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Ansia per l'università

Inviata da Marika il 9 gen 2018 Ansia

Salve. Sono una studentessa di quasi 25 anni e sono fuori corso di 2 anni. Mi mancano 7 esami e ho già fatto la tesi ma sono bloccata da circa un anno. L'argomento università ed esami mi mette ansia, tanto da farmi venire forti attacchi di ansia e pianto.
Ho iniziato il mio percorso facendo la pendolare per non pesare sull'economia di casa, ho lavorato nei fine settimana e riuscivo ad organizzarmi bene con lo studio e le lezioni. Il secondo anno è stato più difficile, lezioni tutti i giorni dalla mattina alla sera, trasferimento da mia nonna perché era iniziata la ristrutturazione a casa e quindi stravolgimento delle mie abitudini. Da qui è iniziata l'ansia. Sono calata con lo studio e mi sono rallentata, temevo di non farcela e quando mi presentavo agli esami andavo via perché l'ansia mi faceva stare male.. tanto che al 3 anno avevo dato solo 7 esami e me ne mancavano 14 alla fine.. sono riuscita comunque a recuperare, tra bocciature e salti di appello, ma con buoni voti. Ho iniziato a pensare alla tesi, tanto che alla fine del 2016 mi è venuta la brillante idea di dover finire per forza per febbraio 2017 con altri 9 esami da dare, per liberarmi di questo peso.. tutto questo ovviamente si è trasformato in una montagna altissima, difficile da scalare tutta in una volta, tanto che dopo essere stata bocciata ad un esame sono entrata in crisi e ho dovuto rimandare tutto con dispiacere dei miei! Dopo un anno sono riuscita a dare solo 2 esami, in questo anno non sono stata bene fisicamente e ho iniziato a dire bugie.. dicevo di dare esami ma alla fine non era vero. Preferivo allontanare il problema piuttosto che affrontarlo, mettermi li a studiare era solo ansia in più perché stavo perdendo ulteriore tempo. Paura di non riuscire a fare tutto in tempo. Ho cercato in tutti i modi di trovare una soluzione, il mio fidanzato e i miei amici mi hanno consigliato tante volte di parlare con uno psicologo ma io non ho ascoltato i loro consigli, perché volevo affrontare da sola la cosa, perché sono sempre riuscita a risolvere i miei problemi da sola senza coinvolgere nessuno.
Ora che è passato un anno mi ritrovo di nuovo allo stesso punto, continuo ad illudermi e prendere in giro chi mi vuole bene dicendo che ce la faccio e che mi laureerò a breve. Non parlo più di esami o di università perché parlarne mi fa stare in ansia, cerco di evitare perché evitare il problema mi fa stare bene ma poi come devo affrontare un esame entro in panico perché non mi sento sufficientemente preparata. Ho perso fiducia in me stessa, penso di non essere in grado di fare niente, penso di essere una fallita perché fino ad ora non sono riuscita a raggiungere un obiettivo. Non voglio deludere i miei genitori, ho paura a dire loro come stanno realmente le cose e ho paura della loro reazione perché ci rimarrebbero male e si arrabbierebbero. Penserebbero che io ho solo perso tempo e non mi sono impegnata realmente quando invece non è cosi. Mi sono impegnata per cercare di superare questo mio problema, ho lavorato per pagarmi gli studi, mi impegno ma forse non è abbastanza perché poi non sono soddisfatta. Non vado ad un esame se non so tutto alla perfezione perché mi fa stare male il fatto di presentarmi e non ricordare nulla ed essere bocciata.
Sono entrata in un circolo vizioso, questa cosa mi condiziona anche al di fuori dell'università. L'idea di stare a perdere tempo, di essere arrivata a 25 anni e di non aver terminato il mio percorso di studi mi sta facendo credere di non essere portata a fare niente. Ho paura dei giudizi altrui, di sentirmi dire che ci sto mettendo tanto.. ho bisogno di un sostegno in più per poter affrontare al meglio tutto questo, non voglio mollare..

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Cara Marika,
da quello che scrivi emerge lo stato di confusione ed incertezza che stai vivendo in questo ultimo periodo, ma anche una sana voglia di provare a riprendere in mano la situazione.
Hai sottolineato spesso la paura di deludere i tuoi genitori o di sentirti dire qualcosa di negativo da chi ti circonda, ma ciò che mi sento di evidenziare in questo momento è, invece, la necessità che tu possa stare meglio fisicamente ed emotivamente e riacquistare fiducia in te, provando ad evitare di lasciarti immobilizzare dal timore del giudizio altrui. È per queste ragioni che ti consiglierei di iniziare un percorso di psicoterapia Cognitivo Comportamentale, un approccio che potrebbe rivelarsi efficace, soprattutto relativamente ai tuoi stati di ansia e insicurezza.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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Cara Marika,
penso tu sia troppo severa con te stessa, ripensa a tutti i successi scolastici che hai ottenuto e ripetiti che sei assolutamente in grado di ottenere tutti i risultati accademici che desideri ! Per ritrovare l'autostima perduta impara ad amarti di più , fai le cose che ti piacciono, cura l'aspetto fisico , coltiva i tuoi interessi e fai dei progetti (realistici!) a breve medio e lungo termine per lo studio . Ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto!

Dott.ssa Francesca Grimaldi Psicologo a Roma

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Gentile Marika,
oltre al problema principale dell'ansia (che dovrà imparare a gestire non da sola ma con l'aiuto della psicoterapia) mi sembra di rilevare anche una certa confusione e mancanza di metodo nello studio.
Infatti non era opportuno fermarsi a preparare la tesi quando vi erano ancora parecchi esami da sostenere.
Comunque lei non dovrebbe svalutarsi e scegliere l'evitamento ma affrontare le situazioni.
Pertanto sarebbe il caso di dire ai suoi genitori quali sono state le difficoltà che le hanno causato il ritardo negli studi e chiedere loro di essere supportata per un percorso di psicoterapia che potrà aiutarla a migliorare il suo livello di autostima in modo da riprendere con più energia positiva il percorso di studi interrotto.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentilissima Marika, sto seguendo in questo periodo alcune giovani donne tra i venti e i trent'anni anni col suo medesimo disagio. Lei è una ragazza molto intelligente e responsabile, ha sempre affrontato da sola le difficoltà che aveva di fronte, il problema non è in lei, ma nel suo modo di gestire la situazione scolastica. Purtroppo noi pensiamo che se un metodo funziona per un problema funzionerà per sempre per tutte le situazioni, invece non è così. Quello che le manca è la percezione che cambiando modo di agire lei supererà tutti i suoi ostacoli. Un primo consiglio iniziale? Un obiettivo grande deve essere scomposto in obiettivi piccoli, perché un lungo viaggio inizia sempre con un piccolo passo, diceva Lao Tzu. Una consulenza breve di counseling strategico sarebbe utile, non penso le occorra altro.
La saluto cordialmente.
Alessandra Monticone

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Cara Marika,
io non credo che avere delle difficoltà voglia dire essere una fallita, solo perchè non si riesce a risolverle da soli. Al contrario la richiesta d'aiuto è il più grande atto di coraggio e di presa di cura di se stessi. Da ciò che racconta si intravedono tante belle risorse che può mettere a disposizione per affrontare questo momento delicato, Abbia fiducia, e si rivolga a qualcuno che possa supportarla e permetterle di attivarsi e affrontare la sua ansia.
Tanti cari auguri,
dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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Gentile Marika,
tutte le difficoltà che ha incontrato e la tenacia con la quale ha cercato di affrontare il problema parlano di una giovane donna piena di risorse e voglia di farcela.
Deve solo accettare di essere aiutata.
Rompere i meccanismi di mantenimento che alimentano l'ansia, recuperare un senso di autoefficacia nella gestione di questa emozione che prima di tutto va ascoltata, trovare il modo migliore di dire la verità alle persone per lei significative ovvero che è semplicemente in difficoltà come accade ad ognuno di noi nella vita, ma che si sta occupando del problema, sono tutti obbiettivi da portare avanti all'interno di un percorso di psicoterapia, con il sostegno di una solida relazione terapeutica.
Io le consiglio una terapia ad approccio cognitivo comportamentale, in quanto fra le più riconosciute per il trattamento dei disturbi d'ansia.
In bocca al lupo per tutto.
Cordialmente
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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