempre desiderato non diventare come lui : adesso che son tornato qui mi rivedo spesso nella sua situazione, e vengo assalito da disperazione e crisi di nervi. In sintesi ho 25 anni, nessuna esperienza, vivo male nella terra dove abito e soprattutto con la gente che la abita, frequento un corso di studi che credo non faccia assolutamente per me per via della mia personalità e del mio carattere, non so dove andare e soprattutto quale possibile carriera intraprendere. Ad aggravare tutto ciò, da quando la mia ragazza mi ha lasciato, soffro molto la solitudine. Per carità, mia madre mi sta accanto emotivamente ma capisco bene che non siamo sulla stessa linea di pensiero, mi sento ugualmente solo e mai compreso. Se mi fermo un attimo a riflettere, quel che vorrei veramente, forse, sarebbe andare a studiare qualcosa che abbia a che fare col mondo della scrittura in una città del centro-nord, ma ho paura di esser solo : ho paura di fare il primo passo senza nessun appoggio emotivo, ho paura di sbagliare, soprattutto di sbagliare, e ho paura di scegliere un corso di studi che non mi dia, in futuro, sbocchi lavorativi. Di mio, purtroppo, sono una persona che ''si sforza poco'' e vorrei totalmente cambiare questo lato di me ma per quanto mi sforzi, soprattutto adesso, mi risulta impossibile. Mi sforzo di uscire, frequentare gente nuova, ma odio il modo di relazionarsi dei Siciliani e ogni nuova esperienza si rivela un fiasco e la mia autostima ne risente ogni volta di più. In più ho cominciato a perdere parecchi capelli, i pochi che ho sono bianchi, sono scheletrico e ho un pò di ''gobba'', come se non bastasse.. Ho basato la mia esistenza, fino ad oggi, solo sulla mia ex ragazza perchè da che mi ricordo è stato quello della nostra relazione l'unico periodo nel quale abbia veramente lottato per qualcosa, ma ho perso anche questa battaglia. La via più facile e forse fattibile mi sembra quella di trasferirmi da lei (acconsentirebbe perchè prova profondo affetto e stima nei miei confronti, negli ultimi mesi di relazione eravamo più ''migliori amici'' che partners), pagare le spese a metà con lei e reinventarmi seguendo, stavolta, soltanto le mie inclinazioni e le mie passioni,non facendo caso a quali sbocchi lavorativi potrei ottenere ma, essendo ancora molto ''preso'' da lei, ho paura anche a fare questo passo. Quest'ultima scelta potrebbe essere quella giusta? Mi chiedo se, sforzandomi al massimo, potrei superare questo coinvolgimento emotivo e riuscire ad impegnarmi seriamente in una città che mi piace da morire, fra le altre cose.
Capisco bene che, per via di questo mio ultimo trauma emotivo, sia poco lucido al momento ma sento il peso delle responsabilità addosso, non passo giornata senza autocommiserarmi : ho perso interesse per tutto, dagli hobby alle persone, e trascorro le giornate a non fare nulla, dormire o sforzarmi di uscire e socializzare con gente che non fa per me.
Ho prenotato, infine, un biglietto per salire dalla mia ex fra 4 giorni, convinto del fatto che forse, venendo lasciato di presenza (mi ha mollato a distanza e per telefono) possa ricevere quella batosta che mi porti ad odiarla e a chiudere definitivamente questo capitolo della mia vita, perchè è inutile negarlo, sto malissimo per averla persa. Contemporaneamente, ho messo appunto una strategia di riconquista che mi veda sforzarmi nell'acquisire sicurezza, in maniera tale che lei possa ripensarci e tornare sui suoi passi. Come potete notare, ho le idee molto confuse..! Grazie in anticipo per le risposte e scusate la lunghezza del messaggio, sono disperato ormai da un pò e non riesco a trovare nessuna via d'uscita.

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Caro Antonio,
La descrizione che fa di se stesso e della sua condizione da' l'idea che si sia innescata una spirale negativa in cui è presente una forte apatia e un vittimismo di cui la sua famiglia si rende complice. Se però lei non vuole diventare come suo fratello le soluzioni possibili vanno in un'unica direzione, cioè quella di rimboccarsi le maniche e di fare concretamente qualcosa oggi stesso, qualcosa di piccolo ma tangibile, a cui si dovranno aggiungere altre azioni domani e dopodomani... Tenga presente che nessuno può sostituirsi a lei, e che per fare dei cambiamenti bisogna cominciare rompendo con le abitudini disfunzionali a cui ci si è lasciati andare... Tutto ciò è faticoso, ma è anche l'unico modo per costruirsi un'autostima e delle soddisfazioni reali. In questo percorso le potrebbe essere d'aiuto lo psicologo, ma ritengo che nel suo caso l'attenzione dovrebbe essere rivolta all'azione presente più che ai traumi del passato.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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Buonasera Antonio,
la descrizione dettagliata della sua attuale situazione, evidenzia l'intensità del disagio che sta vivendo.
Sembra avere confusione ed incertezza in tutte le aeree della sua vita, sentimentale, scolastica e relazionale.
Inizi a stabilire una scala di priorità nei bisogni che ha evidenziato e stabilire piccoli obiettivi, che raggiunti rafforzino la sua autostima.
Un primo passo importante è stato la richiesta di aiuto ad un professionista. Continui il percorso psicologico che ha intrapreso, condividendo con il terapeuta i suoi dubbi ed individuando i suoi punti di forza che la possano portare ad attivare cambiamenti significati e funzionali.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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