La famiglia italiana: ieri, oggi e domani

Le evoluzioni vissute nell'ultimo secolo all'interno della famiglia sono un chiaro sintomo dei cambiamenti vissuti nel nostro paese in modo viscerale.

20 APR 2016 · Tempo di lettura: min.

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La famiglia italiana: ieri, oggi e domani

La famiglia italiana è fortemente rappresentativa della nostra società e della nostra storia. Le evoluzioni vissute nell'ultimo secolo all'interno della stessa sono un chiaro sintomo dei cambiamenti vissuti nel nostro paese in modo viscerale.

La Terapia Familiare serve per prendere in considerazione tutte le dinamiche esistenti all'interno di un gruppo familiare, in cui ogni relazione conta e assume sfumature e interpretazioni proprie. La famiglia quindi è un sistema in cui le individualità acquistano una dimensione nuova, collettiva, e creano equilibri nuovi, non sempre funzionali.

Per avere qualche dato in più su cui riflettere, dalle indagini portate a termine dal Censis risulta che:

Negli ultimi dieci anni il numero di famiglie composte da coppie sposate è diminuito mentre è in crescita quello costituito da famiglie monogenitoriali (soprattutto madri single), circa un 18% in più. Allo stesso modo aumentano il numero di separazioni e di divorzi e il numero di figli si è ridotto drasticamente, causa anche la crisi economica.

Inoltre in un ultimo comunicato stampa, analizza il processo vissuto dagli anni settanta ad oggi, in cui la famiglia da "combinatoria" si è trasformata in "tutor" per aiutare i figli nei loro progetti di realizzazione professionale.

Da tutto ciò risulta inevitabile notare come l'istituzione familiare è parte integrante della società, soprattutto quella italiana, ma con vesti diverse. Le richieste di aiuto psicologico per terapia familiare si mantengono costanti ma si manifestano in numerose forme.

I numeri del sito

Analizzando il numero di richieste ottenute sul nostro sito GuidaPsicologi.it rispetto alla Terapia Familiare, risulta che negli ultimi due anni il servizio si è mantenuto sempre nella top ten dei servizi più richiesti, con un totale di 660 richieste annue nel 2015. Inoltre, osservando i motivi per cui si decide di rivolgersi ad un esperto in Terapia Familiare, notiamo che possono essere diverse le ragioni per iniziare un percorso terapeutico di famiglia: dalle crisi sulla genitorialità ai problemi di comunicazione tra genitori e figli, spesso accentuati dalle crisi adolescenziali o da problemi nella crescita del bambino. Sicuramente eventi traumatici quali separazioni, divorzi o lutti hanno un forte impatto sulla struttura familiare e possono portare a ricostruire dei nuovi equilibri in cui l'aiuto di una figura professionale può essere fondamentale per risanare tensioni e conflitti sorti.

In quest'infografica abbiamo riportato i motivi per cui più comunemente i nostri utenti richiedono il servizio della Terapia Familiare:

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Intervista agli esperti

Chiediamo adesso ad un'esperta in Terapia Familiare, la Dott.ssa Angela Turchi, quali sono gli episodi più frequenti in cui una famiglia entra in crisi e decide di rivolgersi ad un professionista.

1. Dottoressa Turchi, in che modo i cambi della società hanno condizionato gli equilibri psicologici della famiglia?

Dal dopoguerra ad oggi l'organizzazione della famiglia ha presentato notevoli evoluzioni basate anche sui cambiamenti socioeconomici e culturali. Si è passati da un modello familiare "patriarcale " ad uno "nucleare", in cui si osserva che il numero medio dei componenti della famiglia è in continua diminuzione.

E una famiglia definibile "famiglia lunga", in quanto la disponibilità a farsi carico della formazione e del mantenimento delle nuove generazioni e la crescente disoccupazione, ha fatto si che sia molto più diffusa la convivenza tra soggetti adulti.

Questo ritardare il naturale percorso evolutivo del giovane, che per divenire adulto ha bisogno di rendersi autonomo, indipendente e in grado di assumersi responsabilità personali e sociali, può rappresentare una forma patogena di relazione familiare. È attraverso l'esperienza di ostacoli superati che il giovane struttura la fiducia nelle proprie risorse e il proprio equilibrio psicologico.

2. Quali sono le terapie più adatte per risolvere i conflitti familiari?

Quando all'interno della famiglia emerge un conflitto e quindi la comunicazione tra i membri risulta interrotta o distorta, si rende necessario l'intervento di un esperto che favorisca un migliore equilibrio nella relazione che ognuno stabilisce rispetto a se stesso e agli altri.

Le terapie più indicate in letteratura sono le terapie ad orientamento sistemico, ossia quelle terapie che vedono i sintomi e il disagio del singolo individuo come il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali e capacità cognitive di autovalutazione. Una terapia che quindi prenda in carico la famiglia nel suo complesso.

3. Quando si può definire una famiglia sana ed equilibrata?

La flessibilità è l'elemento di maggiore salute relazionale all'interno di ogni sistema, infatti, non è possibile definire a priori come sana né una situazione di accordo tra genitori e figli né tanto meno di disaccordo, poiché sia l'una che l'altra se diventano modelli rigidi e immutabili di relazione familiare, possono evolvere nella patologia o sofferenza.

In altre parole, come scriveva Nietzsche: "Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia".

4. Come immagina la famiglia italiana di domani?

La famiglia moderna appare sempre meno legata ai legami biologici e sempre più incentrata su legami affettivi e relazionali ampi. I giovani a mio avviso sono chiamati alla flessibilità delle relazione e alla consapevolezza che la famiglia è il luogo dell'affettività che se effettiva porta alla creazione di confini e modelli sicuri.

La famiglia tradizionale lascia spazio a relazioni più ampie ma non meno consapevoli.

Usando le parole di Alan Bennett "Ogni famiglia ha un segreto, e il segreto è che non è come le altre famiglie".

Abbiamo voluto chiedere il parere anche alla disponibile Elasti, giornalista, D di Repubblica e Rai Radio 2, che segue la rubrica "Nonsolomamma" di D di Repubblica, per conoscere la sua opinione sull'argomento.

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1. Quali sono secondo lei i problemi che più condizionano l'equilibrio psicologico della famiglia di oggi?

Credo che un'insidia all'equilibrio familiare sia il desiderio che talvolta diventa necessità, dei genitori di compiacere e sedurre i figli che rende difficilissimo dire no e mettere i paletti necessari a una crescita collettiva e individuale. Spesso i figli, per pigrizia, improntitudine, noncuranza dei genitori, sono i sovrani assoluti e questo nuoce in primis ai bambini.

Inoltre trovo che noi genitori siamo impreparati, in quanto pionieri su questo terreno, a gestire l'uso della rete e dei social network da parte dei nostri figli, con il rischio di abusarne o di usarli male. Capita di vedere famiglie in cui ogni componente è risucchiato dal suo cellulare o tablet. Ed è uno spettacolo tristissimo.

2. Le scrivono sulla Repubblica per avere una consulenza di un'esperta o il confronto con una persona?

Più che consulenze, che per altro non sarei in grado di fornire non avendo una professionalità in tal senso ma basandomi solo sulla mia esperienza di madre, di giornalista e di blogger, molti scrivono su D di Repubblica per condividere esperienze, dubbi, perplessità, storie. Io sono convinta che la condivisione sia uno strumento efficacissimo per la comprensione e la soluzione dei problemi.

3. Come si immagina la famiglia di domani?

Fatico a immaginare il futuro, ma so come vorrei che fossero i miei figli, se un giorno diventeranno genitori. Mi piacerebbe che fossero meno soli, di quanto siamo stati noi. Vorrei che la società tutta avesse la consapevolezza che i figli sono un patrimonio, e quindi anche un impegno, collettivo e non individuale o, peggio, materno. Mi auguro un maggiore equilibrio tra padre e madre e maggiori apertura e accettazione di tutte le famiglia, non solo quelle tradizionali.

Conclusioni

La famiglia italiana è in mutamento così come i modelli sociali. Sembrano particolarmente influenti i cambiamenti tecnologici e l'attuale situazione economica. Dobbiamo ricordarci che il modello che si è affermato nella nostra mente è quello della "boom generation" che dal dopoguerra in poi ha potuto godere di grandi benefici che non si sono potuti portare avanti sino alle generazioni più recenti. come la "Y".

Per questo sembra importante parlare di flessibilità tanto all'interno del quadro familiare, dove ogni elemento deve poter instaurare rapporti onesti e dinamici con gli altri componenti del gruppo, quanto all'esterno, con un riconoscimento sociale e un supporto statale che protegga e difenda la naturale evoluzione dell'istituzione più vecchia della storia.

La famiglia di ieri, di oggi e domani sarà sempre il primo modello sociale di riferimento per l'individuo e proprio per questo bisogna permettere il suo sviluppo, grazie anche al supporto psicologico.

Spot Fiat 500 sulla Famiglia Italiana.

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Scritto da

Chiara Signorelli

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