Vittime della paura, carnefici di se stessi

Costruzione della paura patologica e degli attacchi di panico. Come una reazione naturale come la paura può trasformarsi in una prigione?

4 MAG 2022 · Tempo di lettura: min.

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Vittime della paura, carnefici di se stessi

Nelson Mandela diceva che il compito più difficile nella vita è quello di cambiare noi stessi.

Per cambiare ci vuole molto coraggio, ma il coraggio in natura non esiste. Esiste la paura e non esiste persona priva di paura, la paura è una delle emozioni primarie ed assolve ad un compito molto importante quello di salvarci quando siamo in situazioni di pericolo, quindi la paura in se non è un qualcosa da cui guardarsi bene.

Quando però questa paura va fuori soglia, quando non arriva per salvarci da qualcosa ma ci imprigiona e ci condiziona la vita, quando prende il sopravvento su tutto e non ci permette più di vivere come vorremmo e come desideriamo vivere stiamo soffrendo di qualcosa che è molto di più della naturale paura, siamo in questo caso vittime della paura patologica.

Oggi più del 30% degli esseri umani soffre di un disturbo associato alle fobie.

Che cosa sono le fobie?

La fobia è la paura come fenomeno psicopatologico che non è più un fenomeno naturale, cioè quella attivazione che innesca uno stimolo che crea un allarme fondamentale per il mantenimento della nostra vita, perché ci permette di conservala nelle situazioni di pericolo.

La paura molto elevata e intensa innesca un fenomeno psicopatologico, che si concretizza in varie reazioni fisiche invalidanti che immobilizzano, che fanno esplodere il cuore, che ci chiudono la gola, che ci fanno perdere l'equilibrio…ovvero il panico.

Essendo la paura una funzione protettiva primitiva, e facendo parte del nostro cervello più antico, non è influenzabile dai processi mentali superiori della ragione, quindi ripetermi di calmarmi nel momento in cui sono preda della paura non avrà nessun tipo di effetto sulla mia situazione di panicante, anzi peggiorerà la situazione stessa; in più non avrà nessun effetto neanche andare a cercare le cause di quello che mi sta succedendo per ritrovare il mio stato di benessere.

Quando ci troviamo di fronte ad uno stimolo spaventoso, si innesca una reazione fisiologica molto elevata, spesso scambiata per ansia (l'ansia viene dopo), per cui tutti i parametri fisiologici si alterano. Questa alterazione è fondamentale per combattere la situazione che si presenta; è a questo punto che la paura diventa insana, quando ci spaventiamo di questa reazione sana e cerchiamo di combatterla, di reprimerla generando un vero e proprio tilt psico-fisiologico.

Continuare a reprimere quella che è una reazione sana dell'organismo può generare un vero blackout, l'attacco di panico.

Più mi ripeto che non voglio sentirmi così e più alimento questa reazione.

Quindi quali sono le contromosse che mettiamo in campo per bloccare questa situazione e cercare di ristabilire l'equilibrio perso?

  • Controllare le reazioni dell' organismo.
  • Evitare di affrontare quello che fa paura, confermando l'essere incapaci di affrontarla.
  • Chiedere aiuto e protezione.

Queste sono le principali tentate soluzioni messe in atto per affrontare la paura patologica. Queste tentate soluzioni li per lì sembrano salvarci o per lo meno ci danno questa sensazione, ma invece non fanno altro che aggravare ancora di più la situazione.

Guarire dagli attacchi di panico è possibile, anche in tempi brevi, ma con la giusta terapia psicologica.

 

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Scritto da

Dott.ssa Michela Mariani

Bibliografia

  • La terapia degli attacchi di panico; Giorgio Nardone, Ponte alle grazie,2016
  • Il coraggio di cambiare; Robert Dilts, Giorgio Nardone, Roi edizioni, 2022.

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