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Dal pannolino al vasino, il passaggio verso l’autonomia

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Imparare ad usare vasino vuol dire crescere e raggiungere una tappa importante nella strada verso l’autonomia. Come affrontare il passaggio dal pannolino al vasino in modo sereno?

29 MAR 2016 · Tempo di lettura: min.
Dal pannolino al vasino, il passaggio verso l’autonomia

Imparare a fare cacca e pipì nel vasino è una tappa importante nel percorso di sviluppo del bambino, non significa solo togliere il pannolino, ma vuol dire crescere e raggiungere una tappa importante nella strada verso l'autonomia.

Ognuno di noi possiede una naturale tendenza alla crescita e allo sviluppo di tutto le sue potenzialità, la crescita porta cambiamento che fa sentire grandi, capaci, soddisfatti e può allo stesso tempo creare ansie e paure.

Tra lotta e conquista

Togliere il pannolino può essere vissuto dal bambino come una conquista: ci sono bambini che autonomamente decidono che è ora di provare a togliere il pannolino, riuscire a fare i bisogni nel vasino è per il bambino una soddisfazione, una gioia, l'evidenza della propria auto efficacia.

Ma a volte togliere il pannolino diventa una lotta tra genitori, che decidono che è arrivato il tempo di crescere, e bambino che ha ancora voglia di sentirsi al sicuro con il suo pannolino: fare i bisogni nel vasino spaventa, è vissuto come un compito difficile e il bambino fa resistenza, si rifiuta.

L'adulto in ogni caso ha un ruolo importante in quanto sostiene, accompagna il bambino in questo processo: se è vero che ognuno di noi ha una naturale spinta all'autonomia e alla crescita, è altrettanto vero che avere una base sicura su cui appoggiarsi con fiducia facilita tale processo.

Non possiamo infine non tenere presente il fatto che ci sono richieste sociali che bisogna rispettare: la scuola dell'infanzia richiede che il bambino sia inserito senza pannolino.

È importante considerare che un controllo volontario e totale degli sfinteri necessita la piena strutturazione della parte inferiore del tronco, che il bambino raggiungerà tra i 2 ed i 3 anni. Ma per poter trattenere i bisogni e riuscire ad arrivare in tempo al wc è indispensabile riconoscere il bisogno, essere capaci di comunicarlo, ed avere desiderio e motivazione di ottenere questo obiettivo.

Questo a sottolineare la complessità del processo che se da un lato necessita uno sviluppo fisico, cognitivo e linguistico, dall'altro è strettamente connesso alla sfera psico-affettiva del bambino.

Esercizi per procedere allo "spannolinamento"

L'arrivo delle belle giornate rende più facile il momento in cui si toglie il pannolino, soprattutto perché all'inizio ci aspettiamo che il bambino si bagni più e più volte, avendo meno vestiti avremo meno cose da lavare e sarà più rapido il cambio. Si può iniziare a provare a fare la pipì nel vasino quotidianamente e in momenti precisi della giornata (prima di ogni cambio, la mattina quando ci sveglia, la sera prima di andare a letto…) che andranno a crescere nel tempo anche in relazione al processo di "spannolinamento" del bambino.

È importante che questo momento sia vissuto come un gioco e non come un obbligo, quindi sempre seguire i desideri del bambino, chiedere prima se vuole mettersi nel vasino e non obbligarlo, creare con lui una routine (cantare una canzoncina, leggere un libro..): questa tappa va vissuta come una divertente conquista e non come un difficile compito.

Il processo che porta dal pannolino al vasino ha una forte valenza affettiva, è molto influenzata dalla relazione genitore bambino e allo stesso tempo influenza la relazione.

È importante che sin dall'inizio a casa si parli di togliere il pannolino come un gioco, senza caricare il bambino di ansie e aspettative. Sottolineo ancora che questa è una tappa di crescita e come tale una conquista per il bambino, non una performance che il bambino deve fare per far felice il genitore!!! Il bambino sente l'ansia del genitore e la paura di deluderne le aspettative può ostacolare e rallentare il processo di "spannolinamento".

Così come dire al bambino frasi del tipo "sei grande è ora di togliere il pannolino", "se non togli il pannolino resti piccolo", "tutti lo hanno tolto manchi solo te" creano ansia al bambino!

Genitori e bimbo possono avvicinarsi al momento di togliere il pannolino andando a comprare insieme le mutandine e il vasino o un riduttore per il wc. È divertente anche allestire insieme lo spazio della pipì: scegliere dove mettere il vasino, posizionare vicino alcuni giochi (scelti appositamente dal bimbo) da usare mentre si è in bagno, in modo da non annoiarsi.

Quando il bambino sarà pronto

Quando il bambino sarà pronto a togliere il pannolino (e il genitore sarà pronto a pulire più e più volte a terra e panni bagnati!!!) è bene accompagnarlo spesso in bagno (ogni ora circa), senza domandargli se deve fare la pipì ("devi fare la pipì?"…con molta probabilità il bimbo risponderà di no!!!), ma incitandolo ad andare in bagno ("dai forza, si va in bagno, andiamo a giocare con…"). Il bambino non va né pressato a decidere di togliere il pannolino, né mortificato quando si bagna, anzi va rassicurato…un incidente di percorso succede a tutti!

Una volta che il bambino a casa inizia a fare la pipì nel vasino, e riesce a non bagnarsi la maggior parte delle volte, può stare con le mutandine anche fuori e all'aperto. Durante la nanna il bambino continuerà a portare il pannolino: durante il sonno il controllo degli sfinteri è più difficile, questa sarà l'ultima fase dello spannolinamento e si deciderà di toglierlo anche durante i sonnellini e nella notte solo quando il bambino si sveglia con il pannolino asciutto per almeno 1 settimana (questo non significa che il bambino non farà mai la pipì a letto!).

Scritto da

Dott.ssa Emanuela Giuggioloni

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1 Commenti
  • tina morvan

    Ci sono dentro fino al collo! Ma sono la nonna, 5 giorni a settimana e il fine settimana le regole cambiano......

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