Bambini e amici immaginari: è un problema?

L’amico immaginario è una sorta di alter ego del bambino stesso e può aiutarlo a esprimere emozioni, positive o negative, che normalmente non riesce a comunicare.

21 NOV 2018 · Tempo di lettura: min.
Bambini e amici immaginari: è un problema?

«Un ammasso di roccia cessa di essere un mucchio di roccia nel momento in cui un solo uomo la contempla immaginandola, al suo interno, come una cattedrale», Antoine de Saint-Exupéry.

Da piccoli, giocare è una delle attività principali che aiuta a scoprire il mondo. Per Winnicot è nel gioco che si inizia una sana identificazione. Spesso, durante l’infanzia, i bambini possono avere un amico immaginario. Giocano e parlano con una persona che nessuno può vedere. I genitori dovrebbero preoccuparsi? In realtà i bambini, quando giocano, usano la fantasia e l’immaginazione. Per esempio, parlano con le bambole o al telefono, anche se non possono ricevere alcuna risposta.

Nella maggior parte dei casi quando i più piccoli hanno un amico immaginario non c’è da preoccuparsi. È uno dei tanti prodotti dell’immaginazione, della fantasia e della creatività, e solitamente non è un campanello d’allarme che indichi la presenza di qualche carenza emotiva o di un disturbo più grave. Al contrario, è una delle tante forme in cui si sviluppa la creatività del bambino. In questo modo, i più piccoli creano un amico su misura che non discute e che agisce come lui vuole, al contrario dei genitori o degli amici reali.

L’amico immaginario, inoltre, è una sorta di alter ego del bambino stesso e può aiutarlo a esprimere emozioni, positive o negative, che normalmente non riesce a comunicare. Allo stesso tempo, l’amico immaginario è una sorta di supereroe che arriva in aiuto quando il bambino ha bisogno di sentirsi protetto, ad esempio nell’oscurità o in altre situazioni che ritiene rischiose.

Si tratta, dunque, di una maniera di proiettare le proprie paure e di affrontarle in maniera creativa.

Nel passato la presenza di un amico immaginario nella fantasia dei più piccoli è stata collegata a un sintomo di una mancanza di affetto. Negli ultimi decenni, invece, si tende a sottolineare che se il bambino ha la capacità di inventare questo personaggio, di farlo funzionare come vuole e di averlo sotto controllo, solitamente non presuppone alcun sintomo di un disturbo. Per questo, motivo la presenza di un amico immaginario può essere una delle tante fasi di crescita del bambino che riesce a esprimere meglio le sue emozioni e a sentirsi meno spaventato.

In più, secondo i risultati di uno studio eseguito presso l’Università di Otago (Nuova Zelanda), i bambini che hanno un amico immaginario, rispetto a quelli che non ce l’hanno, sarebbero in grado di sviluppare maggiori capacità linguistiche e creative in quanto sarebbero più capaci di inventare e raccontare narrazioni più elaborate.

Come dovrebbero comportarsi i genitori quando il proprio bambino ha un amico immaginario?

Se vostro figlio ha un amico immaginario, niente paura. Come abbiamo detto, nella maggior parte dei casi, questa situazione è positiva per i bambini. Per questo, non preoccupatevi né tantomeno vietate al bambino di parlare con questo personaggio inventato. Al contrario, cercate di ascoltare le sue conversazioni per capirlo meglio.

Ovviamente, tutto ciò non deve allarmare i genitori a meno che non si scopra che il proprio figlio inizi ad avere problemi con il suo amico immaginario. Se comincia a mostrare una relazione di dipendenza e/o di conflitto, rifiuta di giocare con gli altri bambini o sembra triste a causa di questo personaggio inventato, probabilmente è arrivato il momento di chiedere aiuto a un professionista.

Corretto e rivisto dal Dott. Massimo Masserini  

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