L'importanza di conoscere se stessi

Conoscere se stessi è faticoso e, in alcuni casi, un po’ doloroso, ma solamente così possiamo prendere in mano le redini della nostra vita.

25 gen 2019 Crescita personale - Tempo di lettura: min.

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Photo by Jordan Steranka on Unsplash

«Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l'ordine, l'armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all’azione», Platone.

Cosa vedi quando ti guardi allo specchio? Sei contento di ciò che vedi, non solo a livello fisico, oppure ti piacerebbe essere una persona completamente diversa? Sei consapevole di come sei? Conosci te stesso? Fai il nostro test e scopri di più su di te.

Non è così facile rispondere a queste domande, non sempre ci conosciamo abbastanza. Tuttavia, tendere ad una maggiore autocosapevolezza è importante, perché essa porta a migliorare ciò che non ci piace di noi, consentendoci di essere più soddisfatti.

Cosa vuol dire conoscere se stessi?

Vuol dire sapersi fermare, nonostante il ritmo frenetico della vita quotidiana, ed imparare ad ascoltarsi, a leggere dei meandri della propria anima, colei che sa chi siamo, colei che cela i nostri desideri, colei che può indicare il cammino da percorrere. Anima, psiche, cuore, non importa qual è il nome che attribuisci al nucleo di fondo che ti caratterizza, purché tu possa fermarti e farne intima conoscenza. A volte crediamo di conoscerci, ma ciò che di noi vediamo è solo il riflesso di quello che gli altri pensano e dicono di noi. Se questo è perfettamente normale nell’infanzia, nell’età adulta è necessario fare i conti con ciò che siamo davvero, guardando cosa si cela veramente dentro di noi o rischieremo di agire per compiacere gli altri, regalando a loro la nostra vita.

«Scopri chi sei e non avere paura di esserlo», Mahatma Gandhi.

La necessità impellente di cambiare può celarsi in un momento faticoso, quando le cose non girano, quando ci sentiamo paralizzati. È questa l’occasione per guardare dentro di sé, evitando di sfuggire all’introspezione, gettandosi su altre attività oppure arenandosi  seguendo i consigli altrui, imitandone le scelte. Prendersi in mano, avviare una profonda amicizia con se stessi, darsi il tempo di approfondire la conoscenza del proprio nucleo di fondo, operazione faticosa e, in alcuni casi, dolorosa, ma solo così possiamo prendere in mano le redini della nostra vita e imboccare percorsi evolutivi.  

«Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri», Carl Gustav Jung.

Secondo Tasha Eurich, psicologa e autrice del libro “Insight”, quando qualcosa non va per il verso giusto, la maggior parte di noi si pone la domanda sbagliata (“perché”), mentre la domanda che aiuta a fare un passo in avanti è: “che cosa?”.

Invece di chiederci “perché non sono felice a lavoro?”, proviamo a chiederci “cosa posso fare per esserlo?”. In queso modo, saremo in grado non solo di scoprire più elementi su noi stessi ma anche di conoscere le nostre capacità.

I benefici del conoscere se stessi

Conoscere meglio se stessi vuol dire avere in cambio benefici reali. Quali sono i principali? Ve li elenchiamo di seguito:

  • sapere con più certezza cosa vogliamo;
  • avere maggior potere decisionale;
  • avere la possibilità di essere più creativi;
  • essere in grado di individuare con più facilità le cause del nostro malessere;
  • migliorare la nostra autostima;
  • migliorare la qualità delle nostre relazioni sociali e personali.

«Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia», Sun Tzu.

Articolo corretto e rivisto dalla dottoressa Luisa Ghianda

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