Come faccio a capire chi e cosa voglio davvero?

Inviata da Martina · 22 dic 2016 Crisi esistenziale

Salve, sono una ragazza di 31 anni, in terapia da più di un anno da una psicoterapeuta.
Sono entrata in terapia ad ottobre dell'anno scorso, dopo aver lasciato il mio ragazzo con cui sono stata 6 anni.
Ho chiesto aiuto in quanto mi sentivo terribilmente sola in un posto in cui mi sono dovuta trasferire per lavoro e in cui non mi sono mai ambientata.
Ho lasciato il mio ragazzo forse spinta dall'aver conosciuto un mio collega, ma i problemi che avevo con lui erano già presenti da molto prima.
Lui mi ricordava molto mio padre (argomento spesso ripreso in terapia)... Irascibile, permaloso, con la mania del controllo su tutto, ossessionato dall'ordine...
Credo in fondo di non essere mai stata innamorata di lui ma di aver confuso il mio sentimento per "amore":
Da allora, ho frequentato questo collega con cui si è instaurato un rapporto ambiguo. Tra di noi ci sono sempre stati alti e bassi, e una profonda difficoltà di comunicazione.
La cosa che mi piace di più di lui è la sua capacità di farmi ridere, di "alleggerirmi la vita". Sono consapevole di essere una persona pesante, piena di ansie e di insicurezze e lui riesce in qualche modo a farmi stare bene.
Ho conosciuto però anche un altro ragazzo, completamente diverso dal tipo di ragazzo con cui sono sempre stata.
Gentile, romantico, attento, premuroso... il classico bravo ragazzo che riempie di attenzioni e di sorprese e su cui si sa di poter contare sempre, ma che non ha la capacità di farmi ridere e di alleggerirmi come invece riesce a fare il mio collega.
Li ho frequentati entrambi per diversi mesi, anche se non allo stesso livello.
Il mio collega non ha mai saputo dell'esistenza dell'altro ragazzo, che invece sapeva dell'esistenza del mio collega.
Ora sono 3 mesi che frequento solo il mio collega, ma spesso penso all'altro ragazzo.
Vivo la relazione con il mio collega come se fosse una storia da vivere alla giornata, non riesco ad immaginare un futuro con lui. Lui invece sembra essere molto preso da me, anche se all'inizio non lo era. Mi dice per esempio che si è reso conto che nella sua vita non ha mai avuto storie serie perché non ha mai incontrato la persona giusta ma che invece io lo sono per lui.
Io non riesco ad immaginare un futuro con lui, una famiglia con lui. So che con lui sto rinunciando ad essere me stessa per certi versi, perché le difficoltà di comunicazione comunque ci sono ancora, io non riesco ad aprirmi con lui, non riesco a condividere tutto perché ho paura di non essere capita, ho paura che mi giudichi esagerata o che non gli interessi quello che dico.
Ma non riesco a staccarmi da lui perché il solo pensiero mi fa stare male, sia per il sentimento che provo (che ancora oggi non so definire) sia per i sensi di colpa.
Nel frattempo, immagino di vivere determinati momenti con l'altro ragazzo, con lui riesco ad immaginare un futuro insieme, una famiglia, non ho mai avuto paura di condividere con lui le mie ansie, o semplicemente di dirgli tutto quello che pensavo, di raccontargli il mio quotidiano ecc.
Io non so davvero come uscire da questa situazione, non riesco a capire cosa voglio davvero nella mia vita. Mi sembra di subire passivamente questa situazione e non riuscire a prendere in mano la mia vita capendo una volta per tutte cosa voglio davvero...
Come posso fare? E' più di un anno che non so in quale direzione andare...
Grazie mille.

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Miglior risposta 23 DIC 2016

Gentile Martina,
premesso che è opportuno affrontare con la tua terapeuta questi dubbi che ti affliggono, mi sembra rilevante sottolineare, tra le cose che hai scritto, che con uno la relazione la vivi alla giornata e non riesci ad immaginare un futuro insieme mentre con l'altro ti senti più a tuo agio sia nel parlarci che nell'immaginare la possibilità di costruire una famiglia.
Ciò dovrebbe bastare per farti capire a cosa dare più attenzione e in quale direzione andare essendo comunque fondamentale non omettere questi temi e parlarne nella tua terapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 DIC 2016

Buona sera Martina,
concordo con le colleghe: la cosa migliore che può fare è parlarne con il suo terapeuta. Un'unica relazione terapeutica è la soluzione migliore.
Cordiali saluti

Dott. Claudio Del Muratore, psicologo e psicoterapeuta Psicologo a Pisa

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23 DIC 2016

Gentile Martina
comprendo la sua ansia nel voler dare risposte alle sue domande, ma lei sta già seguendo un percorso psicoterapeutico. Non abbia timore di rivolgere queste domande al suo terapeuta.
Cordialmente

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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22 DIC 2016

Gentile Martina, mi piacerebbe poterla aiutare, ma Lei è già in terapia da una collega e un altro psicologo non può intromettersi nel setting.
Rivolga alla sua terapeuta le sue domande, con fiducia.

Vedrà che riuscirà a risolvere i suoi problemi.
Mi dispiace, ma davvero, non ci è concesso darle indicazioni perché potrebbero allontanarla dal rapporto particolare che un paziente deve avere con il suo terapeuta.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna patrizia Guarino

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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