Effetti e conseguenze della Pandemia

La pandemia ci ha influenzati su molteplici piani, producendo effetti molto negativi sulla nostra vita, in maniera diretta e indiretta sulla salute sia fisica sia psicologia, ma come?

5 OTT 2022 · Tempo di lettura: min.

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Effetti e conseguenze della Pandemia

È innegabile affermare che la pandemia degli ultimi anni ci abbia toccati profondamente e su più piani. Infatti, il COVID-19 ha rivoluzionato il nostro modo di stare al mondo, influenzando la nostra quotidianità, il nostro stile di vita, la nostra percezione dell'altro e del rischio, danneggiando tanto le nostre relazioni affettive quanto il nostro stato d'animo e la nostra integrità.

Tutto il mondo, coeso nel tentare di superare questo difficile momento, si è adoperato sia dal punto di vista medico, per reagire e tentare di superare la pandemia, sia dal punto di vista scientifico, studiando il fenomeno e le sue implicazioni. Numerosi sono gli studi ad oggi disponibili riguardo il virus ed è impressionante notare come concordino nel vedere in questa situazione una causa psicopatologica molto importante, indipendentemente dall'aver contratto o meno il virus e, quindi, indipendentemente dallo stato fisiologico di salute o malattia.

Una delle principali caratteristiche delle pandemie è la loro connotazione fortemente traumatica (APA, 2013). Infatti, l'elevata esposizione ha avuto un grande impatto sul nostro benessere psicofisico. In più, le conseguenze economiche e sociali, oltre che le restrizioni di distanziamento e di isolamento sociale hanno aumentato la portata degli effetti pandemici negativi sul nostro benessere. Di fatti, questo delicato e stressante momento storico ha acutizzato alcune nostre dinamiche personali che, seppur radicate in noi, risultavano sotto controllo e non invalidanti, facendo emergere la necessità di fornire un supporto sanitario a tutto tondo (Canzi et al., 2021; Cantelmi et al., 2020; Holmes et al., 2020).

Lo studio della pandemia da COVID-19 sembra confermare molte delle ricerche condotte sulle più recenti epidemie, come SARS e MERS, ebola e influenza H1N1, individuando in questi eventi – epidemie e pandemie – un fattore di rischio non trascurabile nello sviluppo di patologie psichiche e fisiche (Rogers et al., 2020; Brooks et al., 2020; Hawryluck et al., 2004).

In questo articolo visioneremo insieme alcuni importanti dati registrati negli ultimi anni. Porremo particolare attenzione ad elementi apparentemente secondari dello stato di pandemia, vedremo come il COVID-19 abbia inciso sul benessere sia psichico che fisico e come questo abbia condizionato il nostro stare al mondo.

Quali sono le principali conseguenze della pandemia?

Quello della pandemia non è un fenomeno esclusivamente medico, ma un evento che colpisce individui e società in molteplici maniere: ansia, stress, pregiudizi e xenofobia sono elementi intrinseci a questa condizione (Torales et al., 2020a, 2020b) e il clima di tensione, incertezza e minaccia, facilmente instaura sentimenti di paura, panico, preconcetti e problematiche psico-emotive, sfociando, in alcuni casi, in sintomatologie e psicopatologie che possono perdurare anche per svariati mesi (Cantelmi et al., 2020; Jeong et al., 2016). Inoltre, la pandemia ha aggravato la condizione di chi già presentava una storia di disordini psichiatrici e di chi stava già vivendo disagi sociali o di tipo economico, come la perdita del lavoro o problematiche finanziarie (Brooks et al., 2020; Cantelmi et al., 2020; Mihashi et al.,2009).

  • Tra le sintomatologie più comuni si riscontrano: tristezza, umore depresso, affaticamento, insonnia e altri disturbi del sonno, paura, ansia, preoccupazioni, nervosismo, irritabilità, rabbia, ostilità, disordini nella memoria, emersione di ricordi traumatici, confusione, delirium e stati alterati della coscienza.
  • Invece, tra i principali fattori precipitanti si riscontrano la paura di contrarre la malattia, la noia, la frustrazione, le insufficienti forniture mediche o di sostentamento, le informazioni inadeguate o contraddittorie, i problemi e le perdite finanziarie, oltre che la stigmatizzazione se contagiati.

Tuttavia, il fattore con il maggior effetto negativo è senza dubbio l'isolamento sociale, che si accompagna a restrizioni, distanziamento e senso di solitudine (Cantelmi et al., 2020).

Molti studi hanno evidenziato il disastroso effetto che l'isolamento sociale può avere sul nostro stato psichico e fisiologico, indipendentemente che si parli di pandemie o di situazioni di altra natura. Infatti, il confinamento forzato e il conseguente obbligo alla sedentarietà e alla solitudine, hanno il potere di influenzare negativamente il nostro fisico, danneggiando numerosi apparati, come quelli immunitari, endocrini, neurocognitivi, respiratori, cardiovascolari, muscolari e scheletrici, incidendo, quindi, anche su piani biologici, fisiologici e genetici (Chouker, 2020; Bowden Davies et al., 2018; Cole et al., 2007; Dixon et al., 2006; Pressman et al., 2005; Cacioppo et al., 2000). In altre parole, le persone socialmente connesse, che godono di relazioni intime caratterizzate da cure e premurosità, oltre a godere di una maggior salute psichica e fisica registrano una minor incidenza di malattie e di mortalità (Holt-Lunstad, Smith & Layton, 2010; Thurston & Kubzansky, 2009; Hansson, 2005; Ershler & Keller, 2000).

Un fattore che ha aumentato gli effetti negativi dell'isolamento è stato l'alto grado di incertezza. Ricorderemo tutti come per mesi (con il primo lockdown) venisse posticipata di settimana in settimana la possibilità di riacquisire una parvenza di quotidianità e di normalità; questo ha sicuramente influenzato negativamente sulla nostra percezione di vita. Infatti, in presenza di un periodo di confinamento definito, le persone tendono a reagire piuttosto bene per la prima metà della durata dell'isolamento, per poi manifestare una fisiologica caduta dell'umore, per la quale si mostrerà un sostanziale recupero in vista del termine di tale confinamento (Grey Ellis, 2020). In più, alcune ricerche evidenziano come periodi prolungati di quarantena – e, quindi, di isolamento sociale – superiori a 10 giorni si associno facilmente a sintomatologie da stress post-traumatico, comportamenti evitanti e rabbiosi (Hawryluck et al., 2004) e come sentimenti di ansia e rabbia perdurino anche per diversi mesi dopo la fine del periodo di confinamento (Jeong et al., 2016).

La possibilità di proiettarci al futuro e alla riacquisizione della nostra routine e delle nostre abitudini non è stata possibile, dilungando, anche per molto tempo, la durata della fase depressiva sopracitata stabilizzandola, come se fosse la nostra "nuova normalità" e rischiando di subire ulteriori stress nel momento in cui questa "nuova normalità" fosse venuta meno (Cantelmi et al., 2020).

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Scritto da

Dott. Filippo Andolina

Bibliografia

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  • Riferimenti Sitografici
  • Grey Ellis E. (2020). What Coronavirus Isolation Could Do to Your Mind (and Body). Wired. Online:
  • https://www.wired.com/story/coronavirus-covid-19- isolation-psychology/.

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