Arrabbiarsi si può?

L’aggressività repressa provoca, nel nostro corpo, veri e propri blocchi muscolari che impediscono il libero fluire dell’energia.

2 SET 2020 · Tempo di lettura: min.

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Arrabbiarsi si può?

Gioia, tristezza, disgusto sono alcune delle emozioni primarie.

La rabbia è un'emozione che deriva dalla frustrazione, dalla costrizione, è un bisogno non riconosciuto (per questo insieme a gioia rappresenta una di quelle emozioni primarie, gioia quando il bisogno viene soddisfatto, rabbia quando non è riconosciuto e frustrato).

Fin da piccoli noi proviamo queste emozioni, ma spesso è in questa fase della vita che si impara a considerare la rabbia come un'emozione negativa. Le figure di riferimento, i nostri genitori, ci insegnano perlopiù che non è bello, che non si fa, che mamma o papà è rimasto male e che bisogna correre ai ripari chiedendo scusa (l'insegnamento e i modelli che derivano dai propri genitori, e dalla propria storia, possono essere molteplici: genitori violenti verbalmente o fisicamente tra loro, lunghi silenzi nei momenti di tensione, il mostrarsi offesi….che influenzano il nostro vissuto rispetto alla rabbia).

Per questo motivo, per la paura di ferire la persona a cui ci riferiamo, la rabbia viene vissuta male, accompagnata spesso dal senso di colpa, dalla paura di perdere l'altro, dalla fantasia che tutto si possa rovinare.

In questo mondo si perde la funzione primaria della rabbia che è un'energia a nostra disposizione, che può diventare, se trova il giusto canale di espressione, una forza vitale.

La rabbia bloccata, infatti, è energia vitale intrappolata che può diventare una bomba esplosiva e distruttiva, invece di essere fruita in termini di forze e sicurezza. Spesso tale blocco si cronicizza nel nostro corpo, nello specifico si concentra sulle scapole quindi sul collo, sulla mascella sul torace e le spalle.

La repressione di questa emozione non è l'unica via che si può percorrere. C'è chi, viceversa, esprime continuamente la propria rabbia, ma spesso si incorre in un equivoco di fondo. La rabbia quotidianamente espressa viene manifestata nella maggior parte dei casi solo verbalmente, poiché la comunicazione sociale richiede giustamente certe regole di buona convivenza; inoltre spesso nell'urlare le persone chiudono il respiro nella gola o nel diaframma, così che l'energia sale tutta nella zona della gola e della testa lasciando il bacino e le gambe deboli, quando invece dovrebbero essere il nostro sostegno e il nostro radicamento. Questa disarmonia energetica può procurare ansia, depressione o ira incontenibile, che può oltrepassare il confine del verbale.

È attraverso il movimento corporeo, accompagnato dalla voce, che lavoreremo su questa energia vitale, innanzi tutto per entrarci in contatto e sentirla, sentire che ciascuno di noi la possiede e per iniziare a sciogliere eventuali blocchi che creano nel nostro corpo una vera e propria armatura muscolare.

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Scritto da

Dottoressa Anna Iovino

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