Psicoterapia dell'immaginativo

Le tecniche immaginative utilizzano la capacità dell'uomo di esprimere il prorprio stato psicologico con immagini, per produrne la trasformazione e la guarigione.

15 APR 2017 · Tempo di lettura: min.
Psicoterapia dell'immaginativo

LA PSICOTERAPIA DELL'IMMAGINARIO

Le tecniche immaginative utilizzano la capacità dell'uomo di esprimere il proprio stato con immagini, per produrne la trasformazione e la guarigione.

Ogni immagine ha in sé un impulso motore e tende a suscitare emozioni e condizioni fisiche ad essa corrispondenti. E' proprio questa partecipazione emotiva, vissuta a livello psicocorporeo, che permette alla persona di proiettare, speri

mentare, elaborare, trasformare e risolvere i propri conflitti distinguendo l'Immaginario dalla "fantasia ad occhi aperti".

Il terapeuta sta accanto alla persona, lo segue nella sua produzione immaginativa, ne comprende il simbolismo espresso dalle sequenze immaginative e propone soluzioni in senso terapeutico;

soluzioni che la persona può accettare e far proprie, modificare o utilizzare parzialmente poiché è l'unica protagonista delle vicende immaginarie e simboliche che si svolgono nello scenario immaginativo.

Il rilassamento, con tutto il suo valore terapeutico, è "la messa in condizione" che precede la fase immaginativa. Mette la persona in uno stato di distensione corporea che le permette di far emergere il suo mondo interiore costituito di bisogni, paure, conflitti. Tale stato di "passività" inoltre fa sì che non avvengano delle "censure".

La persona si trova in quello che viene definito "terzo" stato contrapposto alla veglia, che è il "primo", e al sonno che è il "secondo".Quindi si sviluppa uno stato di modificata vigilanza, che risulta attenuata, e con presenza di coscienza. Tale condizione è stata studiata dal punto di vista neurologico e denominata "ritmo alfa".

Tale ritmo è stato scoperto nel 1929 da H. Berger e rappresenta l'attività elettrica cerebrale delle regioni posteriori dell'encefalo che si attiva con la chiusura degli occhi e nel soggetto sveglio in stato di rilassamento psicosensoriale.

Si tratta di uno stato psicosomatico particolare che risponde ad un livello di attivazione cerebrale specifico in cui vi è uno stato ipovigile: uno stato cioè di veglia abbassato, ben diverso dal sonno, accompagnato da una profonda distensione e, per consentire quest'ultima, è importante non concentrare l'attenzione, poiché annullerebbe il ritmo alfa.

Il primo contenuto immaginario che si incontra già nella fase delrilassamento, è il vissuto corporeo. Può accadere che si avvertano sensazioni di distorsione, lacune, asimmetrie, rigonfiamenti dello schema corporeo. Esse non sono in relazione con lo stato oggettivo del corpo, bensì con il vissuto che la persona ha con esso.

Tutto è riconducibile al fatto che alla base della nascita psicologica di ogni bambino c'è il rapporto che egli instaura con la propria madre. Già dal concepimento e durante i nove mesi di gravidanza, madre e bambino costituiscono un'unità psicocorporea attraverso la quale avviene uno scambio comunicativo di tipo immaginario e preverbale. Tale scambio avviene attraverso le sensazioni corporee e le emozioni che si esprimono nella distensione e nella tensione; è a queste che il bambino risponderà con tono corporeo che, attraverso la ripetizione, andrà ad iscriversi nella sua traccia mnestica. Di conseguenza, l'immaginario materno verrà trasmesso al bambino prima con sensazioni corporee per poi ascriversi a livello mentale.

Se nella madre le emozioni sono sperimentate come invasive o sono presenti vissuti di spersonalizzazione o paura, similmente nel bambino e nell'adulto poi, emergeranno , anche a livello immaginario, vissuti di costrizione o mancanza di sostegno. Ciò implica una grandissima attenzione per gli aspetti cenestesici ovvero stati di benessere profondo che riguardano lo stato interno dell'organismo e rappresentano la sensibilità più profonda e primaria che si riscontra nella vita fetale e nei primi due anni di vita. Per cenestesia, quindi, si intende la percezione generale e immediata del proprio corpo, determinata dall'insieme delle sensazioni, non sempre coscienti, resa possibile dalla presenza dei propriocettori (terminazioni nervose che inviano informazioni al sistema nervoso), negli apparati interni dell'organismo. La consapevolezza del proprio corpo è data da sensazioni di benessere, generalmente associata al vigore o al rilassamento, e di malessere, identificato spesso con tensione e stanchezza.

Quando un neonato vive una situazione esterna spiacevole, ad es. subisce frustrazioni, atteggiamenti di indifferenza ed altri atteggiamenti negativi, vorrebbe allontanarsi e scappare, ma avendo la necessità di mantenere il rapporto con la figura significativa (la madre), introietterà l'immagine di quest'ultima, quale oggetto significativo, in un momento in cui la percepisce come ostile e sopraffacente. Se la situazione si ripete spesso, l'oggetto significativo negativo è conservato e diviene inconscio, sotto forma di una fantasia che rimane latente e si perpetua. Si forma così "il fantasma" che può essere molto precoce ma che in futuro riemergerà condizionando la vita e le scelte della persona.

Le immagini, prodotte in stato di rilassamento e fortemente partecipate a livello psicosomatico, acquistano un carattere quasi reale ed esprimono le carenze e i conflitti della personalità che sono alla base dei disturbi e dei sintomi psichici o psicosomatici che portano le persone a consultare il medico e lo psichiatra. Esperienze ripetute di superamento delle carenze e dei conflitti attraverso le vicende immaginative, guidate in modo empatico dal terapeuta, possono rendere la persona capace di modificare stabilmente ed integrare la sua personalita'.

Si accresce la forza dell'Io, si acquista un'immagine positiva di Sé ed una nuova padronanza sul proprio mondo interno, precedentemente contrassegnato da quei nodi problematici cheintrappolavano nella malattia. La persona può raggiungere livelli elevati di consapevolezza di sé e diautorealizzazione attraverso la riorganizzazione della personalità. Tutto questo permetterà di affrontare le diverse vicende della vita in modo più sereno ed equilibrato.

Scritto da

Dott.ssa Paola Piquè

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