Perché (non) rivolgersi a uno psicologo

Quando prendere appuntamento con uno "specialista della mente" è utile, e quando invece sarebbe bene evitare.

23 NOV 2016 · Tempo di lettura: min.

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Perché (non) rivolgersi a uno psicologo

Spesso andare dallo psicologo risulta essere una scelta ardua, contraddistinta da numerosi dubbi e caratterizzata sempre dallo stigma sociale della vergogna, della disapprovazione e della paura dell'andare da uno "strizzacervelli".

«Ma che ci vado a fare a pagare qualcuno che mi ascolti?! Ho così tanti amici!».

«Gli psicologi fanno un lavoro per matti, e io in fondo non lo sono».

«Vado dallo psicologo ma non lo dico a nessuno. Me ne vergogno un po'».

Questi e molti altri sono i pensieri e i comportamenti associati alla scelta di andare da un esperto della mente umana, figura che nonostante i tempi moderni risulta essere contraddistinta dal fantasma del timore, della svalutazione del lavoro compiuto da un esperto e da molto altro ancora.

Fatte queste premesse, da psicologa allora confermo e sottoscrivo alcune buone motivazioni per continuare a non andare dallo psicologo, in particolare quando si crede:

1) che lo psicologo possa essere un buon amico che comprende, perdona e giustifica;

2) che lo psicologo si fa pagare troppi soldi per ascoltare i fatti personali;

3) che il professionista in questione ti possa salvare dai mali della vita e con una bacchetta magica possa far passare i problemi;

4) che lo psicologo possa cambiare gli altri affinché tu possa stare meglio;

5) che in fondo siamo tutti un po' psicologi, l'importante è sapere ascoltare e dare buoni consigli.

Se credi tutto questo, non rivolgerti a uno psicologo.

Se sei convinto di questo non prendere appuntamento con una persona che ha conseguito una laurea specialistica, che ha superato un esame di stato, che si è formato tramite un master specifico, che ha conseguito un'ulteriore specializzazione quadriennale in psicoterapia e che in tutto questo ha avviato almeno un percorso di analisi personale.

Non rivolgerti allo psicologo perché non sarà mai il tuo migliore amico da chiamare di notte, non sarà mai un mago o colui che può cambiare gli altri per il tuo bene.

Rivolgiti allo psicologo per scoprire te stesso in un viaggio che ha il sapore di una prospettiva forse mai realmente immaginata; chiama uno psicologo se il peso della valigia della tua sofferenza è diventato un bagaglio troppo duro da (sop)portare.

Consulta uno psicologo se e quando avrai voglia di metterti in gioco, dando un così un senso al film della vita non più da spettatore ma in qualità di attore partecipe, coinvolto ed in grado di costruire attivamente il tuo destino.

Chiama uno psicologo quando avrai voglia di sfilare, con un esperto del settore che segue principi rigorosi e scientifici, la matassa della tua vita.

Rivolgiti a uno psicologo in qualsiasi momento di crisi, disagio o difficoltà. Troverai orecchie attente e uno sguardo comprensivo.

E ricorda: rivolgiti a uno psicologo quando avrai voglia di essere accettato così come sei, senza essere giudicato per ciò che di sbagliato sei o fai.

Buon viaggio!

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Scritto da

Dott.ssa Nadia Carbone

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Commenti 1
  • Francesca Pisu

    Bellissime parole, essere protagonista della tua vita. Grazie dottoressa. Io a 41 anni non lo sono ancora.

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