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EMDR: La desensibilizzazione del ricordo traumatico attraverso i movimenti oculari

In che cosa consiste l'EMDR? Quali sono i suoi ambiti di applicazione? In questo articolo parliamo di desensibilizzazione del trauma attraverso i movimenti oculari veloci.

7 NOV 2017 · Tempo di lettura: min.
EMDR: La desensibilizzazione del ricordo traumatico attraverso i movimenti oculari

"soffriamo di ricordi, ricordi dimenticati, che non ci dimentichiamo"

(Angel de Frutos Salvador)

L'Emdr è uno strumento terapeutico che facilita il trattamento di una vasta gamma di psicopatologie e problematiche legate ad eventi traumatici ma anche a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

Secondo il modello teorico alla sua base (Adaptive Information Processing, AIP), le informazioni legate ad esperienze traumatiche o stressanti subiscono un blocco nel processo di elaborazione e restano "cristallizzate" in modo disfunzionale nella nostra memoria. Le informazioni acquisite al momento dell'evento, incluse le immagini, i suoni, le emozioni, le sensazioni fisiche, vengono conservate nella loro forma disturbante ed eccitatoria e possono venire innescate da tutta una gamma di stimoli interni ed esterni che le faranno esprimere sotto forma di incubi, flashback e pensieri intrusivi (i cosiddetti sintomi del Disturbo Post Traumantico da Stress).

I movimenti oculari (o stimoli alternati) usati nell'EMDR favoriscono la "trasmutazione" delle esperienze immagazzinate in modo disfunzionale verso una "risoluzione adattiva", ossia favoriscono la riorganizzazione del ricordo in maniera più funzionale, stimolando i processi di autoguarigione e favorendo la salute psichica.

Possiamo pensare metaforicamente al processo di elaborazione, come ad una "digestione" delle informazioni affinchè esse possano essere usate in modo sano e profiquo.

Dopo il lavoro con l'EMDR i pazienti ricordano ancora l'evento o l'esperienza ma sentono che veramente fa parte del passato e il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adulta, matura e funzionale.

In sintesi l'elaborazione attraverso l'EMDR permette:

  • di rivivere il trauma in sicurezza (data dal setting terapeutico);
  • produce una desensibilizzazione nei confronti del ricordo allontanando la carica emotiva negativa;
  • causa un cambiamento della prospettiva cognitiva ossia non cancella il ricordo traumatico ma aiuta a "pensarlo" in maniera più funzionale;
  • aiuta il paziente a costruire una narrativa, ossia a "mettere in parole" il trauma;
  • collega il disagio presente, agli eventi del passato.

L'EMDR nasce principalmente come tecnica per il trattamento degli effetti dei traumi (in particolare del Disturbo Post Traumatico da Stress).

Attualmente viene applicato ad una vasta gamma di disturbi.

Il modello dell'Elaborazione Accelerata dell'informazione prevede che la maggior parte dei tipi di esperienze disturbanti della vita possano essere curate con successo indipendentemente dalla loro origine. Un trauma, quale uno stupro, un'aggressione o una esperienza di combattimento, ha chiaramente un impatto sulle sue vittime in relazione al loro comportamento, ai loro pensieri e alle loro sensazioni su se stessi e alla loro reattività verso sintomi pronunciati, quali incubi, flashback e pensieri intrusivi. Queste vittime avranno valutazioni di sé negative, svalutanti, autodenigranti. Anche i pazienti che non hanno subito un trauma possono avere autovalutazioni negative dominanti. Questi pazienti sembrano derivare le valutazioni di sé da esperienze negative della prima infanzia; non sono saltati in aria in un campo minato né sono stati molestati da un genitore. Ciononostante, un ricordo di qualcosa che è stato detto loro o il ricordo di un'esperienza è racchiuso nel loro sistema nervoso e sembra avere un effetto simile a quello di un'esperienza traumatica.

I movimenti oculari innescano un meccanismo fisiologico che attiva il sistema di elaborazione dell'informazione. Sono state formulate varie ipotesi per spiegare questa attivazione e facilitazione nell'elaborazione:

  • Un ipotesi consiste nel supporre che i movimenti oculari provochino una risposta condizionata di rilassamento. Tale attivazione inibirebbe il sistema nervoso simpatico, responsabile della risposta di paura "lotta o fuggi", generata dal ricordo del trauma, favorendo così la desensibilizzazione della risposta ansiogena.
  • Gli stimoli dati dai movimenti oculari produrrebbero scariche neurali assimilabili a una corrente a basso voltaggio, in grado di provocare cambiamenti sinaptici. Tali cambiamenti potrebbero essere legati direttamente all'elaborazione del ricordo.
  • I movimenti oculari attivano e facilitano l'elaborazione dell'informazione anche grazie alla doppia focalizzazione dell'attenzione del paziente sia sullo stimolo attuale sia sul trauma passato. Quando chiediamo al paziente di riportare alla mente un ricordo del trauma potremmo creare un legame fra la coscienza e l'area in cui l'informazione è immagazzinata nel cervello. Attraverso ogni set di movimenti oculari, noi spostiamo l'informazione disturbante lungo i sentieri neurofisiologici adeguati fino alla sua risoluzione adattiva.

"Il ricordo di cose passate non è necessariamente il ricordo di come siano state veramente"

(Marcel Proust)

Bibliografia:

Francine Shapiro, (2000): EMDR Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari.

McGraw-Hill, MIlano.

Scritto da

Dr.ssa Antonella Grioni

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