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Cosa mi succede? Come fermare queste reazioni?

Inviata da Miriam il 6 ott 2015 Terapia di coppia

Salve, sono una ragazza di 20 anni e sono fidanzata da circa 6 mesi con un ragazzo di 26. Scrivo qui perchè sono in un momento di confusione totale... il mio ragazzo è davvero una persona speciale, da quando ci siamo conosciuti mi ha sempre trattata benissimo ed è riuscito a darmi delle sicurezze e dell'amore che mai nessuno mi aveva dato. Ma sin dall'inizio della nostra storia io sono sempre stata assalita da mille dubbi e sensazioni contrastanti sul fatto di fidarmi di lui, e alternavo momenti in cui nel mio cuore sentivo la sua sincerità e il suo amore a momenti in cui sentivo solo le mie paranoie, che si manifestavano in modo molto intenso (paura di essere tradita o presa in giro, o paura che lui volesse in qualche modo manipolarmi) tutte cose che non sono mai state supportate da elementi reali. Queste mie paure portavano a litigi frequenti in cui mi arrabbiavo per cose banali o vedevo alcune situazioni distorte e incolpavo lui di fare delle cose sbagliate verso di me, inoltre con delle reazioni esagerate . Lui in tutto ciò ha sempre cercato di rassicurarmi ma a volte la situazione degenerava al punto tale da farlo arrabbiare molto. Il problema di questa situazione è che io dopo questi litigi e anche dopo l'ammissione di una parte di me del fatto che lui non aveva fatto niente di male, un altra mia parte restava convinta delle motivazioni per cui si era arrabbiata. Diciamo che non riuscivo a "sentire" i motivi per cui lui si era offeso e arrabbiato anche se "razionalmente" mi rendevo conto di cosa accadeva. In questo periodo però sento molto da pressione di queste mie colpe e penso solo a come posso migliorare la situazione. ma la cosa sembra solo alimentare le mie reazioni esagerate ed ingiustificate che continuano ad uscire fuori e a farci del male. E ho quindi molta paura che questi siano gli ultimi momenti buoni per non rovinare tutto e non deludere enormemente il mio ragazzo, il quale penso che si senta sia deluso e scoraggiato nei suoi sforzi di comportarsi bene con me. Sento insomma che la situazione mi sta sfuggendo definitivamente di mano e quello che vorrei sarebbe fare qualcosa di concreto e immediato per non ripetere più queste mie reazioni e togliermi dalla testa il fatto di dover incolpare lui per i miei problemi di insicurezza nelle relazioni. Inoltre vorrei capire cosa mi impedisce di vivere in maniera serena una relazione che avrebbe tutte le basi per esserlo e allo stesso tempo cosa c'è che non va in me che non fa accadere questa cosa. Grazie

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Gentile lettrice,
le sue riflessioni e considerazioni fanno pensare che lei ha una discreta consapevolezza del suo modo disfunzionale di relazionarsi al suo ragazzo.
E' anche consapevole che tutto ciò inevitabilmente porterà alla rottura della relazione che prima o poi arriverà.
Forse è ancora in tempo per riparare e salvare il rapporto se rompe ogni indugio ed inizia al più presto un percorso di psicoterapia che le faccia acquisire un miglior equilibrio personale e modalità relazionali più sane.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Miriam, il fatto che lei riconosca seppur in parte che le sue paure non necessariamente corrispondano a realtà e che la sua tendenza a non fidarsi può rovinare una relazione per lei importante, sono dei buoni indici di consapevolezza del suo problema e sono un buon presupposto per iniziare una psicoterapia che l'aiuti a capire perché nelle relazioni intime non si sente al sicuro. Oltre alla consapevolezza mi sembra che lei abbia anche una buona motivazione per fare questo passo. In bocca al lupo

Errigo M. Maddalena Psicologo a Reggio Calabria

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Credo che tu sia molto preoccupata di poter incrinare la tua relazione di coppia, lo sarei anch'io se fossi in te! Comunque un bel passo avanti lo hai fatto da sola quando dici di essere consapevole del tuo comportamento, direi ossessivo nei confronti del tuo ragazzo. Poi bisognerebbe capire da dove ti deriva questo comportamento che risponde sicuramente a dei bisogni che un tempo, magari nell'infanzia ha avuto ragione di strutturarsi mentre ora è divenuto solamente d'ostacolo! Io suggerirei un ciclo breve di terapia individuale ..
Dott. Michele Carbone

Dott. Michele Carbone Psicologo a Pesaro

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Dott. Michele Carbone

Dott. Michele Carbone Psicologo a Pesaro

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Buongiorno Miriam,
credo sia evidente in lei la spinta a "non fidarsi" nei rapporti sociali e soprattutto intimi. A mio parere lei ne ha una buona consapevolezza, e questo è positivo, ora bisognerebbe capire, attraverso l'aiuto di un terapeuta, l'origine di questo suo atteggiamento per apportarvi le modifiche più adeguate alle sue esigenze odierne.
Un caro saluto.
Dott. Stefano Pessina
psicologo psicoterapeuta
Milano

Dott. Stefano Pessina Psicologo a Milano

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Cara Mi,
Mi rendo conto che questo suo comportamento la fa stare male, anche se come lei stessa dice, non riesce a controllare le sue reazioni con il rischio di deludere il suo ragazzo e di rovinare il vostro rapporto. La sua sfiducia nei confronti dell suo ragazzo ha origini remote, dipende dalle prime relazioni che ha instaurato con le figure significative della sua vita. Sarebbe sicuramente auspicabile nel suo caso affrontare un percorso psicoterapeutico per migliorare le sue relazioni affettive, altrimenti avrà sempre difficoltà a mantenere un rapporto.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Laura Cenni

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Salve Miriam,
le scrive alla fine "ciò che vorrei sarebbe fare qualcosa di concreto e immediato per non ripetere più queste mie reazioni e togliermi dalla testa il fatto di dover incolpare lui per i miei problemi di insicurezza nelle relazioni. Inoltre vorrei capire cosa mi impedisce di vivere in maniera serena una relazione che avrebbe tutte le basi per esserlo e allo stesso tempo cosa c'è che non va in me che non fa accadere questa cosa".
in pratica vuole una diagnosi online e consigli spicci per superare i suoi pensieri paranoici.

Come detto dai colleghi si si rivolga di persona a un collega nella sua città, se non ha possibilità economiche, senta in consultorio o in asl.
Non esiti perché in un rapporto dover dimostrare all'altro che deve fidarsi continuamente e senza reali motivi di dubbio è snervante e alla lunga logora il rapporto.
Cordialmente

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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Gentile Mi,
credo che il suo grado di consapevolezza del fatto che le sue paure e supposizioni sono infondate e legate, probabilmente, ad un suo problema nel fidarsi e lasciarsi andare, potrà essere la sua chiave di volta.
Essere consapevoli è il primo passo per affrontare ciò che di disfunzionale c'è in noi.
Il passo successivo sarà cercare di capire come modificare questo, al fine di vivere una vita più serena e soddisfacente.
La invito pertanto e prendere in considerazione di contattare un terapeuta nella sua zona.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Beatrice Lazzeri
Firenze, Empoli

Dott.ssa Beatrice Lazzeri Psicologo a Firenze

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Gentile Mi,
Leggendo le sue parole ho subito avuto la sensazione che fosse presente, in lei, una difficoltà a fidarsi e a lasciarsi andare, questo potrebbe averla portata a fare tutta una serie di supposizioni circa tradimenti e manipolazioni.
Quando la paura del tradimento o dell'abbandono prende il sopravvento spesso non si è in grado di ragionare lucidamente e si finisce per litigare, e spesso, purtroppo è difficile tornare indietro. Nel suo caso mi pare di capire che questo dipenda proprio da un suo vissuto profondo di sofferenza che sarebbe bene approfondire.
Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona per affrontarli?

Cordialmente
Dott.ssa Martina Fabbrizzi
(Firenze-Empoli)

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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