Perché siamo così aggressivi nelle reti sociali?

Aggressività e reti sociali: un binomio esplosivo!

21 GIU 2017 · Tempo di lettura: min.
Perché siamo così aggressivi nelle reti sociali?

Dimmi quali tipo di commenti fai sui social network e ti dirò chi sei. Non è un mistero che le reti sociali siano diventati una valvola di sfogo per molti utenti. Politica, cultura o temi sociali vengono spesso utilizzati come scuse per sfogare l'aggressività. Basta guardare i commenti che appaiono sotto vari stati o articoli di giornale per trovare insulti e offese fra utenti. Perché spesso i social network vengono utilizzati in questa maniera? Come reagire?

Una delle principali caratteristiche che permette di dare libero sfogo all'aggressività è senza dubbio l'anonimato. Non a caso, è molto comune l'intervento dei cosiddetti "troll", ossia utenti anonimi che sui social inseriscono commenti provocatori o aggressivi con l'obiettivo di disturbare la discussione. Anche la sensazione sicurezza che viene data dalla presenza di uno schermo fra noi e i nostri interlocutori fa spesso pensare che le proprie parole non abbiano conseguenza sugli altri. La sensazione di libertà nel poter mostrare una personalità completamente diversa dalla propria o, al contrario, una parte negativa del proprio carattere permette di provare un certo grado di soddisfazione attraverso l'umiliazione degli altri. Spesso, infatti, sono proprio il narcisismo e la voglia di protagonismo i sentimenti che sono alla base di questa aggressività.

La psicologia è ancora al lavoro per comprendere i comportamenti umani legati all'uso di internet. Patricia Wallace, esperta in psicologia delle relazioni e dell'apprendimento presso la Graduate School del Maryland University College e autrice del libro "La psicologia di Internet" (Cortina Editore) ha analizzato, attraverso le sue ricerche, i comportamenti umani online. Una parte del libro si occupa anche delle reti sociali.

Se da una parte gli utenti cercano di mostrare online la parte migliore di se stessi, la mancanza di un faccia a faccia, la comunicazione attraverso testi e immagini, l'anonimato e la difficoltà nel recepire il tono della risposta, rendono le conversazioni più aggressive.

Dietro a quest'aggressività, spesso si celano disturbi veri e propri legati per esempio al narcisismo e all'utilizzo compulsivo di internet. Nonostante in alcuni casi i social network diano la sensazione di essere un toccasana per la propria autostima, in realtà la stanno affossando: siamo costantemente preoccupati per la nostra immagine e per l'opinione che gli altri hanno di noi. Tuttavia, questa presunta sicurezza permette di sentirsi in diritto di essere arroganti e poco rispettosi. La non presenza diretta della vittima dei nostri commenti aggressivi, inoltre, ci farà sentire più sicuri del nostro comportamento.

Come reagire?

Sei vittima dell'aggressività di un troll o di un utente reale? A meno di non ricevere vere e proprie minacce o stalking, caso in cui è necessario avvisare immediatamente le autorità competenti, la regola numero uno per affrontare l'aggressività sui social network è quella di non rispondere. È indispensabile, infatti, non prendere sul personale questi commenti, lasciar perdere la situazione e non cadere nella trappola. Prendete anche in considerazione la possibilità di bloccare l'altro utente, in modo tale da non dover subire ulteriori attacchi inutili e di mantenere al sicuro il vistro profilo.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in aggressività.

psicologi
Linkedin
Scritto da

GuidaPsicologi.it

Lascia un commento
1 Commenti
  • Valeria Piasentà

    Ieri ho pubblicizzato, sulla mia pagina di G+ la petizione promossa da Possibile per chiedere la sfiducia di Salvini. Credo di aver usato argomentazioni fondate, anche storicamente, su dati di fatto e citazioni. Soprattutto di non aver offeso nessuno in particolare ma solo espresso un'opinione, in modo pacato. Mi è arrivata una risposta a dir poco imbarazzante. E non è il primo commento con caratteristiche così "linguisticamente truci" che leggo (i giornali ne sono pieni). Mi domando: chi sono questi personaggi, da quale contesto socio-culturale provengono e come si comportano nella quotidianità, al lavoro, con le mogli...Quali sono i tratti psicologici che li portano ad insultare perfetti sconosciuti; se dietro queste botte di aggressività si nasconde una personalità disturbata. Insomma, sono curiosa: avete condotto studi in proposito? E dove si possono leggere?

ultimi articoli su aggressività