L'importanza della memoria

Recuperare i ricordi e le emozioni del passato per una piena consapevolezza di noi stessi e una maggiore centratura nel presente.

26 GIU 2018 · Tempo di lettura: min.

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L'importanza della memoria

Riportare in superfice le nostre memorie più remote, ricordare chi siamo stati, cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo affrontato e superato, ha per noi un valore enorme perché ci riconnette non solo con le nostre radici, ma anche con noi stessi, con la persona che siamo state e che spesso dimentichiamo di celebrare.

Ricordare chi siamo stati, dare valore alle nostre vittorie o alle relazioni per noi più significative, o dare finalmente un significato a ciò che abbiamo cosi fortemente desiderato di rimuovere, nutre la nostra mente e il nostro corpo, e ci permette di ripartire più solidi di prima. Rimuoviamo continuamente materiale dalla nostra memoria, rendendo noi stessi inevitabilmente poveri, perché proiettati verso un futuro che non esiste ancora, ma svuotati allo stesso tempo di ciò che invece è esistito nel bene e nel male.

La memoria è connessa con le emozioni, con le proprie radici familiari e culturali, con la nostra capacità di resilienza, con i valori e la dignità. Riscoprire il passato ci offre l'opportunità di comprendere quali bisogni ci sono stati negati, chi ci ha protetti o calpestati, quali sofferenze abbiamo superato, ma soprattutto ci permette di ricomporre il puzzle della nostra storia. Una storia unica ed irripetibile che appartiene solo a noi stessi.

Credo che ognuno debba concedersi l'opportunità di riscoprire il proprio passato, fermarsi un attimo e ricordare.

Ricordare, spesso, non risulta essere un viaggio comodo e tranquillo, e anzi, ci fa sentire terribilmente angosciati. Qui, il sostegno psicologico, dona l'opportunità di attraversare in compagnia questo dolore, in uno spazio protetto e sicuro, e iniziare, davvero, a trasformare le cose.

Relativamente ai ricordi e al passato, l'adolescenza merita un approfondimento particolare.

"La vita non scorre per nessuno come un lungo fiume tranquillo e l'adolescenza, da parte sua, non ha la spensieratezza e la futilità che alcuni le attribuiscono" (POMMEREAU, 1997).

Per noi adulti, la memoria della nostra adolescenza è spesso offuscata, poco limpida, caratterizzata da modellamenti e ricostruzioni. L'adulto, spesso, commette l'errore di attribuire all'adolescenza caratteristiche legate alla leggerezza, al gioco, e all'assenza di problemi. Certo, per molti sarà stato sicuramente un arco temporale, più o meno lungo, dove la spensieratezza riempiva le nostre giornate. Ma è stato davvero così?

Se ci soffermiamo un attimo, e poi ancora, possiamo lentamente scorgere tra i ricordi le nostre paure, angosce, insicurezze o delusioni. Possiamo ricordare un'età piena di eccessi, in senso positivo e negativo, a livello comportamentale ma anche emotivo. Possiamo ricordare forse di aver versato tante lacrime, o magari esserci sentiti terribilmente soli.

Allora, ancora una volta, attraverso la rimozione ci siamo difesi da tutto questo. Ma per comprendere veramente un adolescente, o quanto meno fare un tentativo di connessione reale con il suo mondo interiore, dobbiamo scavare prima dentro di noi, ricordare come ci siamo sentiti e chi siamo stati, e cercare di stabilire un contatto empatico con l'adolescente che sia finalmente diverso.

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Scritto da

Francesco Romano ~Psicologo~

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