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Perché l'alcol compromette le funzioni cerebrali dei giovani?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'assunzione di alcolici per i minorenni è più dannoso di quanto possa sembrare perchè può compromettere lo sviluppo cerebrale.

27 GIU 2014 · Tempo di lettura: min.
Perché l'alcol compromette le funzioni cerebrali dei giovani?
La pratica del 'binge drinking' nata nel nord Europa e diffusasi anche in Italia soprattutto tra i minorenni, può compromettere il naturale sviluppo cerebrale degli adolescenti.

Il 'binge drinking' prevede l’assunzione di getto e consecutiva di cinque e più bicchieri o “cicchetti”di superalcolici in poco tempo. I minorenni che seguono questa moda sono sempre più numerosi nonostante sia vietata la somministrazione e la vendita di alcolici a coloro che non hanno compiuto 18 anni.

Infatti, l’ISTAT ci rivela che l’uso che i minorenni fanno dell’alcool è legato in larga parte (42% nei ragazzi e 21% nelle ragazze) alla volontà di sballarsi e trasgredire.

Proviamo a capire dal punto di vista psicologico quali sono i rischi concreti per gli adolescenti grazie ai contributi di due psicologhe esperte in dinamiche adolescenziali.

In che modo il consumo di alcol è un rischio per i giovani? Ed inoltre, l’alcol rende più stupidi?

La psicologa Pina Lorenzo sostiene: “è normale che l’alcol compromette lo sviluppo cognitivo cerebrale”, anche se dal punto di vista emotivo chi ne fa uso si sente disinibito e più sicuro di sé. “Gli adolescenti ricorrono all’alcol come forma di disinibizione sociale, e per sentirsi più spavaldi e 'fighi' con i loro amici.” Sottolineando che spesso i giovani bevono per sentirsi più in linea con i valori che la società gli impone.

“L’alcol calma il sistema nervoso centrale, e per questo, il suo uso assiduo rallenta le funzioni cognitive legate alla percezione, all’attenzione o al giudizio e lenisce il processo di apprendimento. Senza dimenticare che rallenta le funzioni motorie (equilibrio e riflessi) e emotive (ragionevolezza e maturità). Inoltre, l’effetto neurotossico può provocare un vero e proprio deturpamento neuropsicologico”.

Centrale nell’osservazione è che il cervello degli adolescenti è ancora nella fase di sviluppo, quindi l’influenza dell’alcol nei giovani è più catastrofica rispetto agli adulti.

Il cervello negli adolescenti sta ancora creando le abilità legate al ragionamento, alla risoluzione dei problemi. Per questo il consumo assiduo di qualsiasi sostanza stupefacente e alcolica può compromettere le capacità intellettuali in maniera irreversibile” come spiega la Dott.ssa Carmen Torrado.

Inoltre, è dimostrato che chi inizia ad assumere alcolici prima dei 16 anni ha 4 volte più probabilità di sviluppare una dipendenza da queste sostanze.

I genitori cosa possono fare?
Come per ogni altra cosa riguardante gli adolescenti, l’unica soluzione è il dialogo. La comunicazione è fondamentale soprattutto negli ambiti familiari. La psicologa Pina Lorenzo raccomanda ai genitori di: “parlare con i propri figli, di interessarsi alle loro vite tentando di non essere invadenti e di affrontare senza timori anche il tema del consumo dell’alcol”.

Anche se non sempre è facile giacché “molte volte i genitori hanno paura di parlare apertamente con i propri figli pensando che il solo pararne possa incitarli verso condotte erronee”.

Nulla di più lontano dalla realtà, perché “non funziona così. I genitori devono parlare apertamente raccontando le esperienze passate e domandando loro quello che fanno, senza tralasciare argomenti come sesso, alcool e droghe” sostiene Pina Lorenzo.

Allo stesso modo, la psicologa Torrado raccomanda che: “sin da piccoli i genitori devono parlare con i figli dei pericoli dell’alcol, senza drammatizzare, ma in maniera divertente facendogli capire appieno i rischi per loro stessi e per chi gli è vicino”.

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Scritto da

Zaida Sánchez. Traduzione Chiara Bardari

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